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Falsi miti estivi: intervista al dott. Cricelli

Falsi miti estivi: intervista al dott. Cricelli

Una recente ricerca di Human Highway ha rilevato che oltre 6 italiani su 10, almeno una volta nella vita, hanno seguito una credenza popolare legata a disturbi tipici della stagione estiva. Ma cosa c’è di vero in questi miti popolari? Ne abbiamo discusso con Dr. Cricelli, Presidente Emerito di SIMG (Società italiana di Medicina generale e delle Cure Primarie), che ci ha aiutato a fare chiarezza.

BAGNI ED EFFETTI SULL’ORGANISMO

Nuotare subito dopo aver mangiato è davvero pericoloso? È vero o no, che bisogna aspettare 3 ore prima di fare il bagno? Qual è il reale pericolo e a cosa bisogna stare attenti prima di entrare in acqua per evitare il “blocco intestinale” di cui parlano ancora le nostre mamme?

    Ci è sempre stato raccomandato di aspettare tre ore prima di fare il bagno dopo aver mangiato, a prescindere da ciò che si è consumato a pranzo. Un’attesa che, però, è eccessiva rispetto al tempo realmente richiesto per la digestione. Sono mediamente necessari 20 minuti per digerire un succo di frutta, 30-40 per frutta e verdura cruda, 1 ora per i carboidrati, il latte scremato, i formaggi freschi, il pesce, 3-4 ore per una bistecca di manzo, 4-5 per i formaggi stagionati e 5 per la carne di maiale. Anche se non vi sono evidenze scientifiche chiare e univoche sulla pericolosità di fare il bagno dopo un pasto, consiglio in generale di evitare di tuffarsi o immergersi repentinamente in acque fredde, o di farlo solo, in extremis, in compagnia di altre persone, che in caso di emergenza possono intervenire. L’idrocuzione, o detta anche più comunemente congestione seppur controversa, è contemplata da molte fonti autorevoli come possibile causa di sincope da stimolazione della frequenza cardiaca ed effetto sui valori pressori.

    Il ciclo mestruale si blocca entrando in acqua per fare il bagno al mare o in piscina?

      Il ciclo mestruale non si blocca entrando in acqua. Quello che si è visto è che, in molte donne che vanno in vacanza, in particolare al mare, ci può essere un periodo di amenorrea, ovvero un’interruzione temporanea delle mestruazioni, ma non è dovuto al bagno di per sé, quanto al cambiamento radicale delle abitudini. Ricordo comunque che, in caso di mestruazioni in vacanza, si può fare il bagno tranquillamente in mare; un’accortezza in più, naturalmente, per il bagno in piscina da un punto di vista igienico. Il mio consiglio, in questi casi, è quello di utilizzare la coppetta mestruale.  

      FERITE E SOLE/MARE

      In caso di tagli o ferite in spiaggia cosa fare? L’acqua salata fa bene o male su tagli ed escoriazioni? 

        In presenza di una lesione della pelle, la cosa fondamentale è detergere la ferita con acqua corrente non contaminata. In assenza di questa, sì, è possibile utilizzare anche l’acqua marina, a condizione che sia pulita e priva di detriti e sabbia. Dopo la detersione è bene disinfettare adeguatamente la ferita e successivamente coprirla per evitare contaminazioni dall’esterno.

        Alcuni mettono lo zucchero per fermare il sanguinamento. Questa pratica ha una sua scientificità? 

          Assolutamente no. La fine del sanguinamento di una ferita superficiale (emostasi superficiale) si ottiene prevalentemente con la compressione: una volta lavata superficialmente la ferita e averla disinfettata, infatti, esercitando una compressione sulla parte interessata, si favorisce la coagulazione del sangue.   Naturalmente, se la ferita è profonda ed è coinvolta la piccola arteriola, sarà necessario ricorrere alle cure del medico. 

          Inoltre, bisogna esporre o meno al sole escoriazioni e piccole ferite per farle guarire più velocemente? O è meglio coprirle? Usare sulle croste la protezione solare per evitare cicatrici è sensato? 

