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I cinque alimenti che aiutano chi soffre di vene varicose

I cinque alimenti che aiutano chi soffre di vene varicose
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Nell’ambito di un’alimentazione sana le cinque porzioni quotidiane tra frutta e raccomandate dall’alimentazione mediterranea, sono certamente utilissime per star bene e possono essere “amiche” delle vene.

Purtroppo molte persone, soprattutto donne, devono fare i conti con i disturbi legati alla presenta di varici e alla difficoltà della circolazione del sangue lungo le , quali prurito, , gonfiore alla caviglia che compare soprattutto, la sera fino a vero e proprio .

Se è vero che con il caldo i fastidi possono aumentare, è altrettanto vero che facendo una regolare attività fisica, sfruttando l’azione massaggiante della passeggiata in mare e mangiando con attenzione si possono quanto meno limitare i fastidi.

E i cibi che scegliamo di mettere nel nostro piatto possono aiutarci. Bisogna puntare sul consumo di frutta e verdura contenenti vitamina C e altre sostanze, i c.d. bioflavonoidi, in grado di aiutare le pareti dei vasi a irrobustirsi. In tal senso possiamo parlare dei magnifici cinque alimenti: fragole, mirtilli, peperoni, aglio e cipolla particolarmente indicati proprio per chi deve fare i conti con varici e fragilità capillare. Per questo, via libera ad un pinzimonio di peperone e al consumo dei frutti del sottobosco e ricordate di aromatizzare i cibi con aglio e cipolla, che inoltre, contengono particolari sostanze, come l’allicina, ad azione protettiva su vene e arterie, ma anche antiossidante e antitrombotica.

Perché compaiono le varici

La comparsa delle varici è legata ad una sorta di “reazione” del corpo alla debolezza delle pareti venose e nasce dal fatto che il sangue non riesce facilmente a risalire dalle gambe verso l’alto.

In genere, l’organismo si attiva facendo contrarre i muscoli che si trovano intorno alle vene per facilitare la “spinta” verso l’alto del sangue, come accade per esempio nei polpacci quando si cammina (ed è per questo che l’attività fisica rappresenta un valido elemento protettivo nei confronti della sofferenza venosa).

Purtroppo però, se la spinta muscolare non è sufficiente, col tempo il ristagno del sangue genera una dilatazione delle pareti venose che tende progressivamente a peggiorare.

In questo meccanismo c’è un ulteriore elemento in gioco: le valvole delle vene. Si tratta di veri e propri “sistemi di controllo” che si trovano all’interno dei vasi, e quando si chiudono impediscono che il sangue invece di risalire verso il scenda in basso, “ingolfando” la circolazione fino a sovraccaricare la vena. Se le valvole non svolgono correttamente la loro funzione e la pompa muscolare non è attiva o comunque la spinta non è sufficiente si crea una miscela negativa, che porta alla costante dilatazione delle pareti venose.

Non solo: la vena può perdere la sua naturale forma, e da diritta si trasforma in tortuosa, dilatandosi ulteriormente. A questo punto possono apparire le prime . Oltre alla forza di spinta, infine, anche la resistenza o l’ostacolo alla circolazione del sangue può risultare dannosa. E’ per questo che gli indumenti attillati, le cinture troppo strette, la tosse e la stitichezza possono peggiorare il quadro. Infatti l’aumento della pressione all’interno dell’addome costringe a una maggior propulsione al sangue all’interno delle vene per risalire. E quindi aumenta il rischio che le pareti venose si sfianchino.

Attenzione ai segnali d’allarme

Le sofferenze della circolazione venosa, che si acuiscono in questa stagione, non si presentano comunque solo con le tipiche “righe” blu che compaiono sulle gambe creando un effetto antiestetico. Ci sono altri segnali di sofferenza della circolazione venosa che vanno individuati.

Quali sono questi segnali d’allarme? All’inizio, anche dopo una breve passeggiata, si può avere la sensazione di gambe pesanti, talvolta si può avvertire anche un leggero dolore, simile a un crampo muscolare al polpaccio. Inoltre, all’altezza della caviglia può manifestarsi un leggero gonfiore che aumenta durante la giornata, soprattutto la sera, per poi tornare del tutto normale durante la notte, quando le gambe vengono poste in posizione orizzontale durante il , facilitando il refluire del sangue verso il cuore e scaricando così le vene.

Va detto anche che a volte possono essere presenti leggeri bruciori, una sensazione diffusa di piccole punture o scosse elettriche, così come formicolii e prurito. In ogni caso, se questi fastidi derivano da una cattiva circolazione venosa, ci sono elementi che peggiorano l’intensità dei disturbi, come il mantenimento prolungato della posizione eretta o seduta, che limita l’attività dei muscoli; il calore, che facilita l’ delle pareti venose; l’avvicinarsi del ciclo mestruale, con il conseguente squilibrio ormonale nella donna.

Migliorano il quadro invece il riposo da sdraiati, gli impacchi freddi o gli idromassaggi con acqua fresca. Per affrontare i sintomi e aiutare le vene a non sfiancarsi, infine, possono essere utili i farmaci di automedicazione, sia applicabili localmente sia da assumere per a base di sostanze protettrici dei capillari e delle pareti delle vene. La loro azione, specifica caso per caso, può infatti contribuire al benessere della circolazione del sangue.