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Mal di pancia nei bambini: cosa è importante sapere?

Mal di pancia nei bambini: cosa è importante sapere?
di lettura: 10 minuti

I mille volti del mal di pancia infantile

Tutte le mamme e i papà prima o poi si trovano a fare i conti con il mal di pancia dei loro bambini. Le cause e il quadro sintomatico possono essere diversi a seconda della natura del disturbo. In genere, i bimbi lamentano , ”rumori” nella pancia che quasi borbotta, a volte fitte, altre volte si presentano episodi di diarrea talvolta accompagnati da vomito e qualche linea di febbre.

I disturbi possono derivare da cause differenti che vanno dal semplice meteorismo, alla stitichezza fino ad attacchi di virus e batteri che possono determinare gastroenteriti o più raramente, tosso-infezioni alimentari.

Nei bimbi piccolissimi o in fase di svezzamento il mal di pancia può derivare anche dalle “coliche” o dall’introduzione di cibi nuovi, situazioni che vanno sempre verificate con il pediatra. Questo vale sempre quando il mal di pancia interessa bimbi piccoli, soprattutto se sotto i tre anni e, più in generale, per tutte quelle circostanze in cui il mal di pancia è forte e cioè si manifesta con dolore intenso o crescente o anche solo quando non è un disturbo passeggero che si risolve in pochi giorni.

Alcune volte, ad esempio, il dolore addominale potrebbe essere la spia una infezione alle vie urinarie o altre, se frequente, potrebbe anche essere il segnale di un disagio di tipo psicologico che, soprattutto nei bimbi in età scolare, dai 6 anni, potrebbe derivare da tante situazioni diverse (p.es. la nascita di un fratellino/sorellina, conflittualità in famiglia o a scuola, ansia da prestazione scolastica o sportiva).

La gastroenterite: come gestire e vomito

Una delle cause più diffuse del mal di pancia è la gastroenterite che insieme al dolore addominale provoca diarrea e sovente, nei più piccoli, anche vomito. In genere però si tratta di quadri clinici di breve durata in cui la diarrea e anche il vomito sono un meccanismo di difesa dell’organismo che prova a difendersi dall’attacco di virus e batteri che sono all’origine dei disturbi. Proprio per questo, in caso di gastroenterite di breve durata, ricordate che è importante controllare i sintomi ma non bisogna puntare a “cancellare” la reazione. Perché proprio diarrea e vomito sono le manifestazioni  attraverso cui l’organismo elimina sostanze o microrganismi dannosi. A tale scopo possono essere utili i farmaci di automedicazione ad azione antidiarroica e antiemetica che permettono di diminuire l’intensità della sintomatologia senza azzerarla.

Cause: virus e batteri in prima linea

La gastroenterite e la diarrea attraverso cui si manifesta, può essere frequente in età pediatrica ed è causata, nella maggior parte dei casi, da infezioni virali, dovute soprattutto a rotavirus e adenovirus; meno frequenti anche se possibili, sono invece i casi di dolori alla pancia e scariche legate a batteri e a infezioni di origine alimentare.

Generalmente la classica gastroenterite acuta è di tipo virale e dura tra i 3-5 giorni: non bisogna infatti pensare solamente ai giorni di scariche consecutivi, in cui la sintomatologia è più intensa ma anche ai vari sintomi di contorno, come il mal di pancia o il calo dell’, che possono permanere anche più a lungo.

In generale, il quadro tende a preoccupare i genitori proprio perché il bambino diventa inappetente e debole. Inoltre, con le perdite di feci liquide non si ha solamente l’eliminazione di virus o batteri, ma anche di cellule della parete dell’intestino, muco e tantissimi liquidi  e con essi acqua e sali minerali che. invece, bisogna reintegrare.

Rimedi: idratazione e alimentazione fatta con giudizio

In caso di diarrea è vomito è fondamentale fare molta attenzione a reintegrare la giusta quota di liquidi soprattutto nei più piccoli, che sono maggiormente soggetti a disidratazione proponendogli di bere spesso. Il consiglio è valido in realtà anche per gli adulti che allo stesso modo devono porre attenzione alla reintegrazione della quota di liquidi che viene persa in caso di gastroenterite.

Per questo, per grandi e piccoli,  possono essere utili i composti reidratanti, che andrebbero sorseggiati a intervalli regolari di alcuni minuti. A volte il può non essere gradevole e per questo il bambino potrebbe rifiutarsi di bere. Si può ovviare al problema mescolando la soluzione con altri liquidi, come la semplice camomilla. 

L’, insieme alla disidratazione è uno dei principali effetti “collaterali” della gastroenterite. In genere, alcune mamme vorrebbero vedere i propri piccoli non perdere o ritrovare in fretta l’appetito ma questo non sempre avviene anche quando si è avuta la risoluzione dei sintomi gastrointestinali. Altre invece, per paura di affaticare troppo lo durante e subito dopo la gastroenterite tendono a proporre una molto leggera.

Chi ha ragione? Bisogna tenere in considerazione che anche sul fronte dell’assunzione di alimenti l’organismo si “autoregola” per limitare i danni dell’infezione. Quindi in caso di gastroenterite non bisogna né obbligare il piccolo ad un’alimentazione particolarmente ricca sotto l’aspetto calorico né costringetelo ad una assunzione di cibo scarsa o insufficiente sotto il profilo nutrizionale: entrambi gli atteggiamenti non sono consigliabili.

In passato la paura che la precoce reintroduzione degli alimenti dopo episodi di gastroenterite acuta potesse riesacerbare la stessa e causare l’instaurarsi di una diarrea protratta, ha condotto a prescrizioni di lunghi digiuni seguite da diete fortemente ipocaloriche. La scienza ha dimostrato invece l’esatto contrario: le restrizioni dietetiche, associate alla naturale inappetenza presente nella fase acuta, concorrono ad un apporto calorico insufficiente, allungando la malattia.

Deve essere l’organismo a dettare le sue regole: non insistete mai per far mangiare il bambino ma neanche negategli il cibo se lo desidera: il suo corpo sarà in grado di scegliere che cosa è meglio fare durante e subito dopo la gastroenterite.

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