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La febbre di maggio dà salute per tutto l’anno

proverbio

Ci sono tempi e modi, durante i 12 mesi di un anno per affrontare diverse situazioni. Anche per avere la febbre. Così, in termini generali, ci sono mesi in cui anche un rialzo termico dell’organismo è meno probabile. I motivi? Circolano meno virus, il clima è più clemente, si corre meno il rischio d’infreddature. Infatti, con l’arrivo della bella stagione, disturbi come raffreddore, mal d’ossa e febbre sono spesso solo un ricordo dei mesi più freddi. Eppure, anche a maggio può esserci bisogno dell’antipiretico. I virus continuano a essere in agguato ed anche se i nostri vecchi dicevano che qualche linea di febbre in queste settimane si può tradurre nel benessere futuro, quasi a segnalare la mancanza di gravità dei malesseri, alla faccia del cambiamento climatico, non è ancora giunto il momento di scoprirsi e presentarsi a torso nudo a passeggiare sulla spiaggia.

Il motivo? “Anche il maggio più lungo non entra in giugno”: così recita un proverbio della saggezza popolare che ben si presta a farci “rallentare”, prendendo le opportune precauzioni, in attesa dell’estate che si intravede all’orizzonte. Quindi, anche a maggio può venire la febbre. Se ciò accade però, non bisogna spaventarsi, ricordando comunque che, in caso di febbre, dobbiamo prendere le opportune contromisure, anche a maggio. Il che significa, innanzitutto, ricordare che un innalzamento della temperatura corporea fa spesso seguito ad un’infiammazione o comunque alla necessità da parte dell’organismo di reagire a un insulto, sovente di natura virale. Quando i valori termici del corpo salgono, infatti, tutti gli apparati lavorano al meglio: il cuore batte più velocemente, la frequenza del respiro cresce, il metabolismo accelera. Insomma, il corpo risponde al meglio per sconfiggere la causa scatenante della febbre. Bisogna però che questa attività necessaria e positiva per l’organismo non si trasformi in un boomerang. Perché la febbre stanca. Per questo sono importanti i farmaci di automedicazione ad azione antipiretica: ci aiutano ad abbassare la temperatura, senza “spegnere” completamente la reazione dell’organismo aiutandoci, quindi, a sopportare meglio la situazione che va affrontata senza dimenticare il riposo e la necessità di bere molto.

Combattendo con intelligenza la febbre “fuori stagione” possiamo recuperare presto il benessere. Però in chiave preventiva, ricordate: anche a maggio, pure se può sembrare strano, i bruschi sbalzi termici, soprattutto la sera con la digestione in corso, possono rivelarsi controproducenti per il benessere.  Oltre al rischio di raffreddori, può avvenire la comparsa di disturbi gastrointestinali legati a un rallentamento della digestione, proprio per il “blocco” del cibo all’interno dello stomaco. Inoltre, maggio e giugno possono portare mal di pancia legati alle prime tossinfezioni alimentari o ai virus che si riproducono nel tubo digerente. Per questo non si deve abbassare la guardia e prestare ancora attenzione ai “ghiribizzi” del clima, sfruttando il malessere per farsi coccolare. Le coccole fanno bene poiché aumentano le endorfine (sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante) che riducono la sintomatologia e aumentano il rilascio di citochine pro-infiammatorie, che progressivamente favoriscono la risposta immunitaria.