Cibi scaduti, rischi per la salute, sintomi e quando evitarli

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 8 MIN
Cibi scaduti, rischi per la salute, sintomi e quando evitarli

Consumare cibi scaduti può comportare rischi variabili per la salute, a seconda del tipo di alimento e dello stato di conservazione. Per questo la data di scadenza va sempre verificata e mai ignorata.  È importante poi sapere quando è meglio non correre rischi. Cosa sapere e come comportarsi? Ecco qualche indicazione.

“Da consumare entro” e “da consumare preferibilmente entro”: cosa significa?

Si tratta di due diciture completamente differenti. Quando leggiamo “consumare entro” dobbiamo prestare particolare attenzione. La data proposta indica infatti quello che può essere considerato il limite massimo di sicurezza, oltre il quale l’alimento non deve essere mangiato.

Quando si parla di “consumare preferibilmente” significa che dopo la data indicata si può assumere il cibo, pure se magari ha perso la sua qualità ottimale. Questo vuol dire che l’alimento può essere consumato in tranquillità specie se si è stati attenti alla sua conservazione domestica.

Se la data è passata è buona regola comunque valutare il tempo trascorso. In genere qualche giorno non fa differenza mentre diversi mesi potrebbero farla. Inoltre, è sempre consigliabile (anche a prescindere dalla data entro cui preferibilmente consumare l’alimento) aguzzare i sensi: l’aspetto dell’alimento, il suo odore e la sua consistenza nonché, assaggiandone, il suo sapore, possono essere estremamente utili per comprendere se un alimento è ancora commestibile.

Quali cibi scaduti sono più pericolosi e per quali si può chiudere un occhio

Fatte le necessarie distinzioni sulle diciture della data di scadenza in etichetta, ci sono alimenti su cui non bisogna transigere. Si tratta di alimenti freschi per i quali meglio non superare le date indicate (e magari anche anticiparle, per massima sicurezza). Tra questi cibi, che vanno consumati celermente, annoveriamo:

  • carne cruda, specie pollame, pesce, affettati
  • formaggi freschi come ricotta o mascarpone
  • verdure a foglia
  • succhi di frutta

A queste norme generali occorre aggiungere qualche precisazione legata soprattutto alle caratteristiche organolettiche e alle modalità di conservazione che incidono fortemente sull’edibilità di un alimento. Se un cibo non viene ben conservato, per esempio, viene tenuto fuori dal frigorifero, questo può “accelerare” i tempi di scadenza. Per questo, anche quando la data di scadenza non è superata, se un cibo ha un odore sgradevole o insolito, o un sapore diverso, va buttato.

Ci sono però alimenti per i quali è possibile “chiudere un occhio” e sono in genere proprio quelli con la dicitura “preferibilmente entro il”. Tra questi, soprattutto, gli alimenti a lunga conservazione come:

  • i cereali (parliamo di pasta, riso, farina, biscotti o simili) – sempre facendo attenzione che le confezioni siano integre e che non ci siano muffe o animaletti
  • legumi secchi o in scatola
  • cioccolato

Sul cioccolato a volte si forma una leggera patina biancastra. Si tratta del burro di cacao che, col tempo, affiora e non è particolarmente temibile. 

Anche gli yogurt possono essere consumati qualche giorno dopo la scadenza se sono stati ben conservati e non hanno odori e colori strani, pur se possono perdere caratteristiche legate alla presenza di batteri probiotici, certamente molto diminuiti rispetto a quando il cibo era fresco. 

Persino le uova possono essere consumate in un limitato arco di tempo oltre la scadenza (ma previa cottura).

Sintomi dopo aver mangiato cibo scaduto

Cosa può accadere se si consuma cibo scaduto? Trovarsi a dover gestire i sintomi di una intossicazione alimentare che, in genere, determina nausea, vomito, dolori addominali e diarrea. La riposta non è identica per tutti, visto che può dipendere dalle modalità di risposta del singolo apparato digerente. In linea generale però se possono variare il novero e l’intensità dei sintomi, dopo aver mangiato carne, formaggi freschi o insalata scaduti, solo per citare alcuni esempi, si può andare incontro a fastidi alle vie digestive superiori, con nausea, vomito, acidità di stomaco, e a quelli interessano l’intestino, come dolori di pancia, crampi addominali e diarrea. Spesso possono essere presenti anche sintomi e segni generali come cefalea e qualche linea di febbre. 

La gravità e il tipo di sintomi variano anche a seconda del contaminante, quindi dalla presenza di batteri o dall’azione di tossine. 

Come conservare bene il cibo:

Per evitare di ingerire, anche per errore un alimento scaduto, ricordate sempre di conservare la confezione dei cibi per avere a disposizione la data di scadenza e, soprattutto, fate attenzione alle modalità di conservazione.

Ed ecco qualche consiglio per evitare errori.

  • Distribuite i diversi alimenti nei vari piani del frigorifero, non mescolando carni e verdura: i residui delle fettine possono favorire lo sviluppo di batteri anche in altri alimenti. 
  • Non utilizzate le borse per la spesa di plastica – anche ecologica – per conservare gli alimenti nel frigo. Esistono i sacchetti appositi per la conservazione. 
  • Se riutilizzate cibi già cotti e conservati in frigo, riscaldateli almeno a 70 gradi per distruggere i germi eventualmente sviluppatisi durante la conservazione. 
  • Non mettete a contatto anche in frigo cibi cotti e crudi: esiste il rischio di contaminazione: i germi del crudo possono svilupparsi nel cotto, ad esempio, in presenza di carne di pollo cruda. 

Cosa fare in caso di disturbi

In presenza di sintomi che ricordano l’intossicazione da cibi è sempre importante mettersi in contatto con i sanitari. Sovente, le tossinfezioni tendono a risolversi in breve tempo ma dipende molto dal tipo di cibo ingerito, dalle quantità e dal patogeno alla base della sintomatologia. Alcuni casi possono creare problemi più seri di qualche scarica di diarrea e richiedere un pronto intervento medico. Questo può avvenire in presenza vomito/diarrea sanguinolenti, disidratazione grave, febbre alta o difficoltà di tipo neurologico (disturbi di vista, deglutizione o linguaggio).

Cibi scaduti: domande frequenti e risposte veloci

1. È pericoloso mangiare cibi scaduti?

Sì, può essere pericoloso, soprattutto per alimenti freschi come carne, pesce, formaggi freschi e verdure. Il rischio dipende dal tipo di cibo, dalla data di scadenza e da come è stato conservato.

2. Qual è la differenza tra “da consumare entro” e “da consumare preferibilmente entro”?

“Da consumare entro” indica un limite di sicurezza da non superare. “Da consumare preferibilmente entro” segnala invece una possibile perdita di qualità, ma l’alimento può essere ancora commestibile se ben conservato.

3. Quali sono i sintomi dopo aver mangiato cibo scaduto?

I sintomi più comuni sono nausea, vomito, diarrea, dolori addominali e crampi. Nei casi più gravi possono comparire febbre, disidratazione o disturbi neurologici, ed è necessario contattare un medico.

Per saperne di più: Istituto Superiore di Sanità (https://www.epicentro.iss.it/tossinfezioni/).

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