            La luce solare non ha alcun potere curativo su escoriazioni e piccole ferite. Al contrario, essa non solo non fa bene alla pelle lesionata, ma provoca arrossamento e irritazione, provocando così un eritema che può essere superficiale ma anche arrivare ad essere piuttosto grave e importante. Il mio consiglio è quello di evitare di esporsi al sole in questi casi. Una volta disinfettate le ferite, come dicevo, è bene coprirle sempre per evitare la contaminazione con agenti esterni, poiché lo sporco, le polveri, la sabbia e i detriti esterni possono depositarsi sulla ferita, infettandola. I prodotti con protezione solare vanno certamente utilizzati quando ci si espone al sole, ma è altamente sconsigliato utilizzare la protezione solare sulla pelle lesionata. 

            ESPOSIZIONE AL SOLE: CREME SOLARI, ABBRONZATURA e RAFFREDDORE

            Ci serve un aiuto per dire alle persone come usare correttamente la protezione solare.  Ci spiega come scegliere la crema e quando metterla? 

              È molto importante indossare la protezione solare, ed è bene sceglierla in base al tempo e alla modalità di esposizione, all’età e al tipo di pelle. Per chi ha la pelle chiara e sensibile, ad esempio, è sicuramente ideale utilizzare una protezione 30 o 50. Inoltre, è importante sottolineare che non basta proteggere una piccola parte del corpo – come invece molti credono e fanno – ma va messa su tutto il corpo in grandi quantità, che oscilla tra i 10 e i 15 ml per zona per gli adulti a quantità ben superiori per i bambini, che richiedono un’attenzione e una cura significativamente maggiore quando si tratta di esposizione solare. Nell’applicazione della crema solare, è fondamentale anche tenere a mente la frequenza, che va calcolata in base al tempo di esposizione e al tipo di crema che si mette. Quindi, per sapere ogni quanto va riapplicata la crema, bisogna moltiplicare il tempo in cui si otterrebbe una scottatura senza protezione solare per l’indice di protezione solare della crema che si sceglie. Per esempio: se ci vogliono 10 minuti per avere una scottatura senza protezione, applicando la crema con protezione solare 50, si deve moltiplicare per 50 il tempo di scottatura e dunque la crema dovrà essere riapplicata dopo 500 minuti. In ogni caso, dopo aver fatto il bagno è sempre ideale riapplicare la crema, anche se è stata utilizzata quella waterproof.

              È vero che le creme scadono dopo solo un anno? 

                Le creme sono prodotti chimici e hanno pertanto delle componenti con tempi di scadenza consigliati, che sono riportati sulla confezione, come per il caso dei prodotti alimentari. Anche se c’è un margine di tolleranza, il rischio di utilizzare delle creme solari che hanno superato i tempi di scadenza consigliati è che, con il passare del tempo, vi sia una diminuzione della capacità protettiva e si rischia quindi di scottarsi. Consiglio quindi sempre di controllare la data di scadenza segnata sui prodotti.

                Molti credono che le nuvole blocchino completamente i raggi UV, e che quindi non ci sia bisogno della protezione solare nei giorni nuvolosi? Vero o falso? 

                  Questo è parzialmente vero, nel senso che quando c’è una diminuzione della irradiazione solare, come nel caso di nuvole, ce ne è anche una delle emissioni di raggi ultravioletti. Tuttavia, il consiglio è di applicare la crema protettiva anche se il cielo è nuvoloso, se ci si posiziona sotto l’ombrellone oppure se si è in acqua, perché i raggi solari arrivano anche per irradiazione riflessa e non solo diretta, colpendo così la pelle. 

                  È vero o falso poi che la produzione di vitamina D diminuisce con i filtri solari?

                    La vitamina D è una sostanza molto importante per il nostro organismo, perché è responsabile dell’assorbimento del calcio, un elemento che non è prodotto dal corpo umano, ma che è fondamentale per la sua salute e funzionalità. Questa vitamina viene assunta dal corpo in due modi: attraverso alimenti come latte e derivati, proteine di origine animale e anche il ‘famoso’ olio di fegato di merluzzo (ergocalciferolo) e attraverso la sintesi che opera il nostro organismo quando è esposto al sole (colecalciferolo). In merito al secondo punto, ci si deve esporre per almeno 30 minuti al giorno e con un’intensità che deve provocare un arrossamento alla cute. Al contrario, i dermatologi raccomandano di evitare l’arrossamento della pelle, suggerendo di applicare periodicamente la protezione solare. Tuttavia, è importante notare che ciò può rallentare la produzione di vitamina D.

