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Inverno e pelle secca: le cause e come porvi rimedio 

Inverno e pelle secca: le cause e come porvi rimedio
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Vi è mai capitato di avere la pelle che “tira” e di provare un fastidioso prurito, soprattutto alle braccia e alle gambe ma anche al viso? Se la risposta è positiva, meglio ricordare che siamo in un periodo a rischio. Le basse temperature e il vento sono, infatti, tra i fattori che più sostengono questa sgradevole sensazione, tipica di quella che gli esperti chiamano pelle “secca”. Il disturbo è molto comune, e colpisce soprattutto le donne, ma anche gli anziani e i bambini. I sintomi di questa condizione sono molto variabili. Si va da manifestazioni occasionali fino a quadri in cui il problema diventa ricorrente o persistente e porta alla desquamazione dello strato superficiale della cute o alla spaccatura della pelle, con la conseguente comparsa di “taglietti” che possono anche provocare dolore, soprattutto alle dita. 

Perché la pelle diventa secca?

Tre sono gli elementi alla base della pelle secca. In primo luogo, conta la perdita di acqua dallo strato corneo (la parte più superficiale della cute): basta che l’epidermide subisca una riduzione dell’idratazione del 10 per cento perché diventi meno elastica. Il secondo è l’accelerazione del ricambio delle cellule legato all’irritazione da raggi ultravioletti oppure da sostanze che possono anche indurre reazioni di tipo allergico, anche questo stimolo si mantiene nel tempo. Il terzo fattore, sicuramente il più importante, è la riduzione dei lipidi che compongono la pelle. Quando si verifica questo fenomeno l’epidermide non riesce più a trattenere l’acqua, diventando appunto più secca. 

Come si manifesta la pelle secca

Per capire se la cute ha un problema di secchezza bisogna innanzitutto esaminarne il colore. Esteticamente, la pelle secca si opacizza e tende ad avere una colorazione grigiastra, è ruvida al tatto ed è caratterizzata da una più o meno intensa screpolatura. Inoltre, la diminuzione dell’elasticità favorisce la comparsa di un aspetto rugoso.

Oltre al peggioramento dell’aspetto esteriore, la riduzione dell’elasticità e della morbidezza della pelle possono facilitare la comparsa di disturbi cutanei più seri, anche di vere e proprie infezioni.

Le cause della pelle secca: clima e abitudini errate

Oltre alle condizioni ambientali e climatiche – il freddo e il vento sono nemici della pelle – anche abitudini apparentemente sane possono indurre l’insorgenza del problema. 

Ad esempio, non sono indicati frequenti bagni e docce con acqua calda e uso di saponi e prodotti per l’igiene personale troppo aggressivi. Per chi è particolarmente sensibile, poi, i fastidi possono essere acuiti dagli indumenti in fibra sintetica. Non va poi dimenticato che in alcuni casi la pelle secca può essere conseguenza di trattamenti farmacologici. Ad esempio, alcuni farmaci a base di retinoidi impiegati per la cura dell’acne, gli anticolinergici usati per combattere gli spasmi intestinali e i diuretici assunti per abbassare la pressione arteriosa possono avere come effetto collaterale l’insorgenza temporanea del disturbo cutaneo. 

Infine, la pelle secca può anche essere uno dei segni di malattie che interessano altri organi, come ad esempio l’insufficienza renale o i disordini della tiroide, o patologie della pelle, come la psoriasi oppure la dermatite atopica.

Buone abitudini per combattere la pelle secca

Idratazione. È questa la parola chiave per chi combatte la pelle secca. Per aiutarsi si può puntare sulle tisane. E non tanto, o non solo, per il gusto e la sensazione di tepore che può portare una tazza calda, a prescindere dal gusto. Ciò che conta è evitare all’epidermide messa a dura prova dal clima rigido e dal vento che sferza il viso e le parti esposte di “asciugarsi” troppo. Anche se può sembrare strano, infatti, la semplice assunzione ripetuta di liquidi può diventare una vera e propria strategia protettiva anche per la pelle. Pensate solo che respirare aria fredda e secca può in un’ora aumentare la perdita di fluidi corporei attraverso la respirazione di circa 5 millilitri, una misura che può apparire trascurabile per brevi periodi, ma che diviene significativa quando abitualmente si vive in ambienti freddi per molte ore al giorno. 

Allo stesso modo è importante bere “mangiando”: adeguate quantità di frutta e verdura, anche in inverno, possono aiutare il benessere cutaneo.

Infine, se è vero che tutto inizia in modo quasi impercettibile con piccoli arrossamenti, screpolature, taglietti fastidiosi, è innegabile che a volte questi segnali possono indicare che qualcosa non va per il meglio e che magari sono altri, oltre al freddo, i nemici del benessere. Per questo se la secchezza della pelle non migliora o peggiora e non sembra essere legata all’esposizione agli agenti atmosferici o a qualche cattiva abitudine, o alla scelta errata, per il nostro tipo di pelle di qualche prodotto di igiene, sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia. 

Rimedi contro la pelle secca

Per garantire alla pelle salute e benessere ecco qualche consiglio di comportamento quotidiano: 

  • Lavarsi con cura, senza esagerare! Conviene ridurre il numero e la durata di bagni e docce (massimo 5-10 minuti), impiegando acqua non troppo calda per lavarsi. È importante tenere la porta del bagno chiusa in modo da mantenere alto il livello di umidità.
  • Impiegare detergenti con pH fisiologico e, specie in caso di pelle delicata, meglio scegliere deodoranti non alcolici.
  • Applicare sempre una crema idratante sulla pelle leggermente umida.
  • Utilizzare indumenti comodi, preferibilmente in fibre naturali, evitando se possibile il contatto diretto della pelle con tessuti potenzialmente irritanti come la lana e certi sintetici). 
  • Non coprirsi troppo durante la notte e meglio non esagerare nel riscaldamento degli ambienti in inverno. 
  • In caso di freddo e vento, usare sciarpe e cappelli per coprire almeno in parte il viso e proteggere le mani usando i guanti all’aperto in inverno.
  • Bagnare le mani il meno possibile e comunque asciugarle sempre bene, idratandole con creme o pomate almeno tre volte al giorno e successivamente ad ogni contatto con l’acqua.

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