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Pesce crudo: attenzione all’Anisakis!

Mal di pancia, coliche, diarrea, nausea e vomito: a prima vista questi disturbi fanno pensare a un’intossicazione da cibo, ma se compaiono dopo aver mangiato del pesce crudo potrebbero essere legati all’azione dell’Anisakis, un piccolo parassita che si può trovare all’interno dell’animale marino.

In genere i problemi si manifestano entro poche ore dall’assunzione del pesce crudo, ma talvolta l’incubazione può essere più lunga, anche più di una settimana. Ciò che conta è soprattutto la prevenzione, che deve passare attraverso una scelta attenta dei pesci da consumare.

Il pesce rappresenta un alimento importante perché ricco di grassi essenziali e altre sostanze utili per la salute; tuttavia, occorre fare attenzione, soprattutto evitando il consumo di pesci o cefalopodi crudi o poco cotti, oppure non eviscerati subito dopo la pesca, così da evitare la migrazione delle larve nel muscolo. Evitare l’Anisakis è semplice, le sue larve infatti vengono uccise da una temperatura superiore ai 60 gradi se mantenuta per almeno un minuto; per quanto riguarda il pesce crudo, invece, sarebbe opportuno consumarlo solo se è stato sottoposto ad abbattimento a -15 gradi per non meno di 96 ore oppure a -20 gradi per 24 ore.