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Prendiamoci cura del nostro respiro!

Prendiamoci cura del nostro respiro!

Tosse, febbre, mal di gola, malessere generale. Quante volte ci siamo trovati a far fronte a questi sintomi, spesso sono legati all’azione di virus che provocano malattie da raffreddamento ma che, come sappiamo per esperienza, tendono a passare in pochi giorni, anche grazie ai farmaci di automedicazione che permettono di alleviare la sintomatologia. Tuttavia, non bisogna dimenticare che, a volte, questi problemi possono essere legati ad un quadro ben più serio, che richiede l’intervento del medico e cure particolarmente attente, magari addirittura in ospedale. 

Oggi, 12 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale della Polmonite, una vera e propria minaccia per la salute di tante persone, e non solo in epoca di Covid-19. La stagione invernale può infatti essere pericolosa per le infezioni respiratorie, che si manifestano con mal di gola, abbassamento della voce, al qualche linea di febbre, a volte ingrossamento delle ghiandole linfatiche del collo. Sono questi i segni più tipici delle infezioni delle alte vie respiratorie, come laringiti o tracheiti. Disturbi comuni e passeggeri, di cui possono essere responsabili sia batteri sia, molto più di sovente, virus.

Proprio la natura virale della grande maggioranza delle affezioni dell’apparato respiratorio non permette l’uso di farmaci mirati (inutili, in tal senso gli antibiotici che contrastano i batteri) ma l’infezione deve essere debellata dalle difese dell’organismo. Anche quando non è possibile una terapia “mirata”, comunque, si possono attuare contromisure opportune. Riposo, aria umidificata, farmaci antiinfiammatori per limitare i sintomi, dieta leggera con molti liquidi e vitamina C possono accelerare la guarigione di queste infezioni, che vanno comunque curate con attenzione, per evitare sovra infezioni batteriche e che i germi possono “scendere” più in basso, fino a causare bronchite, broncopolmonite o appunto la polmonite.

In pratica in questa situazione, di cui occorre sempre capire l’origine per definire con la diagnosi, il più corretto trattamento, i polmoni non riescono a fare più il loro compito naturale. Normalmente, l’aria scende dalle alte vie respiratorie attraverso la trachea, e, come una linea ferroviaria che giunge in prossimità della stazione principale, la trachea si suddivide nei bronchi, i “binari” del respiro. Le ramificazioni dei bronchi diventano sempre più piccole, fino ad arrivare alla “centrale operativa” del polmone, quella dove avvengono gli “scambi” che ci permettono di respirare e, quindi, di vivere. Tale centrale è una sorta di un piccolo “sacco” pieno d’aria, che si chiama alveolo. Nell’alveolo polmonare – nel corpo umano ce ne sono circa 300 milioni –  giungono non solo le più piccole diramazioni delle vie del respiro, ma anche i capillari del sangue. E proprio negli alveoli avviene il “miracolo” del respiro. Le pareti di queste strutture sono infatti tanto sottili da far passare i gas che arrivano dall’esterno e sono trasportati dal sangue. L’alveolo prende il gas del sangue e lo manda verso l’esterno, per farlo eliminare con la respirazione e si “impossessa” dell’aria ricca di ossigeno (mediamente circa il 20% dell’aria che respiriamo è fatto di ossigeno), che verrà poi distribuito ai globuli rossi e quindi andrà ad alimentare tutto l’organismo. La maggior parte dell’ossigeno infatti viene caricato sulle molecole di emoglobina, gli speciali “vagoncini” che, all’interno dei globuli rossi, hanno il compito di portarlo fin nelle zone più lontane del corpo. Quando c’è una polmonite, tutto questo sistema non lavora al meglio. Ed occorre che il medico prenda le opportune contromisure, ricordando anche che con la prevenzione, grazie a specifici vaccini come quello per lo pneumococco, si può fronteggiare al meglio il rischio di gravi polmoniti.