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Mal di testa da sole e caldo? Ecco perché

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Che caldo fa! Per qualcuno, le giornate con le temperature alle stelle non si traducono solamente in sudore, stanchezza, ricerca di refrigerio, desiderio di bere. Ci sono soggetti che soffrono di cefalea da caldo, una forma di mal di testa che appare correlata proprio al calore e, soprattutto l’esposizione al sole. Il risultato è il classico cerchio alla testa, non particolarmente doloroso ma fastidioso e costante, o piuttosto un dolore che risale lungo la nuca

Ci sono casi, inoltre, in cui la relazione tra calore ambientale e corpo umano tende a far sviluppare anche vere e proprie crisi di emicrania, come testimonia uno studio datato apparso su Neurology che ha identificato una correlazione tra l’incremento della temperatura e un maggior rischio di attacchi. Quindi, fate attenzione. I farmaci di automedicazione sono fondamentali per affrontare le cefalee da calore passeggere, che possono manifestarsi per alcune ore proprio in concomitanza con l’impennata termica. Ma non dimenticate che per il trattamento dell’emicrania la parola deve passare al medico. E soprattutto, ricordate che l’attenzione alla prevenzione ci può aiutare a superare meglio le eventuali insidie del caldo. Come? Con le sane abitudini come, ad esempio, bere o evitare di uscire o esporsi al sole nelle ore più calde, che possono aiutarci a ridurre il rischio di cefalea. 

H2: Perché sole e caldo umido fanno venire il mal di testa?

Calore, si sa, fa rima con sole. E proprio l’esposizione protratta ai raggi solari, specie se nelle ore centrali della giornata e senza la protezione di un cappello e/o il refrigerio dell’acqua, può diventare la causa scatenante della tipica cefalea da calore. In questi casi, la reazione che si realizza è quella tipica dell’insolazione. Il corpo si intorpidisce, quasi ogni movimento diventa pesante e faticoso. Soprattutto, il cuore accelera la sua frequenza. Tutte queste reazioni sono tipiche del colpo di sole, che può lasciare come eredità proprio un mal di testa sordo che non si localizza in un’area precisa ma pervade il capo, come un peso.                                                                                                                                   

In altri casi, il meccanismo che genera il mal di testa da caldo è diverso, pur se il risultato è del tutto simile. La cefalea da caldo in questi casi trae origine dal fatto che il sistema di controllo della regolazione corporea non è più in grado di operare correttamente. Cosa succede? L’organismo, anche in estate, riesce a compensare temperature e tassi di umidità particolarmente elevati attraverso una particolare struttura che si chiama centro del raffreddamento. Si tratta di un gruppo di cellule nervose dell’ipotalamo – un organo interno del cranio – che registrano gli stimoli decodificati da altre strutture del sistema nervoso e forniscono le indicazioni al corpo per eliminare il calore in eccesso. Poi, nei centri nervosi disposti lungo le arterie ci sono dei termocettori, cioè dei rilevatori della temperatura del sangue. Ovviamente, poi la cute partecipa a quanto avviene: esistono recettori termici diffusi sulla pelle che mandano impulsi attraverso le vie nervose fino al centro del raffreddamento. Il centro del freddo, una sorta di refrigeratore naturale, comincia quindi la sua controffensiva. Il caldo in eccesso viene mandato dagli organi interni più sensibili alle piccole arterie della pelle, che si allargano, aumentano la loro portata di sangue e quindi l’eliminazione del calore. Poi, alla fine, si arriva a produrre grandi quantità di sudore. Quando questi meccanismi di controllo non funzionano più come dovrebbero a causa del gran caldo o per la disidratazione – tra le reazioni che si possono avere c’è anche una forma di cefalea sicuramente fastidiosa – che penalizza la qualità di vita. 

H2: Come difendere la propria testa da sole e caldo

La prevenzione, come spesso accade in medicina è la miglior strategia difensiva nei confronti della cefalea da calore. Ovviamente il primo consiglio è quello di limitare se non evitare l’esposizione al sole, specie nelle ore centrali della giornata, con particolare attenzione per gli anziani e i bambini. Non va mai dimenticata anche l’importanza di una protezione “fisica” del capo che si trova esposto alle radiazioni solari: meglio quindi muoversi con un cappello. Per il resto, la cefalea da calore può anche essere figlia di un’insufficiente idratazione dell’organismo. Quindi non bisogna mai dimenticare l’importanza di bere spesso, specie se si suda molto, di evitare piatti particolarmente “pesanti” perché ricchi di grassi (lo stomaco viene messo in condizioni di superlavoro e ha bisogno di sangue che in qualche modo viene “rubato” temporaneamente al resto dell’organismo), di sfruttare al contrario l’acqua presente nei vegetali per bere “mangiando”.

Per il resto, non dimentichiamo che anche l’altitudine può favorire la comparsa di cefalea, soprattutto nei primi giorni di vacanza, e che proprio alle alte quote la protezione del capo con un cappello è di grandissima utilità. 

Per il resto, se compare il dolore, affidiamoci ai farmaci di automedicazione ad azione antinfiammatoria e analgesica, che per il loro meccanismo d’azione consentono di contrastare il mal di testa. 

Per chi soffre di emicrania, sulla scorta dei consigli del medico, un’ultima raccomandazione. In questa condizione patologica il caldo può porre le basi per una vera e propria infiammazione dei vasi e quindi indurre crisi, magari accompagnate anche da nausea e vomito, che si mantengono nel tempo. La prevenzione, con le regole sopracitate, è davvero fondamentale.

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