a firma di Federico Mereta, giornalista scientifico
- Che cosa sono le emorroidi e perché l’alimentazione è importante
- I sintomi delle emorroidi
- Cibi da evitare quando si soffre di emorroidi
- Alimenti piccanti e speziati
- Cibi raffinati e ultraprocessati
- Alimenti grassi, fritti e irritanti
- Bevande da evitare
- Verdure e alimenti vegetali: attenzione al gonfiore
- Alimenti consigliati per ridurre dolore e infiammazione
- Prevenire le emorroidi con idratazione, fibre e buone abitudini
- Alimentazione in caso di emorroidi: domande frequenti
L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella gestione delle emorroidi. Alcuni cibi possono peggiorare infiammazione, dolore e stitichezza. Conoscerli aiuta a migliorare i sintomi e a gestire il disturbo. Imparare qualche semplice regola può dunque aiutare a controllare i fastidi legati alle emorroidi.
Che cosa sono le emorroidi e perché l’alimentazione è importante
Il termine emorroidi viene dal greco. Ippocrate lo utilizzava per definire le emorragie generate dai vasi rettali. Oggi per emorroidi si intendono le ectasie – vale a dire le dilatazioni anomale – delle vene che si trovano in corrispondenza del canale anale.
La massima incidenza delle emorroidi si riscontra nelle donne in gravidanza quando, oltre a una maggiore stasi venosa generalizzata, si verifica anche la congestione della pelvi e aumenta la pressione esercitata sui vasi iliaci a causa del progressivo aumento delle dimensioni dell’utero. Le emorroidi, quindi, sono un disturbo che riguarda soprattutto le madri ma il problema può interessare chiunque e, sicuramente, anche il sesso maschile. Questo perché all’origine delle emorroidi sembra che esista una lassità congenita del connettivo che circonda il plesso emorroidario. Quando a questa caratteristica si aggiungono fattori scatenanti, come la persistenza di pressioni venose elevate all’interno del plesso emorroidario, come avviene ad esempio in gravidanza, o altre cause di congestione venosa cronica, la situazione può determinare l’insorgenza delle emorroidi.
Pur riconoscendo una chiara predisposizione soggettiva, la comparsa di emorroidi è collegabile quindi anche a eventi che danno il via alla formazione dei noduli venosi. Tra questi vanno ricordate la sedentarietà e la stitichezza cronica, che comporta sforzi continui per favorire l’evacuazione e quindi porta una maggior quantità di sangue a ristagnare nel plesso emorroidario.
Nella gestione del disturbo, l’alimentazione svolge un ruolo chiave per combattere a tavola la stitichezza, che peggiora la sintomatologia delle emorroidi, nonché per evitare quei cibi che potrebbero peggiorarla.
I sintomi delle emorroidi
A seconda della gravità del quadro, il paziente può riferire quadri sintomatologici molto vari. Nella fase iniziale sono generalmente presenti una sensazione difficilmente precisabile di fastidio localizzata alla regione anorettale, cui si associano generiche difficoltà nell’evacuazione.
Un altro segno classico è la sensazione di evacuazione incompleta. A questi sintomi possono poi associarsi esigui gocciolamenti di sangue sovente dovuti al passaggio delle feci. Quando invece predominano il dolore anorettale e la protrusione dei gavoccioli emorroidari si può pensare a un aggravamento della sintomatologia, visto che questi sono i segni più classici delle vere e proprie “crisi” emorroidali.
Per il medico identificare un paziente con emorroidi è abbastanza semplice quando le ectasie venose si manifestano al di fuori dello sfintere anale esterno, o quando, con l’esplorazione rettale, si accerta la presenza di noduli localizzati nella zona del plesso emorroidario.
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Cibi da evitare quando si soffre di emorroidi
In caso di emorroidi, l’obiettivo principale dell’alimentazione è favorire un’evacuazione regolare e senza sforzi, evitando di aumentare la pressione sulle pareti venose già infiammate. La dieta deve quindi aiutare a mantenere le feci morbide e a ridurre l’infiammazione, limitando tutti quegli alimenti che irritano l’intestino, rallentano la digestione o peggiorano la congestione emorroidaria.
In generale, è consigliabile evitare cibi poveri di fibre e liquidi, ma anche alimenti che richiedono uno sforzo digestivo elevato o che favoriscono irritazione e gonfiore addominale.
Alimenti piccanti e speziati
Vanno evitati i cibi particolarmente piccanti o speziati, come quelli ricchi di pepe, peperoncino, curry e aglio, poiché possono accentuare l’irritazione della mucosa anale e peggiorare i sintomi delle emorroidi.
Cibi raffinati e ultraprocessati
È importante ridurre il consumo di alimenti raffinati, come pane bianco, dolci, prodotti da forno industriali e cibi eccessivamente processati. Questi alimenti sono poveri di fibre e favoriscono la stitichezza, aumentando lo sforzo durante l’evacuazione.
