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11 Maggio 2017

Come superare indenni la pausa pranzo

Come superare indenni la pausa pranzo
Monotonia, legata alla necessità di consumare sempre e comunque un panino in fretta al bar, ed eccesso di . Sono questi i due principali problemi di chi si trova ad affrontare quotidianamente e in pochi minuti la . A questi si aggiungono, spesso, la cattiva digestione, legata alla necessità di ingurgitare rapidamente anche elevate quantità di .
Ciò determina un senso di assopimento, accentuando il desiderio di un pisolino dopo il pasto, nonostante si debba lavorare. Ovviamente i farmaci di automedicazione possono aiutarci a difenderci dai problemi, agendo specificamente sui diversi sintomi che possono presentarsi. Ma alcune buone abitudini sono sicuramente d’aiuto.
Per chi sceglie il panino, è molto importante ricordarsi che anche la masticazione ha un suo ruolo. Quindi quando possibile sarebbe meglio preferire il pane croccante rispetto al più “morbido” e appetitoso panino all’olio o al latte o ancora al classico tramezzino. L’impegno masticatorio è importante per aumentare la sensazione di sazietà e permetterci di controllare meglio le calorie in entrata. Rientrare che fatica
C’è anche un altro elemento da considerare per gli aficionados del sandwich: il tempo. In molti casi chi prepara un panino punta anche sulla nostra fretta, sul bisogno di consumare di corsa il pasto per rientrare in . Per consentire di mangiare in tempi brevi un panino, dando un senso di gusto e appagamento si tende quindi proprio a prediligere panini al latte o all’olio, tramezzini, e salse, che oltre a dare sapore, facilitano la deglutizione. 

Consigli pratici per il fuori casa

  • Il panino al bar.A parità di panino è meglio consumarlo al bar piuttosto che alla scrivania: in questo modo si stacca dal , si sceglie un ambiente più pulito (la scrivania può essere ricca di germi) e si aumenta il senso di sazietà rispetto al consumo davanti al Pc.

  • La giusta “schiscetta”. Se in ufficio esiste una sala ristoro, magari dotata di forno a microonde, conviene portarsi il pranzo da casa, per poter variare gli alimenti e avere la certezza del modo in cui vengono preparati e conditi.  Ovviamente a patto che ci si alzi dalla scrivania e non si rimanga a lavorare.
  • Il piacere della mensa. Se si può, è sempre la scelta migliore, cercando di non esagerare con le quantità per la diversificazione dell’offerta di piatti diversi. Non si deve per forza prendere primo e secondo. A volte si può scegliere anche solo frutta e verdura con un poco di pane oppure prendere con un primo o un secondo leggero
  • Attenzione alla pizza. E’ il classico degli italiani, ma è anche un trionfo di sale e di carboidrati ad alto indice glicemico. Un etto di pizza margherita, per capirci una strisciolina poco più grande di un moderno smartphone, offre quasi 300 calorie.

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