Sentirsi gonfi… come un pallone. Una sensazione sgradevole che nasce dal fatto che tendiamo a introdurre troppa aria nell’intestino con una conseguente dilatazione delle pareti gastriche. Parliamo di aerofagia, uno dei disturbi più noti e comuni dell’apparato digerente, molto legato alle abitudini di vita. Prevenire l’aerofagia e difendersi dai suoi effetti è possibile. Ecco qualche indicazione utile.
Cos’è l’aerofagia e perché si verifica
L’aerofagia è determinata dall’eccessiva presenza di aria nello stomaco ed è correlata a un’anomala ed eccessiva deglutizione di aria, con conseguente dilatazione della parete dello stomaco e comparsa di sensazione di gonfiore e pesantezza addominale.
Aerofagia e meteorismo non sono sinonimi. Il meteorismo è legato all’eccessivo accumulo di gas all’interno dell’apparato digerente. Tale accumulo deriva da diversi meccanismi, spesso concomitanti tra loro anche legati ai meccanismi digestivi.
Compresa tale differenza, in caso di aerofagia, l’aria scendendo verso lo stomaco, ne dilata la parete, tanto da far nascere sintomi come gonfiore addominale, pesantezza di stomaco, difficoltà di digestione. Per comprendere quanto e come sia facile “mangiare” aria e quanto incidano le condizioni psicologiche, basti pensare che a ogni deglutizione, vengono introdotti 2-3 millilitri di aria. Quando una persona è particolarmente ansiosa questo numero si moltiplica quasi all’infinito, tanto che si può arrivare anche a 200 millilitri. In questa condizione diventa difficile assorbire ed espellere l’aria stessa, per cui si scatenano i tanti disturbi legati all’eccessiva “ingestione” di aria.
Sintomi tipici: gonfiore, eruttazioni e tensione addominale
Quali possono essere le manifestazioni dell’aerofagia? Partiamo dal sintomo più “pesante” da sopportare, ovvero il dolore. Ci sono casi in cui tanta e tale è la quantità di aria e gas che si concentrano nell’apparato digerente che i visceri, per provare a espellerla, arrivano a contrarsi. Di conseguenza, ecco comparire il mal di pancia che più spesso si manifesta in forma di crampi.
Inoltre, l’aerofagia, insieme alla tensione addominale, può rallentare la digestione, anche se non si è mangiato molto. In caso di dispepsia e cioè appunto, cattiva digestione, è più facile avere anche acidità di stomaco. Infine, spesso l’aerofagia si accompagna anche a eruttazioni ripetute.
Cause alimentari e comportamentali dell’aerofagia
Sul fronte dei meccanismi che possono favorire l’aerofagia nella vita di ogni giorno, la lotta allo stress diventa il primo passaggio per ridurre i rischi dato che una persona stressata tende a ingerire significativamente più aria rispetto al normale.
Per quanto riguarda le abitudini alimentari, occorre cercare di evitare quei cibi e quelle modalità di assunzione che possono favorire l’immissione di ulteriore aria e la comparsa di meteorismo legato ai processi digestivi. Cosa significa? È fondamentale evitare gli alimenti che più facilmente inducono l’introduzione di aria o la formazione di gas all’interno di stomaco e intestino.
Per questo occorre evitare bevande gassate e cioè addizionate con acido carbonico e consumare con moderazione pane, prodotti lievitati, creme particolarmente grasse, frappè, oltre ai legumi che per alcune persone particolarmente sensibili possono dar luogo alla comparsa di meteorismo e tensione addominale.
In alcune persone l’aerofagia e il meteorismo conseguente possono anche far seguito all’ingestione di grandi quantità di verdura o frutta.
Rimedi e strategie per ingerire meno aria
Una sana alimentazione e una miglior gestione dello stress sono il primo rimedio per contrastare l’insorgenza dell’aerofagia. Per ritrovare subito il benessere, un valido rimedio ai sintomi può venire dai medicinali da banco ad azione adsorbente e cioè capaci di assorbire i gas in eccesso presenti nei visceri. I principi attivi di questi medicinali non contengono sostanze che possono essere assorbite dall’organismo. Di conseguenza, la loro azione si concentra totalmente all’interno dell’apparato digerente. Per questo, una volta espletato il loro compito, questi composti vengono eliminati senza difficoltà attraverso le feci.
Per gli altri disturbi, dall’acidità fino alla digestione lenta, si può puntare su antiacidi e su procinetici che aiutano a “spingere” in avanti il contenuto dello stomaco, liberandolo.
Per il resto, per contrastare aerofagia e meteorismo occorre evitare di masticare continuamente le gomme americane e soprattutto bisogna smettere di fumare. Tutte queste abitudini favoriscono la salivazione e la saliva diventa una sorta di “veicolo” per le bollicine d’aria che in essa si formano e quindi, con la deglutizione, questa aria è destinata a liberarsi nello stomaco favorendo la comparsa del disturbo. In ultimo, ricordiamo che bisogna masticare lentamente gli alimenti: una masticazione troppo veloce favorisce l’insorgenza di aerofagia, con l’aria che entra più facilmente nel tubo digerente.
Aerofagia: domande frequenti e risposte rapide
1. Che cos’è l’aerofagia e perché provoca gonfiore addominale?
L’aerofagia è un disturbo causato dall’ingestione eccessiva di aria, che provoca la dilatazione dello stomaco e una sensazione di gonfiore, pesantezza e tensione addominale.
2. Quali sono i sintomi più comuni dell’aerofagia?
I sintomi tipici dell’aerofagia includono pancia gonfia, eruttazioni frequenti, crampi addominali, digestione lenta e talvolta acidità di stomaco.
3. Come ridurre l’aerofagia e il gonfiore della pancia?
Per ridurre l’aerofagia è utile mangiare lentamente, evitare bevande gassate, gomme da masticare e fumo, gestire lo stress e seguire un’alimentazione equilibrata. In caso di bisogno, possono aiutare anche farmaci da banco specifici.
Per saperne di più: AIGO Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri (https://www.webaigo.it/).

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