Mononucleosi: sintomi più comuni, contagio e decorso della malattia

Redazione Semplicemente Salute
Tempo di lettura: 6 MIN
Mononucleosi: sintomi più comuni, contagio e decorso della malattia

Stanchezza intensa che si mantiene nel tempo. È questo uno dei sintomi più tipici della mononucleosi, un’infezione virale che può causare, oltre ad astenia diversi altri sintomi prolungati nel tempo. Riconoscerne i segnali è importante per una corretta gestione della malattia. 

Cos’è la mononucleosi, come si contrae e quanto è contagiosa

La mononucleosi è una malattia infettiva. È determinata da un virus subdolo, il virus di Epstein Barr (EBV), che si può trasmettere con un atto d’amore come il bacio. Le labbra che si avvicinano e si sfiorano fino ad incontrarsi possono infatti diventare, proprio il mezzo attraverso cui il virus passa da un organismo all’altro. Non a caso, la mononucleosi è nota volgarmente come “la malattia del bacio” e, dato il periodo, potremmo definirla anche come “malattia di San Valentino”.

La mononucleosi infettiva si trasmette baciandosi, ma non solo. Il virus di Epstein-Barr può infatti essere trasmesso anche attraverso starnuti e l’uso di stoviglie “contaminate”. Può quindi bastare l’uso di una tazzina di caffè mal lavata e precedentemente usata da un soggetto portatore del virus per trasmetterlo. Tuttavia, il virus della mononucleosi, anche se può trasmettersi attraverso tazze o bicchieri condivisi o non ben lavati, risulta in questi casi meno contagioso rispetto a quando invece si trasmette attraverso contatti prolungati come avviene nel caso del bacio. 

Sintomi tipici della mononucleosi

Il virus di Epstein Barr fa parte della famiglia dei virus dell’Herpes. Questo spiega, almeno parzialmente, il perché del quadro clinico che si associa all’infezione: una persona infettata può essere asintomatica o, in molti casi, non si rilevano segni chiari dell’infezione.  

In questo senso, l’impatto sintomatologico di questa infezione appare legato alle condizioni dell’individuo. Se si sta vivendo un periodo intenso e/o si è particolarmente ansiosi, è più facile che compaiano sintomi più significativi. I meccanismi alla base di questo fenomeno sarebbero da ricercare soprattutto nella diminuzione delle risposte degli anticorpi specifici contro i virus dovute allo stress o al malessere psicologico, attraverso vie ancora da identificare. 

Inoltre, negli adulti e nei bimbi l’infezione può assumere caratteristiche diverse. Nei grandi il sintomo predominante, se presente, è la stanchezza inspiegabile conseguenza del superlavoro del sistema immunitario per contrastare la replicazione del ceppo virale. Nei bambini possono anche comparire macchie simili a quelle del morbillo o della scarlattina che si concentrano sul torace. A fare da contorno al quadro compare spesso un fastidioso mal di gola, tipico della tonsillite e qualche linea di febbre. 

Infine, a tutte le età, può esserci una risposta linfonodale, ovvero l’aumento delle dimensioni delle ghiandole linfatiche in prossimità del collo, una crescita della milza e addirittura, in qualche caso, una sofferenza del fegato che magari non si manifesta ma può essere rilevata con gli esami del sangue e un anomalo innalzamento valori delle transaminasi. 

Quanto durano i sintomi e come evolve la malattia

L’incubazione della mononucleosi è molto lunga. Inoltre, l’infezione si mantiene per settimane, a volte anche per mesi, anche se chi ne è colpito è in buona salute e senza sintomi.

In genere, il segnale di una mononucleosi in atto è, come detto, la stanchezza pesante e immotivata, sintomo in genere prevalente, insieme all’ingrossamento dei linfonodi, spinge il medico a prescrivere le dovute analisi del sangue.

Quando diagnosticata, l’evoluzione della malattia va sempre monitorata, anche se come accade per molte infezioni virali, anche per la mononucleosi non esistono cure specifiche. Esiste comunque la possibilità di contrastare alcuni disturbi come un leggero mal di gola. Febbre, o il mal di testa che possono accompagnare anche questa infezione virale con i farmaci di automedicazione. Ovviamente, sarà il medico che, caso per caso, valuterà, in base alle condizioni del paziente e alla gravità sintomatologia presente quali esami di verifica o terapie effettuare. Per il resto, l’infezione da virus di Epstein Barr si risolve da sola. Bisogna solo che il sistema immunitario abbia la meglio sul virus. E, di solito, ci vuole tempo.

Leggi anche: Farmaci da banco: cosa sono e per cosa vanno usati

Mononucleosi: domande e risposte frequenti

1. Quali sono i sintomi più comuni della mononucleosi?

I sintomi più frequenti della mononucleosi sono stanchezza intensa e prolungata, mal di gola, febbre lieve, linfonodi ingrossati e, in alcuni casi, aumento di milza e alterazioni degli esami del fegato.

2. Come si trasmette la mononucleosi e quanto è contagiosa?

La mononucleosi si trasmette principalmente attraverso la saliva, soprattutto con il bacio, ma anche condividendo bicchieri o stoviglie. Il contagio è più probabile in caso di contatti stretti e prolungati.

3. Quanto dura la mononucleosi e come evolve la malattia?

La mononucleosi ha un’incubazione lunga e i sintomi possono durare settimane o mesi. Non esistono cure specifiche, ma nella maggior parte dei casi l’infezione si risolve spontaneamente con il riposo e il supporto del sistema immunitario.


Per saperne di più: Istituto superiore di Sanità (https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/v/virus-di-epstein-barr-epv).

Condividi questo articolo