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Herpes labiale: decorso e cosa NON fare

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, freddo improvviso, una giornata soleggiata durante la stagione fredda, affaticamento, dieta squilibrata ed ecco che compare un indesiderato herpes. L’herpes labialis, volgarmente detto “febbre sulle labbra”, ha origine nei gangli nervosi e risale le vie dei nervi fino a manifestarsi all’esterno nei momenti di maggiore stress o . Solitamente l’herpes appare nel giro di poche ore, con le antiestetiche vescicole che creano prurito e dolore localizzato, accompagnate spesso da un senso di stanchezza o spossatezza. In seguito, le lesioni si trasformano in fastidiose crosticine, che nel giro di qualche giorno, quando l’attacco del cessa (l’infezione infatti è di tipo autolimitante), tendono a scomparire.

L’infezione da herpes labialis è inoltre ricorrente, cioè tende a ripresentarsi nella stessa persona quando le difese immunitarie si abbassano o, più in generale, quando si è sotto tensione psico-fisica. In questo senso, un invisibile supporto al riacutirsi dell’herpes può venire dal freddo, poiché il clima rigido inibisce la risposta immunitaria delle cellule del sangue rendendo quindi più difficile il manifestarsi del disturbo.

Per fortuna, a fronte di quasi otto persone su dieci che ospitano il virus nel loro corpo, solo nel venti per cento di casi (ma parliamo comunque di milioni di persone!), l’infezione si manifesta nuovamente  e con una certa frequenza. Il motivo è che, dopo la guarigione dall’infezione primaria, che a volte, per altro, non crea alcun disturbo, il virus rimane per tutta la vita allo stato latente nell’organismo, a livello dei gangli sensitivi corrispondenti alla zona infetta, portando così a possibili ricomparse dell’herpes.

Per far fronte alla situazione, spesso si punta su rimedi artigianali che, oltre a non avere valore scientifico, non hanno alcun effetto sull’evoluzione dell’infezione. È quindi da scartare il succo di limone applicato sulla zona colpita dal virus, che, non solo non contrasta il nemico, ma può indurre un fortissimo bruciore sulle mucose scoperte. Poco utile è anche il tentativo di mascherare le crosticine con il dentifricio nel tentativo farle scomparire più in fretta. Per il resto, l’automedicazione responsabile può aiutare almeno a limitare durata e gravità delle lesioni sulle labbra. In questo senso, buoni risultati si possono ottenere impiegando pomate a base di (aciclovir, penciclovir) e altri prodotti disponibili in farmacia, come ad esempio i cerotti che possono alleviare dolore e bruciore oltre che proteggere dall’azione dei raggi solari. Oggi i farmaci antivirali, disponibili per la somministrazione topica, sono efficaci e sicuri, anche perché il principio attivo del farmaco diventa tale solamente quando entra nelle cellule infettate dal virus: non ha quindi alcuna azione sulle cellule sane. L’applicazione della pomata ha comunque il massimo effetto quando viene effettuata in corrispondenza della comparsa delle prime manifestazioni soggettive della recidiva, che spesso precedono di almeno dodici ore l’apparizione delle vescicole. Le pomate possono quindi essere particolarmente efficaci soprattutto se si impara a riconoscere il leggero prurito e il gonfiore del labbro che avvisano del ritorno del nemico.