                    Molti poi credono che il sole della montagna non “bruci”. Esiste una differenza, e se c’è di che tipo, tra l’esposizione solare al mare o in montagna?

                    Non esiste alcuna differenza, il sole è sempre lo stesso, ma è la nostra pelle a reagire in modo diverso, se ci troviamo in riva al mare o ad alta quota. Questo è dovuto alla quantità di radiazioni solari che arrivano a colpirci. Gran parte delle radiazioni viene infatti bloccata dall’atmosfera terrestre: più questa è “spessa” più funge da filtro. Si capisce allora perché in montagna ci si abbronzi più velocemente: come si usa dire “il sole in montagna è più forte”.
                    Ovviamente non è il sole a cambiare, bensì lo spessore dell’atmosfera, che diminuisce man mano che si sale di quota.

                    In caso di scottature/eritema solare cosa possiamo fare? I rimedi casalinghi se e quando possono esserci utili (p.es. spalmare l’uovo o olio d’oliva sulla pelle arrossata)? 

                      Nei casi di piccoli eritemi solari dove vi è solo un leggero arrossamento a seguito di una prima esposizione ai raggi solari, non c’è bisogno di adottare particolari soluzioni, perché la pelle guarisce da sola. Questo vale nei casi di soggetti sani, adulti e che non soffrono di malattie o hanno reazioni pericolose all’eritema solare. È possibile utilizzare delle creme lenitive oppure dei prodotti rinfrescanti che possono dare un po’ di sollievo. In farmacia sono, inoltre, disponibili alcuni prodotti specifici per le scottature come un unguento a base di zinco. Tuttavia, non bisogna mai utilizzare impacchi con prodotti casalinghi come lo yoghurt. È vero, però, che le scottature solari fanno perdere molta acqua; quindi, il consiglio è quello di cercare di reintegrarla. Per le ustioni di grado più elevato, invece, il medico curante può decidere se è il caso di somministrare un prodotto a base di cortisone. Nei casi bruciature e ustioni della pelle di bambini e ragazzi è sempre consigliato contattare il medico in modo che possano essere verificate adeguatamente.

                      Ci sono degli alimenti che aiutano realmente la produzione di melanina, favorendo l’abbronzatura? Come e quando devono essere consumati per avere effetto?

                        Sì, ci sono alimenti che possono favorire la produzione di melanina e migliorare l’abbronzatura, anche se in generale la risorsa più grande per la pelle è l’idratazione. Rispetto ai cibi invece, specialmente quelli di colore giallo o rosso, come le albicocche, contengono beta-carotene, un antiossidante che aiuta la pelle a produrre melanina. È meglio non abusare di prodotti che promettono di accelerare l’abbronzatura e affidarsi invece a una dieta equilibrata ricca di alimenti naturali. Frutta e verdura come pomodori, cocomeri, meloni, carote e peperoni, ricchi di vitamine, sono essenziali per la salute della pelle. Non c’è una regola precisa su come e quanto consumare questi alimenti, ma è importante includerli regolarmente nella dieta per fornire all’organismo acqua, vitamine e sali minerali. Questi nutrienti vengono persi con l’esposizione al sole, che rende la pelle secca e aumenta la sudorazione, ecco perché una dieta ricca e bilanciata aiuterà a mantenere la pelle sana e pronta per un’abbronzatura uniforme e duratura.

                        Molti credono che l’abbronzatura ottenuta in un solarium prepari la pelle all’esposizione al sole estivo, riducendo il rischio di scottature. È una pratica di senso?

                          La convinzione che l’abbronzatura ottenuta in un solarium prepari la pelle all’esposizione al sole estivo, riducendo il rischio di scottature, è diffusa ma non del tutto fondata. L’abbronzatura ottenuta tramite lampade solari è simile a quella ottenuta dall’esposizione al sole, tuttavia, differisce nella composizione delle radiazioni. Le lampade solari eliminano le componenti arrossanti presenti nella radiazione solare naturale, ma non eliminano completamente il rischio di danni alla pelle. Pertanto, anche dopo l’uso del solarium, è importante applicare una protezione solare adeguata prima di esporsi al sole estivo. 

