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Dermatite atopica, pelle a rischio

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dermatite atopica

Questa condizione interessa soprattutto i , ma non solo. È uno tra i disturbi più comuni e diffusi nei piccoli sotto i cinque anni. Nei primi mesi di vita si manifesta con la classica “crosta lattea”, che rimane anche quando dovrebbe sparire. Poi compare sulle guance, in prossimità della , e nelle zone coperte dal pannolino. Quando il bimbo diventa più grandicello, le sedi maggiormente interessate sono le mani, il viso e le pieghe dei gomiti e delle ginocchia. Infine nell’adulto si concentra intorno alla bocca, alle palpebre e al dorso delle mani. Questo l’identikit della dermatite atopica, che deve essere diagnosticata dal medico e da cui bisogna difendersi con la prevenzione, per poi “lenire” il disturbo anche con il supporto dei , prescritti o consigliati dal medico a seconda della gravita del problema. In molti casi i , si rilevano efficaci nel gestire i fastidi. Bisogna fare attenzione all’alimentazione deve essere dei più piccoli dall’introduzione dei vari alimenti, in base all’età del bambino, alla quantità e alla scansione temporale degli alimenti introdotti fino alla struttura e composizione delle proteine contenute nei cibi le quali possono dare il via alle reazioni tipiche della dermatite atopica. I cibi responsabili possono essere: latte vaccino, , arachidi, noci, soia e grano, nell’infanzia e arachidi, noci, pesce, , molluschi, frutta e nell’adulto. La pelle non deve poi essere esposta (anche negli adulti) all’azione di sostanze che possono in qualche modo danneggiarla, come alcuni detergenti chimici o detersivi, specie se i fastidi si localizzano alle mani.