fbpx
Ciao, sono bollino!

Febbre

Sinonimi: iperpiressia

Definizione

La febbre è un sintomo legato all’aumento della temperatura corporea, che supera i 37 gradi. Contrariamente a quanto si pensa, l’aumento termico nella stragrande maggioranza dei casi non va considerato negativo, perché permette all’organismo di rispondere al meglio ad un agente esterno, come ad esempio un’infezione. Se la temperatura si alza, infatti, le difese del corpo lavorano meglio, il cuore batte più velocemente, si accentua la respirazione: tutti questi elementi in qualche modo rinforzano il corpo, che però lavorando ad un regime più “elevato” è anche maggiormente provato. Un esempio di questa situazione si ha in caso di infezione batterica o virale: l’aumento della temperatura e lo “stress” delle difese immunitarie impedisce la riproduzione dei batteri, e quindi limita nel tempo la malattia. Va comunque ricordato che la febbre può far seguito non solo ad un’infezione virale o batterica, ma anche all’attacco di parassiti, ad un’alterata dinamica ormonale, a reazioni immunitarie. Per questo motivo, quando il sintomo si mantiene nel tempo, è sempre meglio avvisare il proprio medico, così come si dovrebbe fare quando la febbre è particolarmente alta o si accompagna ad altri sintomi come nausea, dolore o eruzioni cutanee.

Sintomi associati

  • infezione alle vie aeree
  • ossa rotte

Trattamento

La febbre è un segnale di allarme ed una protezione dell’organismo. Non va quindi combattute ma controllata. L’approccio all’iperpiressia, così deve essere definita la febbre nel vocabolario del medico, dipende ovviamente dalla temperatura che si raggiunge, dall’età del paziente e dalla presenza di altri sintomi. In termini generali, l’impiego dei farmaci antipiretici andrebbe previsto nei casi in cui la febbre supera i 37,8 gradi. Tra i farmaci di automedicazione ad azione antipiretica si possono ricordare il paracetamolo e l’acido acetilsalicilico che fanno parte della categoria dei Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei) ed agiscono direttamente sul centro di regolazione del calore che si trova nel sistema nervoso centrale. La loro azione è molto rapida e comporta un calo della temperatura corporea con abbondante sudorazione. Questi farmaci possono essere assunti anche più volte al giorno, se si presenta la necessità di far scendere la temperatura, sempre leggendo le indicazioni del foglietto illustrativo. Occorre sempre ricordare che l’acido acetilsalicilico non andrebbe assunto dai bambini con meno di 16 anni. Il paracetamolo, quando assunto a dosaggi superiori a quelli raccomandati in persone che presentano problemi a livello del fegato, può dar luogo a disturbi a carico dell’organo. Ovviamente poi questo farmaco non va assunto in concomitanza con bevande alcoliche. Va ricordato che i Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei) per via generale, anche quelli, come l’ibuprofene che possono essere utilizzati come coadiuvanti nel trattamento degli stati febbrili e influenzali, andrebbero assunti a stomaco pieno e dovrebbero essere evitati da chi soffre di patologie dello stomaco come gastrite e ulcera, da chi è in trattamento con farmaci che riducono la coagulazione, da chi soffre di insufficienza renale in fase avanzata o da chi soffre di problemi cardiaci. Cautela è consigliata invece in caso di ipertensione in trattamento, visto che l’uso prolungato di Fans può avere effetti sulla pressione.

Buone abitudini

Letto, lana e latte. Questa semplice regola, che viene dalla cultura dei nostri nonni, è ancora tremendamente attuale in caso di rialzo della temperatura. Non bisogna fare gli eroi, magari sottoponendo il corpo a stress intensi quando è già messo a dura prova dalla febbre, e quindi è indicato il riposo. Occorre evitare gli sbalzi di temperatura, e in particolare l’esposizione a climi rigidi, pur ricordando che anche l’eccessivo calore può non essere utile, soprattutto per i bambini. Infine quando si ha la febbre, bisogna puntare su una dieta leggera, che non impegni eccessivamente l’apparato digerente: quindi debbono essere presenti i vegetali, meglio se cucinati in maniera semplice e senza un esagerato apporto di grassi, insieme alla frutta, ricca di vitamine che possono aiutare il corpo a sopportare meglio l’azione di virus e batteri. La classica spremuta d’arancia, quindi, è ottima in caso di febbre. Per il resto, non dimenticate mai che anche le spugnature fresche sulla fronte possono contribuire a ridurre il disagio e che è importante bere: con la febbre e la sudorazione, infatti, si possono perdere elevate quantità di liquidi, che vanno reintegrati e somministrati un po’ alla volta ma di frequente.

Realizzato in collaborazione con SIMG - Società italiana di medicina generale e delle cure primarie