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Giornata mondiale del Tennis: attenti al gomito del tennista

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Federer, Nadal, le sorelle Venus e Serena Williams. Per i nostalgici Panatta e Barazzutti, per i giovani Fognini, se vogliamo rimanere in Italia. Tutti campioni di uno sport avvincente, il tennis. E a loro si aggiungono le centinaia di migliaia di “affezionati” di questo sport che ogni giorno si sfidano su erba, terra rossa o sintetico per guadagnare un set, provare un servizio vincente, “infilare” con un passante l’avversario. Oggi si celebra la Giornata dedicata al tennis e, ovviamente, Semplicemente ve la racconta a suo modo, mettendo in guardia tutti dal dolore e dall’ che possono  comparire se il gomito soffre, ovvero se si va incontro all’epicondilite laterale. Se preferite, chiamatela con il nome “volgare”: gomito del tennista.

Perché viene il gomito del tennista

Prima di tutto, cerchiamo di capire di cosa si tratta. Il gomito del tennista o epicondilite laterale è un’infiammazione dei tendini che collegano i muscoli dell’avambraccio alla parte esterna del gomito. Essa è generalmente considerata come un trauma da sovraccarico, nel senso che il dolore e l’infiammazione sopraggiungono quando chiediamo troppo al muscolo che ha il compito di estendere il polso e le dita. Di conseguenza, questo muscolo viene stirato e s’infiamma, con il coinvolgimento del tendine che lo collega all’articolazione. Ovviamente, pur se si parla di tennis poiché si tratta di un problema tipico di chi pratica questo sport proprio per il tipo di sollecitazione a cui vengono sottoposti muscoli e dell’avambraccio, bisogna ricordare che il forte dolore che compare sulla faccia esterna del gomito non è purtroppo, solamente una caratteristica degli amanti della racchetta. Ci sono situazioni in cui è più facile andare incontro ai fastidi, quando ad esempio di fanno ripetutamente certi lavori domestici così come se si esercitano alcune professioni. Ad esempio è a rischio il carpentiere, chi vernicia le pareti o altre superfici, chi fa spesso movimenti ripetuti con il cacciavite o, più semplicemente, chi solleva spesso carichi pesanti. Purtroppo, una volta che il gomito si infiamma si rischia un circolo vizioso per cui continuando ad usare l’arto, l’infiammazione si estende e il dolore può diventare anche molto intenso e si “vedono le stelle” quando si tenta di “agguantare” un oggetto e quando questa manovra coinvolge il muscolo estensore delle dita. E’ il caso della racchetta da tennis appunto ma anche più semplicemente del manico di un padella o delle maniglie di una valigia.

Buone abitudini in campo

Se il disturbo nasce dall’attività sportiva occorre innanzitutto riverificare la bontà della propria attrezzatura. Avere una racchetta dal manico troppo piccolo o troppo grande può scatenare problemi di questo tipo col tempo. In linea generale, poiché il problema può interessare tutti, bisogna comunque avere molta cautela quando si sollevano pesi facendo molta forza sulle braccia: il pericolo è in agguato, anche se l’epicondilite laterale sembra comparire soprattutto dopo sforzi ripetuti per molto tempo. Non a caso, alcune professioni presentano rispetto ad altre un rischio maggiore di questo disturbo.

Cosa fare in caso di gomito del tennista

Chi soffre di epicondilite laterale spesso fa l’errore di far finta di nulla, sopportando il dolore e pensando che tanto passerà da solo anche perché inizialmente il fastidio sembra essere limitato e sopportabile. Per evitare che l’infiammazione e il dolore diventino più gravi ed intensi bisogna fermarsi, mettere a riposo l’articolazione (a volte può aiutare una piccola fasciatura protettiva sul gomito e sull’avambraccio) e assumere farmaci di ad azione antinfiammatoria e antidolorifica. Se la situazione non è particolarmente complessa, dopo qualche giorno il problema passa, ma bisogna fare attenzione a non esagerare nel sollecitare l’articolazione. In caso di ricadute, la situazione può risultare molto più problematica da trattare: pensate che ci sono casi in cui l’epicondilite laterale può rendere necessario un intervento chirurgico.

Allenatevi per bene

Non c’è solo l’infiammazione del gomito a mettere in guardia che pratica il tennis. E’ importante innanzitutto avere una buona preparazione fisica, visto che il tennis richiede sforzi anche molto intensi, ripetuti e di breve durata. I muscoli rischiano soprattutto per le improvvise ed elevate accelerazioni del mentre le articolazioni possono essere messe a repentaglio dai cambi di direzione e dalla sofferenza dei legamenti. Il segnale d’allarme di un eventuale danno muscolare è dato da una forte “fitta”, una “frustata” o uno “schiocco”, in corrispondenza di un muscolo. In questi casi occorre applicare immediatamente ghiaccio (esiste anche quello spray, disponibile in farmacia) e fermarsi immediatamente. Farmaci di automedicazione e riposo possono aiutare a risolvere prima i problemi. Allo stesso modo, anche in caso di leggeri traumi articolari è fondamentale il riposo, con i medicinali per ad azione antinfiammatoria e antidolorifica che, oltre a combattere il dolore, possono anche contrastare il e l’ematoma che si può formare per lo stravaso di sangue nell’articolazione stessa.

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