Allergia alle graminacee: periodo, sintomi e prevenzione

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 11 MIN
Allergia alle graminacee: periodo, sintomi e prevenzione

Le statistiche parlano chiaro: in tema di allergie, le graminacee balzano ai vertici della graduatoria, almeno in termini di frequenza dei sintomi. Le stime dicono che almeno una persona su dieci ne soffre a causa della presenza dei pollini durante il periodo di fioritura di queste piante. 

Attenzione però: sono colpite tante persone perché le graminacee sono vegetali che aggregano al loro interno quasi 9.000 specie diverse. Si va da piante che entrano nel percorso dell’alimentazione umana fino ad altre a crescita spontanea in giardino.

Ma come capire se si è allergici alle graminacee e come gestire al meglio i sintomi delle allergie respiratorie? Vediamolo meglio in questo articolo.

Cosa sono le graminacee e quale è il loro periodo di picco

Quali sono le graminacee? Tra le più diffuse ci sono il mais, il riso, l’orzo, l’avena, la segale e il frumento. Insomma, siamo nell’ambito dei cereali che sfruttiamo anche in chiave alimentare, cioè cibi che mangiamo quasi quotidianamente.

Il picco delle graminacee si osserva generalmente in primavera: la stagione tipica va da marzo a settembre, ma è importante sottolineare che i “confini” temporali della pollinosi si stanno ampliando. Questo fenomeno è favorito dall’aumento delle temperature e dalla riduzione delle piogge registrati negli ultimi anni.

A dimostrarlo anche una ricerca condotta in Veneto e pubblicata su Atmospheric Environment. La ricerca sottolinea come non ci siano buone notizie per quanto riguarda sia la durata della circolazione dei pollini sia la loro capacità di determinare sintomi più o meno gravi e riconducibili a un quadro di rinite allergica. Questo significa che le persone sensibili potrebbero manifestare disturbi per periodi più prolungati e con un’intensità maggiore rispetto al passato.

Leggi anche: Il calendario pollinico mese per mese

Come capire se si è allergici alle graminacee: sintomi e segnali

In generale, i sintomi dell’allergia alle graminacee sono simili a quelli di altre riniti allergiche derivanti da altre cause con la comparsa di rinite (starnuti, naso chiuso e gocciolante, produzione di muco, tendenzialmente poco denso e chiaro) e congiuntivite (con rossore e bruciore oculare, fotofobia).

Dietro alla allergia alle graminacee, infatti, ci sono le reazioni tipiche dell’organismo e derivanti dalle proteine dei pollini: quando queste vengono a contatto con la mucosa nasale e bronchiale danno il via, nelle persone allergiche, a una reazione anomala del sistema immunitario che genera poi la comparsa dei sintomi tipici dell’allergia respiratoria.

Sostanzialmente, come detto, occhi e naso, sono i punti in cui più si avvertono i fastidi nelle forme più comuni. Oltre a stimolare il classico “saluto allergico”, con la mano che si porta al naso per combattere il prurito, la pollinosi da graminacee può creare occhi rossi, lacrimazione intensa, starnuti, e naso che cola.

Allergia alle graminacee e crisi d’asma

Nelle forme più serie, tuttavia, possono manifestarsi anche difficoltà respiratorie con senso di oppressione al torace. La pollinosi da graminacee, infatti, come accade ad esempio con l’ambrosia, l’ulivo e la parietaria, può più facilmente provocare sintomi seri con interessamento delle vie respiratorie e lo sviluppo di vere e proprie crisi d’asma.

Questo sembra dipendere dalle particolari dimensioni dei pollini in questione. Se è vero, infatti, che il quadro infiammatorio indotto dall’allergia va ad interessare i bronchi anche solo per il contatto dell’allergene con le mucose nasali, pare che le piccole dimensioni di questi pollini possano contribuire a spiegare la particolare capacità “asmogena”, ovvero di determinare sintomi e segni respiratori anche importanti a carico dei bronchi. 

Graminacee, mal di testa e disturbi del sonno

A volte l’allergia, con la congestione nasale che impedisce di respirare bene, può anche associarsi ad un sonno poco riposante e addirittura facilitare le apnee notturne e l’insonnia.  Inoltre, per qualcuno, allergia fa anche rima con mal di testa, soprattutto in sede frontale, tra gli occhi, visto che la rinite può indurre depositi di muco quando si ha una forte sensazione di naso chiuso.

Se è vero che la presenza dei sintomi sino ad ora descritti può fare pensare a una allergia respiratoria, per sapere con sicurezza se si è allergici alle graminacee bisogna necessariamente passare dal medico ed effettuare gli esami mirati per la ricerca delle Immunoglobuline specifiche e altri test che confermano il quadro e lo circoscrivono.

