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Allergia al gatto, come si manifesta e come comportarsi

Allergia al gatto, come si manifesta e come comportarsi
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Il 17 febbraio si celebra la Giornata mondiale del gatto, ed è sicuramente una ricorrenza importante visto che questi amici a quattro zampe, pur con la loro indipendenza, sono amici tenerissimi e preziosi e rappresentano davvero un aiuto per il nostro benessere. Ma non per tutti. Ci sono persone che, pur amandoli, non possono sopportarli. E questo accade perché i gatti sono tra gli animali che possono generare i sintomi di una reazione allergica.

I sintomi dell’allergia al gatto

E così, ci sono persone che, in loro presenza, iniziano a   starnutire, con il naso che prude e cola, gli occhi che si arrossano, la pelle che di colpo prude, il respiro che, a volte, può farsi corto per la comparsa di una vera e propria crisi d’asma.

I rimedi

L’allergia al gatto è una delle forme più comuni di patologie di questo tipo, tanto che la frequenza di sensibilizzazione varia negli atopici, cioè nei soggetti predisposti a sviluppare manifestazioni allergiche, tra il 10-15% dell’Europa al 36% degli USA. Va detto che nella maggioranza dei casi i farmaci di automedicazione sono sufficienti a controllare i sintomi, grazie alla loro azione antiallergica e antistaminica. Ma non bisogna dimenticare la prevenzione: per chi ha avuto sintomi, meglio tenersi lontani dai piccoli felini. 

Perché si diventa allergici al gatto

Anche se si parla di allergia al gatto in termini generali, la scienza ha oggi scoperto i meccanismi che provocano le reazioni. Non è infatti l’animale di per sé a indurre i fastidi, quanto piuttosto un allergene (ovvero un composto in grado di indurre l’allergia) che si può ritrovare sul pelo e nella saliva dell’animale. Si chiama Feld-1 e viene rilasciato in grande quantità̀ nell’ambiente. Questo significa che anche dopo che si è stati in una stanza o magari ci si è riparati dal freddo con le coperte in cui ha trovato posto il felino ci si può trovare a fare i conti con i sintomi. Non solo: a volte Feld-1 si può ritrovare anche sugli indumenti e addirittura tra i capelli, per cui possono esserci anche meccanismi di diffusione passiva che spiegano come mai i fastidi si possano presentare anche in assenza del micio.  

Perché l’allergia al gatto compare anche di colpo

C’è un’altra caratteristica che si inserisce nel percorso di questa specifica forma di allergia, come del resto accade spesso per gli allergeni di natura animale. Esiste la possibilità̀, per i soggetti sensibilizzati, di sviluppare uno stato più̀ o meno completo e duraturo di tolleranza immunologica. Cosa significa? Che per qualche tempo può non manifestarsi alcun disturbo quando si accarezza un micio o quando ci si trova in un ambiente cin cui questi animali vivono. Poi, quasi di colpo, cominciano i problemi, magari perché ci si trova in un ambiente diverso, come una casa di campagna per le vacanze. Occorre quindi fare attenzione alle situazioni eventualmente a rischio come l’arrivo in casa di un nuovo animale in aggiunta a quelli già presenti, il contatto, anche occasionale con un animale diverso dal proprio, l’allontanamento del soggetto sensibilizzato anche per un breve periodo dall’ambiente di vita abituale. Insomma: naso chiuso, occhi rossi, respiro che manca e pelle che soffre possono essere le diverse manifestazioni di un quadro che va innanzitutto riconosciuto e affrontato, ricordando che nelle forme più serie occorre sempre parlare con il medico per trovare le modalità più efficaci per contrastare i disturbi.