Alimenti grassi, fritti e irritanti
Da limitare anche salumi, fritti, alimenti ricchi di grassi, salse e condimenti elaborati, che risultano più difficili da digerire e possono contribuire all’infiammazione intestinale. Anche cioccolato, pomodori e sughi a base di pomodoro andrebbero consumati con cautela, poiché in alcune persone possono peggiorare i disturbi.
Bevande da evitare
In presenza di emorroidi è consigliabile eliminare gli alcolici e le bibite gassate, che favoriscono la vasodilatazione e l’irritazione intestinale. Il caffè va assunto con moderazione, perché può stimolare eccessivamente l’intestino e aumentare il fastidio.
Verdure e alimenti vegetali: attenzione al gonfiore
Non tutte le verdure sono ugualmente indicate in caso di emorroidi. Legumi e verdure che favoriscono il meteorismo possono aumentare il gonfiore addominale e il disagio. In presenza di infiammazione dei gavoccioli emorroidari, è preferibile consumare verdure cotte, più digeribili rispetto a quelle crude, che possono causare fermentazione intestinale e peggiorare i sintomi.
Alimenti consigliati per ridurre dolore e infiammazione
Sul fronte dell’alimentazione il semaforo verde è per una dieta “anti stitichezza”: frutta e verdura (meglio cotta), cibi integrali (pane, pasta o riso) ricchi di fibre, yogurt e quant’altro possa aiutare a “costruire” la flora batterica intestinale, ovvero il microbiota. In questo modo si può “rimettere” in moto la normale attività del viscere e favorire ritmi d’evacuazione regolari. Importante è anche evitare che le feci siano poco “pastose” e quindi possano ledere, scorrendo, la parete della vena: utile in questo senso è l’uso dell’olio d’oliva come condimento per la sua azione emolliente. Fondamentale, contro la stipsi è bere, introducendo liquidi anche attraverso l’alimentazione attraverso zuppe, passati e minestre.
Leggi anche: Quali sono i cibi migliori per chi soffre di stitichezza
Prevenire le emorroidi con idratazione, fibre e buone abitudini
Esistono alcune semplici regole che possono aiutare nella prevenzione delle emorroidi e nel controllo di lesioni venose eventualmente presenti.
In primo luogo, occorre evitare l’evacuazione forzata e regolarizzare l’alvo, se necessario con lassativi o integratori di fibra alimentare, non reprimendo lo stimolo all’evacuazione.
Per il resto, se a tavola occorre puntare su alimenti ricchi di fibre per favorire il transito intestinale e introdurre nell’organismo molta acqua per ottenere feci morbide e pastose, in caso di emorroidi bisogna imparare a gestire la sintomatologia e acquisire abitudini che mirano ad evitare l’aggravamento del quadro clinico.
In caso di prurito locale, è consigliabile evitare indumenti stretti che possono impedire un’adeguata traspirazione e quindi creare le condizioni ideali per lo sviluppo di micosi. Inoltre, occorre prestare attenzione all’igiene nella zona perianale, per ridurre il rischio di irritazione cronica: è consigliabile l’applicazione di semicupi tiepidi, che riducono turgore e dolore.
Sul fronte delle terapie per gestire la sintomatologia è possibile utilizzare farmaci da banco ad azione antiemorroidaria e capillaro-protettrice, che aiutano a combattere l’infiammazione e a rinforzare le pareti venose oltre che antisettici e anestetici locali contro bruciore e dolore. Tuttavia, quando i sintomi sono particolarmente intensi e si è verificata la fuoriuscita delle vene o quando occorre combattere le emorroidi nelle persone anziane o nelle donne in gravidanza o nel periodo dell’allattamento, è sempre consigliabile il parere del medico.
Alimentazione in caso di emorroidi: domande frequenti
Qual è la dieta migliore in caso di emorroidi?
La dieta ideale per chi soffre di emorroidi è ricca di fibre e liquidi, per favorire un’evacuazione regolare e senza sforzi. Sono consigliati cereali integrali, frutta e verdura (meglio cotta), yogurt e un’adeguata idratazione per mantenere le feci morbide e ridurre l’infiammazione.
Quali cibi peggiorano le emorroidi?
I cibi che possono peggiorare i sintomi delle emorroidi sono quelli piccanti e speziati, gli alimenti raffinati e ultraprocessati, i fritti, i salumi, le salse elaborate, oltre ad alcolici, bibite gassate e caffè in eccesso, perché favoriscono stitichezza e irritazione intestinale.
Perché l’alimentazione è importante nella gestione delle emorroidi?
L’alimentazione è fondamentale perché aiuta a prevenire la stitichezza, uno dei principali fattori che aggravano le emorroidi. Una dieta corretta riduce lo sforzo durante l’evacuazione, limita la congestione venosa e contribuisce ad alleviare dolore, gonfiore e infiammazione.

Giornalista scientifico
