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Vesciche ai piedi, bucare o no? I rimedi contro le bolle

Vesciche ai piedi, bucare o no? I rimedi contro le bolle

Una lunga passeggiata, magari con calzature non proprio giuste per il nostro piede e il tipo di percorso. L’epidermide dei piedi che macera per il sudore e, per questo, diventa più facilmente esposta a lesioni. La pelle della scarpa, specie se senza calze, ruvida e in grado di deteriorare lo strato superficiale cutaneo. Si apre una screpolatura. E si crea una reazione difensiva, con la formazione di una sorta di bolla che diventa essa stessa un fastidio. L’estate, tra i tanti problemi della pelle che possono accompagnare questa stagione, è anche il periodo in cui più facilmente si creano le classiche vesciche ai piedi. Per fortuna, prevenire è possibile. E soprattutto, occorre sapere come comportarsi. O meglio, sapere se bisogna bucare le bolle oppure proteggerle, fino al loro riassorbimento. 

Cosa sono le bolle sotto i piedi?

Le vesciche o più comunemente, bolle o fiacche, sono quindi una reazione difensiva della pelle. Un po’ come la febbre, questo meccanismo protettivo si trasforma in un fastidio per l’organismo. Nel caso dell’aumento della temperatura il sistema immunitario reagisce meglio e il corpo aumenta il metabolismo ma la febbre ci indebolisce, ci rallenta e, quando alta, ci costringe a letto. Quando parliamo delle vesciche, invece, l’autodifesa cutanea porta la pelle a irritarsi e arrossarsi con conseguente infiammazione dello strato corneo dell’epidermide. Poco dopo, si crea una bolla per l’accumulo del liquido interstiziale (per questo diciamo che la vescica è piena d’acqua) che funziona come un provvidenziale cuscinetto morbido in grado, appunto, di “fare da cuscinetto” tra l’area della frizione e lo stato di pelle sottostante.

Non si tratta però di un fatto negativo: grazie a questa reazione, infatti, si tenta di evitare che la lesione creatasi rompa i legami che esistono tra le diverse cellule, permettendone la rigenerazione per la riparazione del tessuto danneggiato. Il problema è che, come per la febbre, questi rigonfiamenti traslucidi della pelle al cui interno si intravede la presenza di un liquido trasparente, danno fastidio e non possiamo ignorare la loro presenza. Dolore, gonfiore e a volte anche prurito nella zona circostante sono i segni dell’infiammazione.

Per evitare le vesciche, basterebbe giocare d’anticipo. Ma spessissimo non lo facciamo e le vesciche compaiono nostro malgrado. Questo perché bastano solo pochi minuti in cui la pelle viene sottoposta a un eccessivo sfregamento con una calza troppo ruvida o una scarpa poco conformata al piede perché scatti il meccanismo infiammatorio. E, poco dopo, compaiono i fastidi. Per completare il quadro, a volte, succede anche che la bolla si riempie di un liquido rossastro. Può capitare, se non si prendono le opportune precauzioni che avvenga pure una lesione dei piccoli capillari dell’area interessata che, quindi, rilasciano modeste quantità di sangue che arrossa il liquido interstiziale nella sua bolla. 

Quali sono le cause delle vesciche ai piedi

Se siete amanti delle lunghe passeggiate, del jogging e del trekking sapete benissimo quanto la salute dei piedi sia fondamentale. E certamente presterete particolare attenzione al benessere delle estremità, facendo in modo che le tenute per corsa e passeggiate siano adeguate. Le vesciche, in genere sono, figlie di pressione eccessive o di sfregamento. E si manifestano, proprio per questa situazione, soprattutto in corrispondenza del calcagno, nella zona posteriore dell’estremità, o in corrispondenza delle dita, compresse da calzature eccessivamente strette. Per questo, quando ovviamente non entra in gioco il meccanismo dell’ustione (in questo caso le vesciche hanno un’origine diversa legata all’esposizione a fonti di calore intensa) occorre fare attenzione a tre elementi: l’eccessiva lunghezza delle camminate, la pelle del piede che entra in contatto diretto con la scarpa e le calze improprie per l’attività fisica e che, quindi, non proteggono a dovere. 

In senso generale, bisogna sempre fare attenzione alle scarpe da indossare. Se si prevede di camminare per lungo tempo, scegliere le calzature adatte, con tacco che non superi i due centimetri, ricordandosi di non stringerle troppo per consentire una corretta circolazione del sangue dei piedi. Inoltre, fate attenzione al movimento del piede appoggiandolo al suolo, distribuendo la forza su tutta la pianta al fine di evitare involontari sfregamenti del piede all’interno della calzatura.

Come affrontare le vesciche: bucare o no?

Spesso si pensa che la cosa giusta da fare sia “bucare” le vesciche per far uscire il liquido che contengono. La scelta di bucare le vesciche non è particolarmente corretta, soprattutto se si considera che una manovra del genere, se fatta a casa e senza le opportune precauzioni, può favorire la comparsa di lesioni infettive. Per questo la cosa da fare se compaiono le fiacche è non romperle ma mantenere pulita l’epidermide, sia nell’area in cui si è formata la vescica sia nella zona circostante. A prescindere dal fastidio, infatti, nella maggioranza dei casi la vescica guarisce da sola.

La situazione può essere valutata caso per caso, comunque, e a volte anche la scelta di bucare la bolla (meglio se il tutto viene fatto da un operatore sanitario) può avere significato. Ricordate però che si può pensare a questa misura in caso di bolle particolarmente grandi, e sempre utilizzando una garza e di disinfettante. L’importante è non lacerare la “bolla” che ricopre la vescica, bucandola sui lati e non al centro. In tal modo, la “pelle” della vescica, può continuare ricoprire la parte colpita e difenderla da infezioni, ma anche dagli effetti di ulteriori sfregamenti.

I farmaci di automedicazione, sotto forma di trattamenti locali protettivi e ad azione antisettica e antinfiammatoria, possono aiutare a proteggere la pelle e preservarla dal rischio di infezioni, oltre che contrastare il dolore e l’infiammazione. Tuttavia, se il problema si aggrava, con aumento del dolore e comparsa di arrossamento nella zona circostante (e addirittura presenza di pus), si è in presenza di una infezione ed è consigliabile farsi vedere dal proprio medico di famiglia.