Ciao, sono bollino!

Come riconoscere e affrontare l’impetigine

Tempo di lettura: 4 minuti

Alla salute della nostra è collegato spesso il benessere dell’intero organismo. Questo strato sottile e delicato è infatti fondamentale per regolare la temperatura corporea, per proteggerci dai batteri nocivi, per assorbire i raggi solari e molto altro ancora. Quando la però si ammala e non riesce a impedire l’invasione di batteri, specialmente quando il clima si fa caldo-umido, si rischia più facilmente di contrarre micosi o infezioni che possono portare all’impetigine: questa condizione è causata quasi sempre da un’infezione da e/o stafilococco e interessa soprattutto i bambini e gli adolescenti fino ai 13-14 anni; negli adulti è invece quasi del tutto assente. La reazione cutanea è legata a infiammazioni e lesioni della pelle che portano, in seguito all’esposizione all’infezione, all’eccessiva produzione di anticorpi specifici. Negli adulti, in cui la risposta immunitaria contro questi microrganismi è matura e formata, le lesioni sono del tutto assenti o comunque estremamente ridotte.

È fondamentale identificare immediatamente le lesioni: l’impetigine infatti può interessare inizialmente il volto, le braccia e le gambe, ma in molti casi si presenta come un comune raffreddore, con la formazione di piccole crosticine intorno al naso. In questa primissima fase è importante riconoscere la malattia, così da evitare il suo diffondersi ad altre zone della pelle. Dalle vescicole color miele, tipiche dell’impetigine, può fuoriuscire un liquido sieroso e giallognolo che contiene i germi e che può causare il contagio di altri bambini, se è avvenuto il contatto, o la diffusione dell’infezione ad altre zone del corpo del bambino stesso.

Contro l’impetigine, per cui non esiste una vera e propria cura se non un’accurata igiene personale, si possono utilizzare sia gli antibiotici per i casi più gravi e comunque assunti solo dietro prescrizione medica sia, per quelli meno gravi, i farmaci di automedicazione, come una pomata applicata per via locale nel caso di un’unica lesione circoscritta. Generalmente, nelle forme lievi, è sufficiente una settimana di terapia per la guarigione, periodo in cui bisogna però fare molta attenzione all’auto-contagio e alla possibilità che il bambino, grattandosi per il prurito, possa portare il batterio responsabile dell’impetigine ad altre zone della pelle.

News correlate

Il sole? Un antipertensivo naturale
Farmaci di automedicazioneMeteo saluteNews
Esporsi al sole ha effetti benefici sulla pressione alta. In genere, infatti, il sole scalda e il calore  ...
Il movimento tiene in salute la pelle
Farmaci di automedicazioneNews
Fate attività fisica regolare! Muoversi fa bene alla mente e al corpo, a tutte le età. Tra gli effetti posit...
Oddio, mi scrivo sulla pelle!
News
Si chiama dermografismo ed è il segno di una forma di orticaria.Il dermografismo, o orticaria dermatografica,...