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12 Dicembre 2019

Pranzi prenatalizi, così proteggiamo lo stomaco

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Natale si sta avvicinando. E si moltiplicano le occasioni per degustare buoni cibi, prendere aperitivi in compagnia, passare dal salato al dolce senza soluzione di continuità. Il problema è che, oltre alla bilancia che vede la “lancetta” schizzare pericolosamente verso l’alto, anche lo stomaco di chi non ha una digestione esattamente perfetta e tempestiva può soffrire. Così cominciano la , il bruciore, l’ che risale verso l’esofago, quel senso di che lascia la bocca asciutta, specie la notte e ci fa risvegliare con un fastidioso mal di testa. Niente di strano, sia chiaro. Si tratta in molti casi di reazioni del tutto fisiologiche, che ci dicono che il nostro viscere è costretto ad un superlavoro che lo mette in difficoltà.

Inoltre, quando si esagera a tavola, viene prodotta una maggiore quantità di acido gastrico e la fibra muscolare gastrica si dilata e tutto ciò può generare segni di “sofferenza” a carico di stomaco e intestino con evidenti ripercussioni sul benessere. Prima di tutto, ovviamente, occorre giocare sulla prevenzione e un corretto stile alimentare, specie se, a prescindere dai peccati di gola del periodo festivo, il proprio apparato digerente, anche a causa di stress e una vita dai ritmi incalzanti e poco regolari, non funziona sempre in modo efficiente…

Oltre a controllare le dosi, e, per chi soffre di fare pasti piccoli e leggeri riducendo i grassi, è buona norma limitare gli alimenti che possono stimolare la produzione di acido come il caffè, le bevande gassate, il brodo, gli estratti di carne, il cioccolato e la frutta secca. Meglio evitare anche i cibi “irritanti”, come pepe, chiodi di garofano e senape. Per non appesantire lo stomaco affaticato, poi, conviene ridurre i piatti troppo elaborati, fatti di sughi e fritti. E soprattutto è importante “disperdere” gli alimenti non solo nei tre pasti canonici. Bisogna invece lasciare spazio anche a due spuntini per mantenere sempre “attivo” lo stomaco (gli alimenti presenti possono “tamponare” l’acido prodotto dallo stomaco, che invece può “farsi sentire” quando passa troppo tempo tra un pasto e l’altro), e dilazionare meglio nel tempo il lavoro digestivo di stomaco e intestino. Infine conviene cercare di mettere da parte gli alcolici, specie nel momento in cui ci sono fastidi. In caso i fastidi si presentino, in ogni caso, si può puntare sull’automedicazione, facendo in modo di “privilegiare” nella scelta del farmaco quello più indicato per il sintomo specifico. In caso di acidità, ad esempio, il disturbo è legato all’aumento della produzione di . A volte il fastidio risale verso l’alto se la valvola che evita il ritorno dei cibi dallo stomaco all’esofago, il tubo elastico che dalla gola scende fino all’addome, non si chiude correttamente, magari per un’ernia iatale (porzione di stomaco che risale sopra il diaframma).

Tra i sono disponibili diverse sostanze che hanno la capacità di “tamponare” l’acidità dello stomaco, i c.d. o anche in grado di inibirne l’eccessiva produzione (c.d. antisecretori). Se si è esagerato e la digestione è lenta e laboriosa e compaiono pesantezza, a volte unita a nausea e liberatorio, torpore e sonnolenza, oltre al digiuno e al classico bicarbonato, i farmaci da banco che possono essere indicati sono i c.d. che facilitano lo svuotamento dello stomaco, spingendo verso il basso il cibo eventualmente presente. Per assorbire l’aria in eccesso e il senso di gonfiore sono disponibili medicinali capaci di assorbire i gas (c.d. ). Se i farmaci possono aiutare a ripristinare il benessere in caso di bisogno, mai dimenticare che un corretto stile di vita caratterizzato da una dieta equilibrata e da una regolare , è la cura più importante per garantire la salute di stomaco e intestino e godersi anche le gioie della tavola tipiche del periodo natalizio.

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