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Se le ossa sono fragili, sport regolare e qualche “pietra”!

Se le ossa sono fragili, sport regolare e qualche pietra

Si chiama geofagia, ovvero assunzione di pietre con l’alimentazione, il rimedio per rinforzare le ossa.
L’attività fisica regolare, insieme ad una sana e corretta alimentazione, è fondamentale sia per mettere da parte il calcio nel “salvadanaio” delle ossa quando si è giovani sia per mantenere le stesse sufficientemente robuste nella terza età. Ma a volte, in caso di carenze vitaminiche, può diventare necessario un supplemento di calcio e di vitamina D, che normalmente dalle nostre parti si trovano nei farmaci e negli integratori alimentari. Ci sono però aree del pianeta in cui l’integrazione si fa sfruttando quanto si ha a disposizione: quindi anche la polvere ricavata da alcune pietre particolarmente ricche in minerali può essere d’aiuto. Questa abitudine si chiama geofagia e punta sul consumo di pietre eduli, per l’assunzione di calcio e altre sostanze. Per le donne incinte, ad esempio nell’Africa centrale si consuma l’akyiko, una specie di argilla molto ricca in ferro, di cui si nutrono le gestanti per compensare eventuali anemie. E allo stesso scopo in Togo si mangiano i pani cotti al forno a base di glidziblo oppure il calcare (kalaba), che può diventare dannoso ad alte dosi fino a facilitare l’insorgenza di anemia, mentre in Senegal si consumano normalmente durante la gravidanza terre di keu. Gli indigeni dell’Isola della Lealtà, invece, fanno fronte alla carenza dietetica di proteine della loro dieta vegetariana nutrendosi di terra ricca di sostanze organiche e azoto. Sempre in Togo, nella cava di Afanya, si trova un particolare tipo di caolino che fa parte della dieta quotidiana sia per il gusto che per presunte virtù ricostituenti.