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Vesciche ai piedi: bucare o non bucare?

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Cosa sono

Si tratta di rigonfiamenti traslucidi della al cui interno si intravede la presenza di un liquido trasparente

Come accorgersi della loro presenza e formazione

Non accorgersi della loro presenza è impossibile perché sono accompagnate da un dolore pungente causato dallo stato acuto di infiammazione del tessuto.

Meno facile è accorgersi della loro formazione: bastano solo pochi minuti in cui la pelle viene sottoposta a un eccessivo sfregamento con una calza troppo ruvida o una scarpa poco conformata al piede perché scatti il meccanismo infiammatorio che, come avviene ad esempio per la febbre, nasce dalla necessità per il corpo di preservarsi. Le , infatti, si formano proprio per una reazione di autodifesa: le pelle si irrita, si arrossa e si infiamma a livello dello strato corneo affinché non si rompano i legami che tengono compattate le cellule.
Da qui l’origine del dolore e l’accumulo del liquido interstiziale (la bolla piena d’acqua) che funziona come un provvidenziale cuscinetto morbido che diminuisce l’impatto della frizione. Se ci si accorge in ritardo della presenza di una vescica o si procede a camminare ignorando il dolore, la bolla di liquido si può riempire anche di sangue a causa della rottura dei piccoli capillari al di sotto dello strato corneo.

Cause

  • Calzature scomode
  • Scarpe troppo strette in determinati punti che ledono lo strato superficiale della pelle
  • Lunghe camminate
  • Pelle del piede a diretto contatto con la scarpa
  • Calza troppo sottile o troppo ruvida tanto da favorire lo sfregamento dell’epidermide

Così, compaiono le vesciche, che sovente, insieme alla bolla che le caratterizza, portano con sé il dolore e l’infiammazione tipiche di queste , che per altro, compaiono anche in caso di bruciature. Che siano vesciche da sfregamento piuttosto che da ustione, certamente generano fastidio che non va interpretato come un “attacco” al nostro benessere (pur se tale si rivela) ma piuttosto come un meccanismo di difesa della pelle.

Le vesciche sui si formano soprattutto nella zona del calcagno o in prossimità delle dita.

Perché nascono

Le vesciche si formano proprio per una reazione di autodifesa: le pelle si irrita, si arrossa e si infiamma a livello superficiale, quello del c.d. strato corneo con conseguente formazione di una “bolla d’acqua” che serve a proteggere gli strati più profondi dell’epidermide e a fare in modo che non si rompano i legami che ne tengono compattate le cellule: il liquido sierico che riempie la “bolla” ha proprio la funzione di protegge la pelle in quanto fa da vero e proprio “cuscinetto” consentendo ai tessuti danneggiati di guarire. In alcuni casi le delle vesciche, solitamente di colore biancastro possono anche diventare di colore rosa-rossastro, soprattutto se non prendiamo i dovuti provvedimenti. Il motivo? All’interno della pelle ci sono piccoli vasi capillari che, quando vengono lesi, possono anche far fuoriuscire il sangue, che va quindi a depositarsi all’interno della bolla.

Come affrontarle: bucare o no?

Spesso si pensa che la cosa giusta da fare sia “bucare” le vesciche per far uscire il liquido che contengono. In molti casi però questo comportamento, specie se non si tengono presenti alcune accortezze, potrebbe aumentare il rischio di infezioni. Cosa si deve fare allora?

  1. Procedere a un’accurata disinfezione;
  2. (stando a quanto riporta la moderna dermatologia) decidere se passare o meno alla drastica misura di “bucare” la bolla per far uscire il liquido è soprattutto questione di misure. Insomma: se la vescica è grande, ha senso drenarla, soprattutto per attenuare il dolore e permetterci di calzare le scarpe. Si tratta di una operazione da fare con grande attenzione, con l’ausilio di una garza e di disinfettante e mai direttamente con le dita  (e comunque lavarsi accuratamente le mani) per evitare il rischio di infezione. L’importante è non lacerare la “bolla” che ricopre la vescica, bucandola sui lati e non al centro. In tal modo, la pelle sulla vescica, può ricoprire la parte colpita e difenderla da infezioni, ma anche dagli effetti di ulteriori sfregamenti;
  3. ci vuole la giusta protezione. Coprire con garze o morbidi da cambiare spesso dopo essersi lavati le mani, evitandone la compressione

Una volta che una volta che la vescica è guarita, non indossare le scarpe che hanno causato il problema. La maggior parte delle vesciche guarisce da sola. Tuttavia, se il problema si aggrava, con aumento del dolore e comparsa di arrossamento nella zona circostante (e addirittura presenza di pus), si è in presenza di una infezione ed è consigliabile farsi vedere dal proprio medico di famiglia.

Rimedi

I farmaci di automedicazione, sotto forma di trattamenti locali protettivi e ad azione antisettica e antinfiammatoria, sono ovviamente fondamentali per proteggere la pelle e preservarla dal rischio di infezioni, oltre che contrastare il dolore e l’infiammazione.

L’attenzione alle calzature e alle calze, parlando di vesciche ai piedi, spesso chiamate in gergo anche “fiacche ai piedi”, è ovviamente la chiave di volta sia in prevenzione che nella fase di guarigione. E’ fondamentale che le calzature siano morbide, di misura con il proprio piede e adatte, nel caso si pratichi dello sport, all’ specifica, soprattutto nelle zone a maggior rischio come la parte posteriore del piede o le piccole “nocche” all’inizio delle dita, e che si eviti il contatto dell’epidermide con tessuti che potrebbero farla macerare, soprattutto in caso di sudore. Per il resto, è importante asciugare bene la pelle prima di indossare calze o scarpe per evitare possibili processi di macerazione che possono favorire la sofferenza cutanea, aumentando, inoltre, il rischio che si formino infezioni fungine, le cosiddette micosi, causa di ulteriori problemi.

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