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Sport, attenzione ai crampi e alle contratture

Sport, attenzione ai crampi e alle contratture
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La stagione è a rischio: si suda molto, si perdono liquidi e, purtroppo, per chi fa (e non solo) è in arrivo il pericolo crampi. Ma cosa sono i crampi? Tecnicamente si possono definire come contrazioni molto intense e dolorose dei legate alla carenza di ossigeno al tessuto muscolare. Il dolore e la necessità di “bloccare” immediatamente l’attività dei muscoli sofferenti sono quindi l’effetto di una sorta di scompenso a livello muscolare.In genere, ii crampi sono legati a uno sforzo intenso e prolungato, in seguito al quale il corpo produce acido lattico il quale tende a “bloccare” le contrazioni muscolari per evitare un’ulteriore affaticamento dei muscoli. In tal senso i crampi sono un segnale doloroso di allarme: bisogna fermarsi. Inoltre, quando fa caldo il rischio di crampi aumenta a causa della temperatura e della

Quando la temperatura esterna é molto elevata (oltre i 30-35 gradi) è più facile che si verifichi la perdita  di sali minerali necessari per la contrazione muscolare. La mancanza di sali rende quindi più oneroso il movimento affaticando con più facilità i muscoli coinvolti.

Differenza tra crampo e contrattura

In genere, come detto i crampi, provocano un dolore intenso ma si tratta di una manifestazione limitata nel tempo. Per affrontarli al meglio non vanno confusi con le , che sono un disturbo di diversa natura. In caso di contrattura, infatti, la contrazione muscolare tende a durare più a lungo ma in genere risulta meno violenta e repentina rispetto al crampo e pure il dolore è meno intenso. Il crampo obbliga a fermarsi, cosa che non accade sempre con la contrattura.

Cosa fare in caso di contratture

Per non correre rischi di incorrere in contratture occorre sicuramente il giusto riscaldamento prima di un’attività fisica e soprattutto non bisogna esagerare, specie se i muscoli non sono propriamente allenati. A differenza del crampo che impone lo “stop” dell’attività, la contrattura, pur se fastidiosa, può  essere sopportata ma continuando con il movimento si rischia di peggiorare la situazione. 

Ci si accorge che qualcosa non va perché il muscolo inizia a “tirare” per lo sforzo eccessivo cui è sottoposto. Ed è in questo momento che occorre fermarsi, per evitare guai peggiori. Un buon stato fisico quindi e un buon sono la miglior misura preventiva contro le contratture. Allo stesso modo anche la scelta della calzature e dell’abbigliamento sportivo va fatta seguendo sulla base delle proprie caratteristiche ed esigenze. 

Per ridurre ulteriormente i rischi, poi, conviene sempre massaggiare i muscoli delle gambe prima dello sforzo fisico con soluzioni in grado di ridurre il rischio di contratture o altri problemi muscolari. La cura, visto che la contrattura non prevede alcuna alterazione strutturale del muscolo ma solo un suo cattivo funzionamento, prevede l’impiego di antinfiammatori e miorilassanti (capaci cioè di indurre un “rilassamento” nelle fibre muscolari iperattive). Nei casi più gravi, su consiglio medico, possono essere utili anche la ionoforesi e la elettroterapia che consentono di far passare attraverso la cute nella zona muscolare “in tilt” sostanze terapeutiche attive.

Cosa fare in caso di crampi

La prima misura da prendere è  “decontrarre” forzatamente il muscolo rimasto bloccato. Questa manovra si esegue imponendo al muscolo un atteggiamento opposto rispetto a quello che si verifica in stato di contrazione. Per questo quando di tendono i muscoli della gamba si prova a “rilassarli” sollevando la gamba stessa e spingendo indietro la punta del piede. 

La prevenzione si basa sul controllo degli sforzi fisici e su un attenta e costante reintegrazione dei sali minerali perduti con l’attività fisica, per evitare carenze soprattutto a carico del magnesio e del potassio, veri e propri “carburanti” delle contrazione muscolare insieme al sangue in arrivo ai muscoli. E non dimenticate anche che per i crampi, come per le contratture, i farmaci di automedicazione ad azione antinfiammatoria e miorilassante possono contribuire a contrastare il sintomo, insieme ovviamente al riposo e al reintegro di quanto perduto perché si è chiesto troppo al fisico.

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