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Gli acufeni, fattori determinanti

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Gli acufeni i suoni che nascono nelle orecchie

Cosa sono

Alcuni esperti le hanno definite sensazioni “fantasma”. Si sentono i suoni quindi, ma non ci sono situazioni ambientali che li giustificano. Insomma, gli acufeni nascono nelle orecchie e in qualche caso la loro presenza, se temporanea, può essere affrontata anche con i farmaci di automedicazione. Ad esempio, quando si è reduci da un forte che ha generato un deposito di in eccesso, o si è stati vittima di un’, sciogliere il muco può consentire di eliminare il fastidioso rumore.
A volte descritti come un fischio, un ronzio, un soffio, un fruscio, gli acufeni rappresentano un problema diffuso che va, in generale,  affrontato dal medico. Si pensa che una persona su due sia destinata a fare i conti con il disturbo, nel corso della vita. Fortunatamente spesso il problema è solo temporaneo.

Le cause

Tra i fattori che possono determinarli c’è ad esempio la presbiacusia, cioè la perdita d’udito che si verifica nelle persone anziane. Particolare attenzione va prestata anche ai farmaci: esistono infatti medicinali che possono dare come effetto indesiderato proprio questo disturbo.
Capita con alcuni medicinali per la profilassi della malaria, alcuni diuretici utilizzati per abbassare la pressione, certi antibiotici. Ancora: nicotina, alcol e caffeina in dosi elevate possono anche essere associati alla comparsa di acufeni, quindi attenzione a non esagerare.
Infine, senza arrivare a vere e proprie malattie che vanno indagate dal medico cui si deve far riferimento se il problema si mantiene nel tempo, non dimenticate che chi soffre di bruxismo, quindi serra le mascelle la notte del sonno, può rischiare di più i fastidiosi “rumori”.

Acufene cronico e stress

Avere un “fischio” nell’orecchio, occasionalmente, non deve mettere in allarme. Sono tanti i fattori che possono dar luogo al disturbo. La situazione cambia se il rumore che sembra connaturato all’organo dell’udito rimane nel tempo. Non si tratta di una situazione rara, e purtroppo può avere ripercussioni sul benessere cerebrale. Secondo una recente ricerca dell’Università dell’Illinois apparsa su “NeuroImage: Clinical” l’acufene cronico, il fischio che non scompare, porterebbe alcune zone del cervello ad essere sempre “attente” senza poter riposare. Alla fine questa situazione potrebbe avere un impatto sia sullo stato d’ansia sia sulla sensazione di sentirsi riposati, a prescindere dalle ore di sonno. Di conseguenza, l’acufene diventa un fattore di stress cronico. Come se non bastasse, poiché il cervello tende a concentrarsi costantemente sul fischio, si tenderebbe a perdere l’attenzione sulle attività che si stanno svolgendo.