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Attenzione al burnout

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Non staccare mai da lavoro può causare mal di testa, tensione muscolare, stitichezza e altri piccoli disturbi: gli esperti lo chiamano “burnout”. Si tratta di esaurimento psicoemozionale da spersonalizzazione e da riduzione delle capacità personali, che colpisce soprattutto chi si occupa degli altri, come operatori sanitari o docenti. È il caso ad esempio del mal di testa che pesa nelle attività quotidiane, dei dolori muscolari che paiono l’esito di una forte fatica fisica senza aver fatto sforzi particolari, delle alterazioni dell’alvo che possono portare a stitichezza e diarrea, oltre a casi di ansia e problemi del sonno.

Per fortuna, nelle forme meno gravi, i farmaci di automedicazione, senza obbligo di ricetta medica, possono essere estremamente utili per combatterne i sintomi. Rimane comunque fondamentale capire bene l’entità dello stress cronico e prendere le opportune contromisure. Per parlare di questa situazione, infatti, occorre che siano presenti tre condizioni: l’esaurimento, il “cinismo” e l’inefficienza. L’esaurimento viene considerata la prima reazione allo stress prodotto dalle richieste di lavoro o da cambiamenti significativi, in cui la persona sente di aver superato il limite massimo sia a livello emozionale che fisico, incapace di rilassarsi e recuperare. Il cinismo è invece il sintomo classico della “seconda fase”: la persona diventa cinica ed assume un atteggiamento freddo e distaccato nei confronti del lavoro e delle persone con cui si relaziona, per difendersi. Infine, si arriva all’indice più grave del burnout, perché quando un individuo si sente inefficiente cresce il suo senso di inadeguatezza e qualsiasi progetto, atto anche a migliorare la sua condizione, viene comunque vissuto come opprimente; così cala la fiducia in sé stessi. Approfittiamo quindi di questa giornata “off” dal lavoro per staccare un po’ la spina.