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Febbre da fieno: come affrontare la rinite allergica stagionale

Febbre da fieno: come affrontare la rinite allergica stagionale
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Perché viene chiamata “febbre da fieno”?

Pensate che bello… ci stiamo avvicinando all’estate, le giornate si fanno sempre più lunghe, diventano sempre più frequenti, con il bel tempo, le gite fuori porta. Per qualcuno però, la gioia di una passeggiata nei prati, magari in concomitanza con lo sfalcio dell’erba, si può tradurre in qualche fastidio a carico delle vie respiratorie. Capita a chi soffre di rinite allergica e può manifestare i sintomi di quella che un tempo veniva definita “febbre da fieno”. Si tratta di una espressione ormai desueta, che però restituisce una causa di un problema abbastanza tipico di queste settimane, anche se i sintomi solo rarissimamente si accompagnano al rialzo della temperatura. Per questo oggi si preferisce parlare di rinite allergica stagionale. A parte le dizioni, in ogni caso, cerchiamo di scoprire di cosa si tratta e come si manifesta.

Le cause del raffreddore da fieno (cioè della rinite allergica)

La rinite o volgarmente raffreddore è tecnicamente un’infiammazione della mucosa che riveste le cavità nasali. Si tratta di un quadro clinico comunissimo e legato diversi elementi, primo tra tutti un’infezione virale che prevede proprio il coinvolgimento delle prime vie respiratorie. Per chi è allergico, il quadro può essere però correlato alla comparsa dei sintomi delle classiche allergie determinate da diversi aero-allergeni, come sono la polvere, o appunto, quelli presenti in caso di “febbre da fieno”. Quest’ultima può causare ostruzione nasale, prurito, rinorrea e congestione.

In questo caso, quindi, si tratta di una patologia infiammatoria comune e gravemente disturbante che interessa le alte vie aeree e le mucose del naso e degli occhi ed è causata dalla reazione (allergica) a un allergene. La rinite allergica temporanea o intermittente, legata quindi alla presenza di particolari allergeni nell’ambiente (la classica gita in campagna ci può esporre a questo rischio) è classicamente legata alla presenza di un determinato polline. È sicuramente diversa dalla rinite persistente, che tende a mantenersi nel tempo e riconosce come cause più comuni l’allergia alla forfora animale, agli acari della polvere o alle spore delle muffe. Insomma: la rinite allergica, volgarmente anche detta febbre o raffreddore da fieno, si lega soprattutto all’azione dei numerosi pollini legati alla fioritura delle diverse piante che poi, spinti dal vento, si possono ritrovare anche a distanza di chilometri dal punto di partenza.

I sintomi della rinite allergica

Sul fronte clinico i sintomi della rinite allergica non sono uguali per tutti, nel senso che le manifestazioni sono di intensità e durata variabile. Proviamo allora a fare chiarezza. Per farlo, ci avvaliamo della terminologia inglese che, con efficacia, ci permette di delineare le diverse manifestazioni della rinite, categorizzando la sintomatologia in due grandi gruppi. In termini generali, chi soffre di rinite può essere “sneezer and runner” oppure “blocker”.

Starnuti, naso che cola, prurito, occhi che bruciano

Nel primo caso sono presenti sintomi più facilmente collegabili alla rinite allergica, come starnuti, naso che cola, prurito e ostruzione nasale, cui spesso si associa congiuntivite (occhi arrossati, spesso con lacrimazione e sensibilità alla luce).

Ostruzione nasale e catarro, ma anche occhiaie

Nei cosiddetti blockers, invece, sono presenti quasi esclusivamente ostruzione nasale, catarro e solo occasionalmente starnuti. Inoltre, possono essere presenti edemi periorbitali (le classiche “occhiaie”) legati alla congestione venosa nella zona oculare e soprattutto il “saluto allergico”, ovvero la tendenza a sfregare il naso con il dorso della mano per facilitare la respirazione. 

Rimedi e consigli per il raffreddore da fieno

Ovviamente, non tutte le riniti allergiche sono uguali, sia per intensità che per durata. Nei casi in cui il quadro tende a mantenersi nel tempo e i disturbi non sono occasionali, è fondamentale fare riferimento al medico, anche perché esiste il rischio che la rinite sia una delle prime manifestazioni della “marcia allergica” che può condurre ad una vera e propria asma bronchiale. Sul fronte della prevenzione, poi, per quanto possibile, occorre cercare di evitare ambienti e situazioni che possono mettere a rischio, per la presenza nell’atmosfera di allergeni cui si è sensibili. In questo senso, ovviamente, per chi soffre di raffreddore da fieno è meglio evitare l’erba appena tagliata e comunque le aree in cui è possibile che siano presenti aero-allergeni, magari anche trasportati dal vento.

Per il resto, sul fronte dei sintomi, un aiuto può venire dai farmaci di automedicazione ad azione antistaminica, sovente associati a un vasocostrittore, che vanno comunque assunti al bisogno. I vasocostrittori, chiamati anche decongestionanti, agiscono sulle arterie più piccole della mucosa nasale inducendo quindi un controllo del classico naso che cola. Gli antistaminici agiscono bloccando la liberazione dell’istamina, uno dei principali mediatori dell’allergia e quindi contrastano l’insorgenza dei disturbi. L’importante, per chi fa i conti con il raffreddore da fieno, è capire a cosa si è allergici e come limitare l’esposizione ai potenziali “nemici”, assieme al proprio medico.

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