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La quinta malattia… Questa sconosciuta!

La quinta malattia
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Cosa è la quinta malattia?

Siamo quasi al termine del periodo a maggior rischio di trasmissione che si concentra tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Ma in ogni caso ci sono ancora casi di bimbi con le “guance schiaffeggiate”. Nessuna violenza, sia chiaro: con questo termine si definisce volgarmente la quinta malattia, denominata anche eritema o megaloeritema infettivo, una patologia virale benigna di tipo esantematico, come il morbillo o la varicella.

La quinta malattia viene riconosciuta quando compaiono i segni sulla pelle che, in questo caso, sono macchie rosse non pruriginose che si localizzano, in prima battuta, sulle guance quasi a formare due grandi ali di farfalla e che determinano il rossore, il gonfiore e il calore che ricordano quelli che compaiono in caso di un sonoro “scapaccione”. 

Cause e trasmissione della quinta malattia 

La quinta malattia può colpire tutti ma interessa in prevalentemente i bambini soprattutto nella fascia tra i 4 e i 10 anni. Si trasmette per via respiratoria tramite le goccioline di saliva infette, in cui è presente il Parvovirus B19,  virus poco noto e responsabile del quadro clinico.

Il rischio di trasmissione è presente dalla settimana prima dell’inizio dei sintomi, fino alla comparsa delle manifestazioni cutanee, quando il soggetto malato smette di essere infettivo.

Il periodo di incubazione oscilla tra 1 e 2 settimane, fino a un massimo di 3 settimane, durando in media circa 15 giorni), trascorso il quale appaiono i primi sintomi di natura respiratoria a cui segue l’eruzione cutanea.

La quinta malattia è una patologia benigna e autolimitante (tende a guarire spontaneamente) per cui nei bambini sani non presenta alcun pericolo. Possibili problemi possono insorgere se sono presenti immunodeficienze o particolari patologie.

La quinta malattia negli adulti

La quinta malattia è una patologia prevalentemente infantile. Qualora dovesse manifestarsi in età adulta, i sintomi restano sovrapponibili a quelli tipici dell’infanzia.

Se nelle persone giovani compare l’eritema cutaneo, con l’avanzare dell’età la malattia potrebbe anche non manifestarsi con segni sulla pelle ma, talvolta, con fastidio o lieve dolore articolare.

Inoltre, se presente esantema, questo non è pruriginoso anche se, nei ragazzi e negli adulti, si è a volte osservato prurito quando le macchie hanno interessato le piante dei piedi.

Il decorso resta, nella maggior parte dei casi, benigno e senza conseguenze o particolari problemi. Attenzione va sempre prestata in quelle situazioni che potrebbero richiedere l’intervento dello specialista come nel caso in cui la malattia dovesse colpire una donna incinta, specie nei primi mesi di gravidanza o in soggetti immuno-depressi o con deficit immunitari o affetti da particolari patologie come, ad esempio, l’anemia.

Le fasi dell’infezione

Prima della manifestazione cutanea (c.d. fase prodromica), la quinta malattia determina, per circa 7/10 giorni, sintomi lievi quali raffreddore, mal di gola, malessere e stanchezza, talvolta febbre, ma bassa, anche se in un ¼ dei casi la malattia subentra senza sintomi. 

Dopo la fase prodromica la patologia si manifesta secondo un andamento in tre fasi. Nella prima compare sulle guance un esantema simile a quello che si verifica in seguito ad una scottatura solare per una esposizione senza la dovuta protezione. Tale aspetto è dovuto al fatto che l’eruzione cutanea è dovuta all’infiammazione dei piccoli vasi sanguigni la cui parete si gonfia e per questo l’esantema è rosso e si sente al tatto. L’arrossamento non coinvolge bocca, mento e fronte ma si localizza sulle guance.

Nella seconda fase, dopo 2/4 giorni dalla comparsa dell’esantema facciale, questo tende velocemente a schiarire. Spesso l’esantema resta confinato alle guance ma può accedere che in questa fase l’eruzione si estenda agli arti e ai glutei, risparmiando gomiti, dorso e torace. In questo caso compaiono lesioni maculo-papulose, isolate o confluenti, di colore roseo con un aspetto “a rete” o “a ghirlanda”.

In generale, le manifestazioni cutanee tendono poi a regredire e scomparire completamente in circa 4/10 giorni. Tuttavia, la malattia può avere anche una terza fase – che può durare anche alcune settimane – in cui l’esantema tende a migliorare e ricomparire con l’arrossamento che si ripresenta, magari in caso di bagni caldi, particolari situazioni di stress o attività sportiva con intensa sudorazione.

Bisogna fare particolare attenzione all’esposizione al sole che certamente favorisce il protrarsi e il recidivare dell’esantema: si rischia – è il caso di dirlo –  di veder riaccendere i fastidi!

Cura 

Come detto la quinta malattia è una patologia benigna che, fatto il proprio decorso, si risolve senza lasciar traccia. Per questa ragione si affronta esclusivamente gestendone, se necessario, i sintomi d’esordio con i farmaci di automedicazione, prevalentemente quelli ad azione antipiretica e antinfiammatoria.

In caso, raro, di prurito, si può far ricorso a creme ad azione antipruriginosa e antistaminica. Più in generale, soprattutto nelle prime fasi, è bene riposare. Sempre importante è che i bambini siano bene idratati e bevano a sufficienza e si alimentino quanto più possibile in modo normale.

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