In presenza di sintomi leggeri un aiuto può venire dai classici antistaminici sintomatici. Ma se i pollini stimolano una reazione particolarmente intensa, occorre sempre parlare con il medico per determinare i trattamenti più opportuni.

Alimentazione e allergia alle graminacee

Tra le diverse forme di pollinosi, quella legata all’anomala risposta del sistema immunitario alla presenza di pollini di graminacee deve far prestare attenzione anche a tavola. Questo perché le proteine allergizzanti di queste piante possono essere presenti in alcuni alimenti, scatenando reazioni in soggetti predisposti. Basti pensare a cereali di largo consumo come frumento, mais e avena, spesso presenti in prodotti di uso quotidiano.

Di conseguenza, tra i sintomi che possono accompagnare la pollinosi, oltre ai classici disturbi respiratori, può manifestarsi anche la diarrea, sebbene reazioni allergiche alimentari più intense siano meno comuni. Se si sospetta una correlazione tra l’ingestione di determinati cibi e la comparsa di disturbi gastrointestinali o altri sintomi, è consigliabile evitarli e rivolgersi a un medico per una valutazione accurata.

Questo non significa necessariamente dover rinunciare a tutti i cereali, ma piuttosto individuare alternative più sicure in base alla propria sensibilità. Ad esempio, chi manifesta reazioni dopo aver consumato alimenti a base di farina di frumento potrebbe trarre beneficio da farine alternative. Fondamentale, in ogni caso, è leggere con attenzione le etichette nutrizionali per evitare ingredienti potenzialmente problematici.

Cosa mangiare e cosa evitare

Per chi soffre di allergia ai pollini di graminacee, è fondamentale prestare attenzione alla dieta per evitare reazioni crociate con alcuni alimenti. Tra i cibi da limitare o escludere, in caso di sensibilità accertata, ci sono cereali come frumento, orzo, segale, avena e mais, oltre ai loro derivati, tra cui pane, pasta, biscotti e prodotti da forno. Anche alcuni legumi, come piselli, lenticchie e arachidi, possono scatenare sintomi in soggetti predisposti.

Inoltre, per via delle reazioni crociate, è possibile manifestare fastidi anche dopo aver consumato determinati frutti e ortaggi, tra cui pomodori, meloni, angurie, agrumi, pesche, ciliegie, prugne e kiwi. Se si notano sintomi come prurito alla bocca, gonfiore delle labbra o disturbi gastrointestinali dopo aver mangiato questi alimenti, è consigliabile rivolgersi a un allergologo per una valutazione più approfondita.

Fortunatamente, esistono molte alternative sicure. Riso, quinoa, grano saraceno e amaranto sono ottimi sostituti dei cereali a rischio, mentre mele, pere, uva, banane e frutti di bosco risultano generalmente ben tollerati. Anche le verdure a foglia verde, le zucchine, le carote e i cetrioli rappresentano scelte sicure per chi soffre di questa allergia.

Un’ottima strategia per ridurre il rischio di reazioni è la cottura degli alimenti: il calore, infatti, può modificare la struttura delle proteine allergizzanti, rendendole meno attive. Per questo motivo, chi manifesta fastidi con alcuni frutti o verdure crude potrebbe tollerarli meglio se cotti. In ogni caso, è sempre consigliabile un consulto medico per personalizzare la dieta in base alle proprie esigenze e sensibilità.

Domande e risposte sull’allergia alle graminacee

1. Quali sono i sintomi dell’allergia alle graminacee?
I sintomi dell’allergia alle graminacee includono rinite allergica (starnuti, naso chiuso e gocciolante, produzione di muco chiaro), congiuntivite allergica (occhi rossi, prurito, lacrimazione), difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi, crisi d’asma. Alcune persone possono anche sperimentare mal di testa, insonnia e disturbi gastrointestinali in caso di reazione crociata con alcuni alimenti.

2. Quando è il periodo di massima fioritura delle graminacee?
Il picco della pollinazione delle graminacee si verifica generalmente tra marzo e settembre, con variazioni dovute al cambiamento climatico. Negli ultimi anni, l’aumento delle temperature e la riduzione delle piogge hanno prolungato la durata della circolazione dei pollini, causando sintomi più intensi e persistenti nei soggetti allergici.

3. Quali alimenti evitare in caso di allergia alle graminacee?
Le persone allergiche alle graminacee dovrebbero prestare attenzione al consumo di cereali come frumento, orzo, segale, avena e mais, oltre ai loro derivati (pane, pasta, biscotti). Anche alcuni frutti e verdure, tra cui pomodori, meloni, angurie, agrumi, pesche e kiwi, possono scatenare reazioni crociate. Per una dieta sicura, è consigliabile consultare un allergologo e preferire alimenti come riso, quinoa, grano saraceno, mele e verdure a foglia verde.

FONTI: https://www.aaiito.it/     https://siaaic.org/

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