                          Esporsi al sole può aiutare a “sciogliere i muchi” del raffreddore? 

                            Se si ha il raffreddore allergico, che è comune tra chi soffre di allergie respiratorie, l’esposizione al mare può risultare benefica grazie all’aria ventilata. Tuttavia, non è il sole in sé che migliora la condizione, ma piuttosto la qualità dell’aria. Per quelli che hanno invece un raffreddore causato da virus, l’esposizione al sole non porta benefici diretti al miglioramento della condizione. È più probabile che il calore contribuisca a ridurre la diffusione di alcune malattie infettive, il che spiega perché in estate si tende a risentire meno di raffreddori e simili.

                            PUNTURE DI ANIMALI E INSETTI

                            In caso di contatti con meduse o tracine cosa fare?  L’uso dell’urina sulla parte lesa ha senso o meno?  

                              In caso di contatti con meduse o tracine, è essenziale sapere come reagire correttamente. L’uso dell’urina è soltanto un rimedio popolare poco utile e non supportato da evidenze scientifiche: ad esempio, anche l’applicazione di ghiaccio sulla zona colpita non è efficace e, in realtà, può peggiorare la situazione, nonostante sia una pratica diffusa. È consigliabile, invece, lavare immediatamente la zona interessata e applicare una crema specifica per alleviare il dolore e ridurre l’irritazione.

                              Gli insetti, come zanzare e mosche, sono attratti solo dalle persone con determinate caratteristiche fisiche / di un determinato gruppo sanguigno?

                                No, sia le zanzare che le mosche non sono attratte da persone con caratteristiche precise o un con un particolare gruppo sanguigno. Sicuramente ci sono persone più sensibili alle punture, ma non è possibile stabilire a priori chi sia più a rischio di essere punto dagli insetti in base a queste caratteristiche. In ogni caso, come consiglio, quando si è in ambienti dove sono presenti zanzare, è utile applicare sostanze protettive. Tuttavia, è importante tenere a mente che queste sostanze non sono altrettanto efficaci contro altri insetti come api, calabroni o mosche, ed in questi casi la soluzione migliore è quella di coprirsi il corpo con indumenti adeguati. 

                                IDRATAZIONE

                                È vero che una bevanda fredda aiuta a rinfrescarsi durante le giornate calde estive di più e meglio dell’acqua?

                                  Non è del tutto vero. Sicuramente, La percezione quando si digerisce una bevanda fresca è quella di trovare sollievo, ma è una sensazione fortemente soggettiva.  Ciò che però è veramente importante per l’organismo è l’assunzione di liquidi in quantità adeguate. È infatti consigliabile evitare bevande troppo fredde per evitare la congestione. È preferibile consumare liquidi freschi, non freddi. L’importante in ogni caso è quanto si beve, non la temperatura della bevanda, ed una assunzione di 2/3 litri al giorno, inclusi frutta e verdura, è l’ideale, specialmente se si trascorre del tempo al mare sotto il sole. 

                                  SOLE E MARE: UN AIUTO PER CURARE I PICCOLI DISTURBI

                                  In conclusione, sole e mare possono essere di aiuto per cura dei piccoli disturbi? Se sì, di quali soprattutto?

                                    Si, sole e mare possono essere benefici e di aiuto, ma questo dipende dalle preferenze personali. Chi ama trascorrere le proprie vacanze al sole e in spiaggia allora starà bene. Al contrario, chi preferisce ambienti più freschi come la collina o la montagna, troverà maggior beneficio in quei luoghi. La scelta di dove trascorrere le vacanze è guidata più da motivi di gradimento e piacevolezza più che da motivi di salute. Esiste inoltre una disciplina vera e propria della medicina, la climatologia, che è interessante poiché per ciascuna persona suggerisce ambienti specifici per il miglioramento della salute. Tuttavia, in condizioni normali, le cose che ci fanno bene sono quelle che ci piacciono.