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Aerosol, quando serve e perché si utilizza 

Aerosol, quando serve e perché si utilizza

I virus attualmente in circolazione sono moltissimi. E non si parla solamente di Sars-CoV-2 e di influenza, ma anche dei tantissimi ceppi virali parainfluenzali in grado di attaccare le vie respiratorie. Il risultato della loro presenza si traduce nella comparsa di tosse, mal di gola, catarro, raffreddore, dolori e qualche linea di febbre. Tra le tante strategie per affrontare questa situazione, ci sono i vecchi rimedi della nonna (suffumigi, latte e miele) insieme ai farmaci di automedicazione, da impiegare, in base al sintomo predominante, per alcuni giorni per ridurre i fastidi. Tra le diverse vie di somministrazione, particolarmente utile per far arrivare i medicinali direttamente dove servono, ovvero nell’apparato respiratorio, c’è l’aereosol, che riproducendo l’effetto del suffumigio, può essere di grande aiuto, per grandi e soprattutto piccini, per affrontare i malanni di stagione 

A cosa serve l’aerosol

Quando i bambini hanno sintomi respiratori, il pediatra a volte consiglia il trattamento con aerosol che permette di nebulizzare il farmaco e di farlo assorbire prima a livello di naso e gola e poi più in giù, fino ai bronchi, anche grazie alle soluzioni tecnologiche che permettono di migliorare costantemente l’utilizzo di questa via di somministrazione. 

La nebulizzazione: come funziona l’aerosol

Il tempo di somministrazione dell’aerosol varia di caso in caso, da pochi minuti fino a 10-15 minuti. È fondamentale che l’aerosolterapia venga inseguita correttamente in base ai luoghi in cui deve giungere il farmaco o i farmaci somministrati. Grazie ai nebulizzatori più moderni si può ottenere un’adeguata dimensione delle particelle nebulizzate, in modo che possano essere convogliate specificatamente nella zona dell’apparato respiratorio che vogliamo trattare (alte o basse vie respiratorie). La nebulizzazione tradizionale produce goccioline aerosoliche di piccole dimensioni, adatte a raggiungere le basse vie respiratorie, ma se si vuole agire a livello nasofaringeo si devono impiegano nebulizzatori in grado di selezionare il calibro delle particelle oppure ci si avvale delle cosiddette docce nasali micronizzate. 

Ma quando si utilizza l’aerosolterapia? 

Stando a quanto riportano gli esperti e indicazioni sono molteplici: patologie a carico delle vie aeree superiori e inferiori come rinite allergica, rinosinusite, poliposi nasale, ipertrofia adenoidea, apnee ostruttive nel sonno, otite, problemi laringei oltre che negli episodi di “respiro fischiante” del bambino piccolo. Il trattamento è indicato soprattutto quando non si è certi che i pazienti siano in grado di utilizzare aerosol predosati, più rapidi da somministrare, ma in cui si richiede una buona collaborazione per una corretta esecuzione. 

Quali vantaggi ci sono con l’aerosolterapia

Il vantaggio principale della nebulizzazione e quindi del trattamento con aerosol sta nel fatto che funziona indipendentemente dalla capacità di coordinazione del paziente. In questo senso, si può capire bene come e perché questa modalità di somministrazione possa essere particolarmente adatta nei bambini piccoli, nei soggetti anziani e nei soggetti che hanno difficoltà a utilizzare spray e polveri. 

Consigli pratici per fare bene l’aerosol

Per usare bene l‘aerosol, occorre fare un po’ di attenzione, anche grazie ai consigli di farmacista e operatori sanitari.

Per i bambini al di sotto dei dieci anni e i soggetti che presentano scarsa affidabilità, è possibile ricorrere all’uso di “distanziatori” che diminuiscono la necessità di coordinamento tra erogazione ed inalazione. Questi sono costituiti da un tubo che si interpone tra la bocca del paziente.

Durante la somministrazione di spray bisogna iniziare tenendo le labbra serrate attorno al boccaglio, a inspirare lentamente e profondamente mentre si preme l’inalatore evitando al contrario di “buttare fuori” l’aria. Occorre, invece, trattenere il fiato per una decina di secondi dopo aver inalato e poi espellere l’aria dal naso. 

Consigli per facilitare l’uso dell’aerosol nei bambini

  1. Il piccolo deve essere fisicamente in grado di usare correttamente l’apparecchiatura, sia in ambiente medico che a casa
  2. il trattamento deve essere tranquillo: non deve turbare né tanto meno spaventare il piccolo paziente.
  3. nel bambino piccolo il volume respiratorio corrente è basso: ha bisogno di numerosi atti respiratori per arrivare a svuotare una nebulizzazione
  4. in base all’età si possono scegliere sia le bombolette più indicate sia le modalità di erogazione più efficaci.