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Cosa fare se il bimbo ha mal di pancia e diarrea?

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Se il bambino presenta diarrea (o vomito) è importante cercare di non bloccarla; è infatti consigliato curarne i sintomi piuttosto che fermarla, anche ricorrendo ai se necessario, sapendo che nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno passeggero. È importante non bloccare la diarrea o il vomito in quanto queste rappresentano manifestazioni di difesa, attraverso cui l’organismo elimina sostanze o microganismi dannosi.

Tuttavia, bisogna fare molta attenzione a reintegrare la giusta quota di liquidi soprattutto nei , che sono maggiormente soggetti a disidratazione. La diarrea può essere frequente in età pediatrica ed è causata, nella maggior parte dei casi, da virali, dovute soprattutto a e ; meno frequenti sono invece i casi di dolori alla pancia e scariche legate a infezioni, spesso di origine alimentare. Il problema è che con le perdite di feci liquide non si ha solamente l’eliminazione di o , ma anche di cellule della parete dell’intestino, oltre che di muco.

Generalmente la classica acuta di stagione, che non assume forme di particolare gravità, non va oltre i 3-5 giorni di durata: non bisogna infatti pensare solamente ai giorni di scariche consecutivi, ma anche ai vari sintomi di contorno, come il mal di pancia o il calo dell’appetito, che possono permanere anche più a lungo. I consigli sono validi anche per gli adulti, i quali devono porre la stessa attenzione alla reintegrazione della quota di liquidi che viene persa. Per questo sono utili i , che andrebbero sorseggiati a intervalli regolari di alcuni minuti, soprattutto nei bambini. In questo caso, visto che il gusto può non essere gradevole, si può ovviare al problema mescolando la soluzione con altri liquidi, dall’acqua alla semplice camomilla.

Ultima raccomandazione: non abbiate fretta di rivedere il bambino riprendere a mangiare e non obbligatelo a diete troppo ricche. In passato la paura che la precoce reintroduzione degli alimenti dopo episodi di gastroenterite acuta potesse riesacerbare la stessa e causare l’instaurarsi di una diarrea protratta, ha condotto a prescrizioni di lunghi digiuni seguite da diete fortemente ipocaloriche. La scienza ha dimostrato invece l’esatto contrario: le restrizioni dietetiche, associate alla naturale inappetenza presente nella fase acuta, concorrono ad un apporto calorico insufficiente, allungando la malattia. Deve essere l’organismo a dettare le sue regole: non insistete mai per far mangiare il bambino, il suo corpo sarà in grado di scegliere che cosa è meglio fare.

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