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Mal d’orecchio

Sinonimi: otalgia

Definizione

L’otalgia, questo il termine con cui si definisce correttamente questa situazione, è una sensazione dolorosa riferita all’orecchio. Va comunque ricordato che spesso, pur essendo il dolore chiaramente localizzato all’orecchio, l’origine del problema va ricercato in un altro organo vicino. Nella maggior parte dei casi, comunque, un dolore diffuso all’orecchio è dovuto ad un’infiammazione leggera del canale uditivo esterno (c.d. otite esterna). Inoltre anche un’infiammazione della cartilagine presente nel padiglione auricolare, una brusca variazione della pressione dell’orecchio medio o piuttosto una vera e propria infezione dell’orecchio medio stesso possono dar luogo al fenomeno. Questa evenienza è particolarmente frequente nei bambini, e va identificata con rapidità perchè può portare a deficit dell’udito. Come abbiamo detto, tuttavia, a volte un dolore all’orecchio nasce lontano dall’orecchio stesso. Ad esempio possono entrare in gioco problemi al naso, alla lingua, ai denti, alle tonsille, alla laringe, alla trachea ed all’esofago. Il dolore è spesso molto insistente e a volte anche pulsante.

Trattamento

Il trattamento dell’otalgia va sempre definito in base alla gravità del quadro e al possibile interessamento di organi vicini. In genere la cura va indicata dal medico, in particolare quando si sospetti un’otite legata ad infezione batterica. L’impiego degli antibiotici va sempre deciso dal medico curante, evitando “fai da te” che oltre ad essere poco utili per chi soffre aumentano il rischio che si sviluppino resistenze agli antibiotici impiegati impropriamente. Per il resto, i farmaci di automedicazione possono essere d’aiuto. Ad esempio possono essere utilizzati disinfettanti antisettici per la pulizia dell’orecchio (polimixina B in associazione, xilene, fenolo in associazione con il glicerolo, argento proteinato). Per alleviare il dolore possono essere impiegati antinfiammatori sostanze ad azione antalgica come il paracetamolo o l’acido acetilsalicilico ma anche il fenazone in associazione. In genere, il mal d’orecchio si risolve facendo ricorso a farmaci che eliminano la congestione nasale, spesso concomitante al disturbo. Può essere utile, quindi, l’impiego di medicinali ad azione mucolitica (acetilcisteina, ambroxolo, bromexina e carbocisteina), che possono cioè aiutare a rendere più fluido il muco accumulato all’interno dell’orecchio che provoca dolore creando una distensione dei tessuti già infiammati. Tutti questi preparati vanno comunque impiegati per pochi giorni. I mucolitici sono controindicati nei bambini con età inferiore ai due anni. Ovviamente, se il sintomo si mantiene è importante fare riferimento al medico.
Inoltre, per chi ha il raffreddore, è importante fare attenzione ai viaggi aerei. La compressione e la decompressione in atterraggio e in partenza possono provocare un dolore anche molto intenso all’orecchio che va prevenuto e trattato con l’inalazione di prodotti decongestionanti.
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Buone abitudini

Attenzione agli sbalzi di temperatura e di pressione atmosferica. Quando si passa da un ambiente riscaldato a temperature esterne particolarmente rigide è sempre importante coprire con cura le orecchie, il naso e la gola, vista la correlazione che esiste tra queste parti dell’organismo. In questo modo si evita di creare situazioni che possono facilitare l’insorgenza di problemi in grado di portare ad otalgia. Soprattutto i bambini più sensibili al mal d’orecchio, in particolare, dovrebbero portare sempre un cappellino che copra il padiglione auricolare nelle giornate più fredde. Allo stesso modo occorre fare attenzione agli impianti di condizionamento quando si verifica la situazione opposta. Non si dovrebbe mai andare sotto i 20 gradi quando si utilizzano i condizionatori, per goderne al massimo gli effetti: altrettanto importante è mantenere ben puliti i filtri dei condizionatori, per evitare che elementi in grado di dare allergie o muffe vengano introdotti nell’ambiente.

Realizzato in collaborazione con SIMG - Società italiana di medicina generale e delle cure primarie