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Come riconoscere e affrontare l’impetigine

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Alla salute della nostra è collegato spesso il benessere dell’intero organismo. Questo strato sottile e delicato è infatti fondamentale per regolare la temperatura corporea, per proteggerci dai batteri nocivi, per assorbire i raggi solari e molto altro ancora. Quando la pelle però si ammala e non riesce a impedire l’invasione di batteri, specialmente quando il clima si fa caldo-umido, si rischia più facilmente di contrarre micosi o infezioni che possono portare all’impetigine: questa condizione è causata quasi sempre da un’infezione da e/o stafilococco e interessa soprattutto i bambini e gli adolescenti fino ai 13-14 anni; negli adulti è invece quasi del tutto assente. La reazione cutanea è legata a infiammazioni e lesioni della pelle che portano, in seguito all’esposizione all’infezione, all’eccessiva produzione di anticorpi specifici. Negli adulti, in cui la risposta immunitaria contro questi microrganismi è matura e formata, le lesioni sono del tutto assenti o comunque estremamente ridotte.

È fondamentale identificare immediatamente le lesioni: l’impetigine infatti può interessare inizialmente il volto, le braccia e le gambe, ma in molti casi si presenta come un comune raffreddore, con la formazione di piccole crosticine intorno al naso. In questa primissima fase è importante riconoscere la malattia, così da evitare il suo diffondersi ad altre zone della pelle. Dalle vescicole color miele, tipiche dell’impetigine, può fuoriuscire un liquido sieroso e giallognolo che contiene i germi e che può causare il contagio di altri bambini, se è avvenuto il contatto, o la diffusione dell’infezione ad altre zone del corpo del bambino stesso.

Contro l’impetigine, per cui non esiste una vera e propria cura se non un’accurata igiene personale, si possono utilizzare sia gli antibiotici per i casi più gravi e comunque assunti solo dietro prescrizione medica sia, per quelli meno gravi, i farmaci di automedicazione, come una pomata applicata per via locale nel caso di un’unica lesione circoscritta. Generalmente, nelle forme lievi, è sufficiente una settimana di terapia per la guarigione, periodo in cui bisogna però fare molta attenzione all’auto-contagio e alla possibilità che il bambino, grattandosi per il prurito, possa portare il batterio responsabile dell’impetigine ad altre zone della pelle.

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