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Allergie alle muffe: i sintomi cui fare attenzione 

Allergie alle muffe: i sintomi cui fare attenzione

Facile pensare alle pollinosi, in questo periodo. Ma non fate l’errore di credere che tutte le allergie traggano origine all’aperto, magari favorite dall’azione irritante degli inquinanti atmosferici. Occorre sempre ricordare che esistono anche le allergie indoor, che nascono negli ambienti chiusi. E non sono certo meno problematiche da gestire per chi ne soffre. Basti pensare, in questo senso, all’acaro della polvere così come alle muffe, che si possono sviluppare tra le mura domestiche, determinando dermatiti o sintomi respiratori, dalla semplice rinite fino all’asma. 

L’allergia alle muffe e gli ambienti chiusi

Le muffe possono diventare veri e propri protagonisti della Sick Building Syndrome, o sindrome dell’edificio malato. Si tratta di un quadro che può interessare quanti passano molte ore della giornata in un ambiente chiuso ed è estremamente temibile per chi soffre di allergia, visto che in uffici e aule scolastiche possono albergare sia allergeni veri e propri (per esempio polveri e muffe) che inquinanti che favoriscono l’infiammazione, peggiorando i sintomi. Questa condizione è particolarmente frequente alla nostra epoca, sia perché le costruzioni sono sempre più sigillate, anche al fine di ridurre i consumi energetici, sia perché passiamo molto meno tempo all’aperto rispetto al passato ma al contrario, restiamo chiusi negli stessi ambienti per diverse ore al giorno. 

Allergia alle muffe, come accorgersene? I sintomi

Si scrive muffe, si legge funghi. In effetti, anche se siamo abituati a parlare di muffe, non va dimenticato che alla fine queste non sono altro che funghi in grado di riprodursi dando origine alle spore che possono determinare manifestazioni allergiche, in particolare nei bambini ma non solo. Esistono decine di migliaia di tipi di muffe con caratteristiche diverse. Poche sono le muffe che possono determinare sintomi allergici, legati soprattutto a manifestazioni rinitiche, come naso chiuso, starnuti a ripetizione, prurito nasale, congiuntivite allergica o, addirittura, difficoltà respiratorie nelle forme più gravi. Insieme alla manifestazione di questi sintomi, per capire se si è allergici alle muffe basta constatare se si rimane in un ambiente chiuso per molte ore durante la giornata e se queste manifestazioni sintomatiche si scatenano all’interno di questi ambienti.

Luoghi e arredi della casa a rischio muffe

A preoccupare sono soprattutto le dispersioni nell’ambiente di spore che prendono origine nelle aree più umide dell’abitazione, nei bagli ma anche, ad esempio, dietro ai mobili o negli armadietti con cibi non perfettamente conservati, oppure “rilanciate” nell’aria che respiriamo da impianti di condizionamento non perfettamente controllati e puliti. Sono questi, insieme ai tappeti, agli alimenti, alle foglie secche delle piante da interni o alle classiche moquette, i punti critici dell’abitazione cui bisogna prestare particolare attenzione. 

Quali sono le muffe che provocano allergia?

Sul fronte dei tipi di funghi che entrano in gioco nel determinare reazioni allergiche, ricordiamo le muffe maggiormente individuabili in ambienti umidi quali l’Alternaria Alternata, l’Aspergillus nelle sue diverse forme cromatiche e il Penicillium Notatum

Allergia alla muffa Alternaria: rimedi e consigli

La muffa Alternaria, come gli altri tipi di muffa potenzialmente presenti nei luoghi chiusi, non presenta la stagionalità delle allergie da pollini. Il motivo è semplice: pur liberando più spore nel periodo primaverile, non risente di particolari situazioni che ne favoriscono lo sviluppo. Il “motore” per le muffe è l’umidità, e quindi stagioni come l’autunno e la primavera (in particolare attenzione verso maggio e subito dopo l’estate) possono risultare più a rischio ma questo non toglie che le muffe si possano riprodurre tutto l’anno.

A soffrire dell’azione di queste muffe sono soprattutto i bambini mentre gli anziani corrono comunque il rischio di sviluppare quadri di patologie respiratorie che vanno affrontati con grande attenzione dal medico.

