Ci sono circostanze in cui malesseri intestinali possono essere dovuti a un parassita capace di infettare l’uomo attraverso alimenti contaminati. Si chiama tenia ma per tutti ha un nome ben più semplice, ovvero verme solitario. Di cosa parliamo? E che genere di sintomi bisogna riconoscere per intervenire tempestivamente?
Cos’è il verme solitario e come avviene il contagio
La patologia causata dal verme solitario viene detta teniasi. La tenia, il parassita responsabile, si introduce nell’organismo attraverso l’ingestione di carni infette e può avere caratteristiche diverse.
Se l’infezione si lega all’assunzione di carni bovine crude si parla di tenia saginata, se invece (come accade più spesso), l’entrata delle larve del verme è legata all’ingestione di carni suine crude, responsabile è la tenia solium.
A entrare nell’organismo sono le larve della tenia, i cisticerchi, che nell’intestino si ancorano alla mucosa e cominciano a replicarsi fino a formare veri e propri “vermi” che maturano completamente in due mesi.
Sintomi più comuni dell’infezione da tenia
Il verme solitario tende a manifestarsi con segni e sintomi che difficilmente fanno sospettare in prima battuta una infezione da tenia. Questa diventa manifesta quando si riconosce chiaramente nelle feci la presenza delle proglottidi, ovvero di alcuni frammenti del verme che hanno la forma di una tagliatella e sono bianco-giallastre.
Prima di questa manifestazione chiara, cioè di filamenti chiari all’interno delle feci, la teniasi può presentare dolori aspecifici all’addome, con un mal di pancia difficile da definire e che pare spostarsi lungo l’intestino cui si associa un fastidioso gonfiore. A volte, i disturbi sembrano partire dallo stomaco, con la comparsa di nausea, o ricordano quelli delle emorroidi, per la presenza di prurito anale.
Non è invece sempre presente (e spesso appare quasi del tutto impercettibile) il calo ponderale che tipicamente viene associato alla presenza del verme solitario, sulla scorta della cultura popolare che rilevava come il verme si nutrisse di quanto ingerito da chi ne soffre. La presenza di teniasi però si associa alla perdita di appetito così come a debolezza e a segni di carenza di vitamine.
Parlando di sintomi e di gravità del quadro, infine, non si deve dimenticare che ci sono soggetti che rischiano di più lo sviluppo di forme più serie. Chi ha problemi del sistema immunitario, legati anche a malattie croniche come il diabete o a condizioni specifiche come tumori o malattie virali, corre i maggior rischi di sviluppare infezioni in forma clinicamente significativa.
Come si diagnostica il verme solitario: l’esame delle feci
Nelle fasi più avanzate, la tenia si riconosce a occhio nudo, nelle feci. Tuttavia, ci vuole tempo per arrivare a questa fase di sviluppo del verme solitario. Mediamente l’intervallo temporale tra ingestione dell’alimento contaminato e inizio dei sintomi è di circa tre mesi. In questo tempo, nell’intestino una larva si trasforma in un verme adulto, della lunghezza anche di diversi metri. Il verme solitario ha un corpo suddiviso in segmenti: ogni segmento del corpo della tenia può produrre uova. Il numero totale di uova prodotte è altissimo e varia a seconda della specie di tenia. Le uova vengono espulse attraverso le feci ma a differenza dei segmenti del verme non sono facilmente individuabili.
Per queste ragioni, la diagnosi del verme solitario si effettua principalmente tramite l’esame delle feci, cercando uova o segmenti (proglottidi) visibili anche a occhio nudo. In certi casi vengono richiesti anche più campioni fecali in giorni diversi per rendere il test più attendibile, visto che la ricerca delle uova avviene in laboratorio. Una volta attestata la presenza del verme nell’intestino il medico può proporre test che mirano a riconoscere l’eventuale presenza di cisti legate allo sviluppo di larve in organi diversi. In caso di sospetta cisticercosi, quindi, si possono anche effettuare esami diagnostici radiologici per ricercare lesioni diffuse. Inoltre, in caso di cisticercosi il medico può predisporre esami del sangue che vanno a ricerca anticorpi specifici per la tenia.
Trattamenti e tempi di guarigione
Il trattamento della teniasi si basa su medicinali specifici, chiamati antielmintici, che agiscono rapidamente e quindi consentono la guarigione dell’infezione quando essa è localizzata solamente all’intestino. Gli antielmintici intestinali vanno utilizzati in presenza di tratti di vermi nelle feci, dopo esami diagnostici mirati che hanno identificato la tenia e soprattutto quando il medico ne indica l’assunzione. Sostanzialmente, il compito di questi farmaci è portare all’eliminazione del verme grazie al distacco della “testa” che aderisce alla mucosa dell’intestino. In caso di cisticercosi il trattamento è più complesso e va definito caso per caso a seconda degli organi colpiti.
I farmaci di automedicazione per il trattamento dei disturbi dell’apparato digerente, come il gonfiore, possono essere assunti ma solo occasionalmente. Infatti, in caso di sospetta teniasi, sta al medico definire il percorso diagnostico e terapeutico, senza affidarsi a vecchi e inefficaci rimedi naturali, come l’ingestione di elevate quantità di aglio.
Come prevenire il verme solitario
Oggi le infezioni da tenia sono, rispetto al passato, sempre più rare grazie a un miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie. Inoltre, le larve e le uova eventualmente presenti nella carne vengono completamente distrutte dal calore, per cui la cottura completa della carne è la migliore arma di prevenzione contro il parassita. In particolare, appare fondamentale portare la temperatura di cottura ad almeno 70 gradi per cinque minuti o più. Infine, in presenza di persone con teniasi è importantissimo prestare attenzione all’igiene delle mani.
Domande frequenti sul verme solitario
1. Che cos’è il verme solitario e come si prende?
Il verme solitario, o tenia, è un parassita intestinale che si contrae ingerendo carne bovina o suina cruda o poco cotta contaminata da larve. L’infezione prende il nome di teniasi.
2. Quali sono i sintomi più comuni del verme solitario?
I sintomi possono includere dolore addominale, gonfiore, nausea, prurito anale, perdita di appetito e debolezza. Il segno più evidente è la presenza di frammenti del verme nelle feci.
3. Come si cura l’infezione da verme solitario?
La teniasi si cura con farmaci antielmintici prescritti dal medico, che permettono l’eliminazione del parassita dall’intestino. Con una diagnosi tempestiva, la guarigione è generalmente rapida.
Per saperne di più: Istituto Superiore di Sanità (https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/t/teniasi).

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