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Orecchie “chiuse”? Occhio alla musica

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Orecchie chiuse Occhio alla music
La stagione, si sa, è quella a rischio: ci sono in circolazione decine di ceppi diversi di che possono attaccare le vie respiratorie e facilitare la comparsa di tosse e mal di gola con la produzione di muco, che va ad intasare le vie respiratorie. I di automedicazione ad azione decongestionante, fluidificante e antinfiammatoria rappresentano la risposta ottimale per  permettervi di stare meglio poiché alleviano i sintomi, destinati comunque a sparire dopo qualche giorno, con la “vittoria” del sistema difensivo dell’organismo che reagisce all’attacco dei virus. Quello che si dimentica, però, è che a volte i virus inducono, con la loro azione, risposte che non si limitano al solo , ma coinvolgono anche le orecchie. Il muco, infatti, attraverso un passaggio naturale che esiste tra la gola e l’organo dell’udito, può anche andare ad “ingolfare” le strade che portano il suono dall’ambiente esterno fino all’ambiente interno, dove viene decodificato. Quando succede, ci sembra che l’udito cali e ci sentiamo in una bolla dove i suoni ci arrivano ovattati.  Anche in questo caso, medicinali da banco ad azione mucolitica e fluidificante possono aiutare a far sciogliere quel “tappo” mucoso che riduce la capacità di sentire. In caso di e fastidio prolungato alle orecchie, soprattutto se gli altri sintomi respiratori sono scomparsi, è meglio recarsi dal affinché sia il medico a valutare se accanto a per la fluidificazione del muco sia necessario un antibiotico per la presenza di una sovra infezione batterica. Inoltre, per il benessere delle proprie orecchie non bisogna dimenticare una semplice regola di generale: fate attenzione ai volumi troppo elevati, specie se avete l’abitudine di indossare le cuffie per ascoltare la musica passeggiando o correndo. Questa regola vale sempre ma tenetene conto in caso di raffreddore e tosse. E’ vero che l’ascolto delle melodie  che più ci aggradano stimola aree del in grado di darci piacere e relax, ma è altrettanto innegabile che il troppo “stroppia”. Cosi si rischia solo di aggiungere  problemi alle vie uditive, già provate dal muco in eccesso. Inoltre, più in generale, quando si esagera con il volume e la tonalità dei suoni aumenta anche il rischio di sviluppare acufeni, ovvero ronzii e fischi che si presentano autonomamente disturbando la percezione dei suoni e influendo pesantemente sulla qualità di vita.
Se capita raramente di esagerate per breve tempo con i volumi troppo elevati si rischia solamente una “lesione” temporanea, con fastidio che si mantiene per qualche ora. Ma se esagerate di abitudine e lo fate a maggior ragione, per superare la barriera di “ovatta” isolante per i suoni che il muco impone, rischiate, alla lunga, di alterare il normale funzionamento delle cellule deputate all’udito. Un rischio da evitare!