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4 Luglio 2019

Che brutta (e che male!), quella macchia blu!

Che brutta e che male quella macchia blu
L’estate, si sa, è momento di gite in campagna e di ripresa (per chi non è proprio uno sportivo) dell’attività fisica. Si prova a rimettersi in forma muovendosi all’aria aperta e offrendo così una sferzata al metabolismo per controllare meglio il peso. Insomma: sfruttare le belle giornate estive per la classica passeggiata o per la corsa lenta o ancora per una “gita” in bicicletta (attività aerobiche che possono favorire il benessere ad ogni età se non si esagera) non fa mai male! Ma, come spesso accade, c’è sempre un però da non sottovalutare. Un piede in fallo, una caduta, un urto dovuto a una disattenzione possono dar luogo alla classica “” che a sua volta determina un ecchimosi (il classico livido) che può essere più o meno esteso e derivante da un contusivo più o meno violento (nei casi più servi, si parla di ematoma). Sotto la pelle compare un rigonfiamento che appare prima arrossato, poi diventa bluastro.
Non ci sono segreti per spiegare questo cambio cromatico. Quando si subisce un trauma si possono rompere le vene che si trovano in quel distretto e questo provoca – sempre sotto la pelle – la fuoriuscita di nella zona che sovrasta la parte colpita. Nei giorni successivi all’evento il colorito della lesione tende a mutare passando dal rosso cupo iniziale al bluastro e, infine, al giallognolo. Il mutamento cromatico non esprime l’aggravarsi della situazione ma è dovuto al riassorbimento dell’emoglobina presente nei globuli rossi usciti dai vasi. Poiché l’ecchimosi deriva da una lesione che ha interessato il tessuto sottocutaneo, l’arma più efficace per limitarne l’estensione nell’immediatezza dell’incidente, è il freddo. Il motivo? La bassa temperatura riesce a ridurre l’apporto di nell’area in cui si trovano i vasi che hanno subito la lesione. In questo senso, sia l’applicazione di una benda con acqua fresca corrente sia il ghiaccio, sia esso naturale o magari “sintetico” perché acquistato sotto forma di soluzioni disponibili al banco del farmacista, possono essere il primo rimedio da assumere per limitare la fuoriuscita di e il conseguente allargamento dell’area interessata dal processo post-traumatico.
In ogni caso, se è vero che, in generale, le ecchimosi si risolvono in breve tempo e senza particolari dolori, può succedere  che esse siano più estese e in grado di compromettere i movimenti. In questi casi è fondamentale mettere a riposo la parte colpita applicando localmente farmaci da banco a base di sostanze capillaro-protettici in grado di favorire il riassorbimento del sangue uscito dai vasi. Inoltre, nei casi più seri, l’utilizzo di medicinali ad azione antinfiammatoria e antidolorifica  possono essere d’ausilio quando occorre contrastare il dolore e soprattutto l’infiammazione che si creano intorno all’area sede della lesione. L’importante, in ogni caso, è fare in modo che l’esito del trauma si risolva il prima possibile In questo modo si può riprendere l’attività, cercando di fare più attenzione…

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