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Herpes: il virus che fiorisce sulle labbra

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Herpes: il virus che fiorisce sulle labbra

I nostri vecchi la chiamavano febbre sorda o febbre delle . Per milioni di italiani, molto meno prosaicamente, è una fastidiosa scocciatura che nella stragrande maggioranza dei casi non porta a rialzi della temperatura.
Anche per questo spesso ci si dimentica che l’ da herpes simplex, il che causa le antiestetiche crosticine sulle labbra, e che ha un’azione debilitante sull’organismo ogni volta che si “riaccende”, può e deve essere affrontata con attenzione. Esistono infatti farmaci di automedicazione che possono aiutare a limitare durata e intensità dei sintomi, ma per avere la massima azione debbono essere assunti il prima possibile, alla comparsa dei primi segni di arrossamento e .
Quindi occorre soprattutto “conoscere” il nemico, prima di muoversi nei suoi confronti. Non ha senso sopportare stoicamente, con dolore, prurito e disagio psicologico, la ripresa di un virus che si nasconde nei gangli delle cellule nervose, per uscirne non appena l’organismo non è al massimo della forma, come può accadere in questo periodo in cui molte persone possono non essere al massimo della propria capacità difensiva nei confronti di un virus subdolo, pronto a sfruttare i cali della risposta dell’organismo. 

Cos’è l’infezione da virus herpes

Esistono due tipi di virus herpes simplex, la forma che da origine alle tipiche sulle labbra. Il tipo 1, di norma responsabile di queste lesioni, ed il tipo 2, che di solito è associato a manifestazioni genitali, anche se in alcuni casi può provocare anche lesioni alle labbra. Il virus è estremamente diffuso, ma i segni dell’infezione si manifestano solo in una percentuale significativa di persone che l’hanno contratta (circa il 30 per cento, soprattutto bambini e donne giovani).
Il contagio avviene spesso senza alcun segnale, e può bastare il bacio di un adulto ignaro a trasmettere il virus, pur se la trasmissione può anche avvenire attraverso l’autoinoculazione da lesioni orali e genitali ad altri distretti cutanei o magari in occasione di contatti, come ad esempio può avvenire quando si fa sport.
In ogni caso occorre che esista un contatto diretto tra due individui per consentire il passaggio del virus. Fuori del suo habitat naturale infatti l’herpes virus è estremamente fragile e si deteriora rapidamente, perdendo anche la capacità di infettare. Normalmente l’infezione primaria non dà alcun problema, ma in alcuni casi, in particolare nei bambini, si assiste ad un decorso tipico.
Dopo un periodo di incubazione che varia da alcuni giorni a due-tre settimane si presentano infatti vescicole diffuse non solo alle labbra, ma all’intero cavo orale. Nei più giovani si può arrivare ad una vera e propria stomatite, che si associano anche a dolori muscolari, malessere generale e febbre. 

Come si previene l’infezione da virus herpes

La prevenzione delle recidive dell’infezione da herpes virus passa soprattutto attraverso il mantenimento di una buona condizione fisica e psicologica. L’esposizione al , lo stress del lavoro in ufficio, l’eccessiva fatica fisica, il freddo improvviso, una dieta eccessivamente povera di nutrienti o comunque disordinata, le fasi del ciclo mestruale, alcuni farmaci o la presenza di altre malattie infettive possono infatti indebolire a tal punto il sistema immunitario dell’organismo che questo non è più in grado di tenere “rinchiuso” all’interno delle cellule nervose il virus.
Questo normalmente, dopo la prima infezione sopradescritta, tende a migrare seguendo la “strada” delle terminazione nervose che risalgono dalla periferia verso il midollo spinale. Una volta giunto ai gangli dorsali dei nervi si stabilisce al loro interno e rimane in forma latente senza dare alcuna segno della sua presenza. Così facendo non può essere “attaccato” dagli anticorpi che circolano nel sangue ma non riescono a “penetrare” in questa sorta di santuario protetto.
Dopo un certo periodo di riposo e quando il corpo è in condizioni temporanee di “debolezza”, il virus prende forza e scende lungo il percorso inverso a quello di arrivo, raggiungendo nuovamente la superficie delle labbra.
Lì si moltiplica causando una nuova erpetica. Una volta terminato questa fase di replicazione il virus tende infine a tornare indietro, per rinchiudersi nei gangli nervosi, mantenendo così il ciclo che sta alla base della persistenza dell’infezione. Grazie a questo meccanismo il virus risulta praticamente indistruttibile dal sistema immunitario. 
Durante la fase di replicazione l’apparato difensivo non è in grado di bloccare il virus che quindi riesce a trasferirsi e dare sfogo alla sua manifestazione clinica. Una volta che questa si è conclusa, poi, diventa impossibile anche “raggiungere” il virus che si è nascosto nelle cellule nervose. 

Per questi motivi, la prevenzione non è quasi per nulla efficace. ciò che conta è mantenersi in buona salute, evitando gli eccessivi stress fisici e psicologici e facendo attenzione a non esporsi troppo al sole, soprattutto se senza la necessaria protezione che deve essere estesa anche alle labbra.

Come si cura l’infezione da virus

I rimedi “fai da te” per sconfiggere le vesciche e le crosticine dell’herpes labialis non solo non hanno significato, ma possono essere anche deleteri. Ad esempio, il succo di limone applicato sulla zona colpita dal virus non solo non è efficace, ma può indurre un fortissimo bruciore sulle zone scoperte. Il dentifricio può servire solo a mascherare la classica lesione sul labbro, ma non ha alcun effetto curativo: quindi è del tutto inutile. Utile può essere invece il classico cubetto di ghiaccio, che aiuta a ridurre l’infiammazione e il fastidio.
Per il resto, l’automedicazione responsabile può aiutare almeno a limitare durata e gravità delle lesioni sulle labbra. In questo senso buoni risultati si possono ottenere impiegando pomate a base di antivirali (aciclovir, penciclovir) e altri prodotti disponibili in farmacia, come ad esempio i cerotti che possono alleviare dolore e bruciore oltre che proteggere dall’azione dei raggi solari.
Oggi i farmaci antivirali disponibili per la somministrazione topica sono efficaci e sicuri, anche perché il principio attivo del farmaco diventa tale solamente quando entra nelle cellule infettate dal virus: non ha quindi alcuna azione sulle cellule sane. L’applicazione della pomata ha comunque il massimo effetto quando viene effettuata alla comparsa delle prime manifestazioni soggettive della recidiva, che spesso precedono di almeno dodici ore l’apparizione delle vescicole.
Chi soffre di herpes labialis deve insomma imparare a riconoscere quali sono gli elementi che scatenano le recidive e identificare quei segnali premonitori che accompagnano l”infezione. Un pochino di prurito sulle labbra, un fastidioso senso di bruciore sono spesso indici importanti che segnalano l’intensa replicazione virale e la discesa del virus lungo le vie nervose. Applicando la cura tempestivamente in queste fasi si può bloccare sul nascere la recidiva e quindi evitare problemi.
Ovviamente quando l’infezione da herpes non si limita alle labbra o comunque si mantiene per periodi prolungati è sempre necessario rivolgersi al medico per un eventuale trattamento con farmaci prescrivibili attraverso ricetta. 

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