Dei diversi tipi di Alternaria potenzialmente osservabili in Italia, secondo gli esperti occorre prestare particolare attenzione all’Alternaria tenuis, che può assumere un colorito verdastro, grigio o marrone. Sul fronte dei sintomi, in termini generali, le manifestazioni più frequenti dell’allergia all’Alternaria sono legate a disturbi tipici della rinite allergica, da starnuti a ripetizione a prurito nasale e a sensazione di naso chiuso. Oltre al coinvolgimento delle narici ci può essere anche quello della congiuntiva, con occhi rossi, sensazione di prurito oculare, lacrimazione eccessiva. In ultimo, esiste anche una dermatite da Alternaria, che si manifesta con prurito cutaneo. Per tutte queste forme i farmaci di automedicazione ad azione antistaminica somministrabili per via topica o generale possono essere d’aiuto per lenire i sintomi. Nelle forme più serie di allergia, quando è necessario l’intervento del medico, possono manifestarsi i sintomi tipici dell’asma, difficoltà respiratorie e comparsa di una tosse secca.

Per evitare la sintomatologia allergica, l’unica arma è la prevenzione, che passa attraverso l’eliminazione dei funghi e delle spore che possono quindi diffondersi negli ambienti. 

Inquinamento domestico e proliferazione delle muffe

Le muffe, la condensa alle finestre, l’assenza di aerazione per assenza o non funzionamento delle finestre, le polveri emesse dagli impianti di condizionamento, la scarsa pulizia e l’elevata concentrazione di persone nella stessa stanza, la presenza di numerosi apparecchi tecnologici o di animali domestici… Questi sono solo alcuni dei fattori che possono favorire lo sviluppo di inquinamento indoor anche come possibile causa di reazioni allergica. Vediamo come.

Nei filtri e nei condotti di condizionatori e deumidificatori possono annidarsi acari, polveri, muffe, allergeni di varia natura responsabili di numerose allergie e problemi respiratori. Allo stesso modo, l’assenza di regolare di pulizia delle superfici su cui possono depositarsi polvere e allergeni (moquette, libreria, ecc), l’accumulo di carta, la presenza di numerosi i contenitori per i rifiuti, i residui di cibo, per esempio, nei cassetti di cucina o in ufficio e, in certi casi l’ostruzione delle grate dei condizionatori favoriscono il proliferare di agenti potenzialmente allergizzanti. 

Gli arredi possono poi rappresentare veri e propri contenitori per muffe, microrganismi e allergeni. Per esempio, in caso di accumulo d’acqua o di alta umidità ambientale è favorito lo sviluppo di muffe e funghi. L’umidità ambientale, come detto, è un fattore chiave per lo sviluppo di muffe e batteri con conseguente dispersione nell’aria di spore e prodotti di “scarto”. Il controllo dell’umidità rappresenta, pertanto, un parametro critico per proteggere tutti gli edifici dal potenziale sviluppo di muffe e batteri. Molti composti si possono liberare in seguito alla cottura e conservazione dei cibi, con potenziali impatti, soprattutto per i bambini, che possono trovarsi esposti a i composti organici ed inorganici, e altre sostanze che vengono prodotte da impianti di riscaldamento, di refrigerazione, di ventilazione, da stufe e cucine. 

Quattro rimedi contro le allergie alle muffe

  1. Ridurre al minimo le muffe, che attecchiscono in luoghi bui e umidi, per cui occorre mantenere la casa asciutta. Per esempio, usando un deumidificatore, asciugando le pareti della doccia dopo il bagno e togliendo subito gli indumenti bagnati dalla lavatrice. 
  2. Eliminare gli acari. Gli acari della polvere si riproducono in punti in cui la polvere tende ad accumularsi Meglio ricoprire i materassi e i cuscini con fodere anallergiche e scegliere mobili in materiali che non attirano la polvere (come vinile, legno, metallo o pelle), anziché articoli imbottiti.
  3. Attenzione al pelo degli animali domestici. È importante ridurre la forfora degli animali domestici. Se possibile lavare gli animali una volta alla settimana al fine di rimuovere il più possibile gli allergeni dal loro pelo e tenerli lontano dai mobili imbottiti, che possono trattenere gli allergeni. 
  4. Stop agli scarafaggi. Gli scarafaggi depositano le uova e lasciano dietro di sé escrementi che possono scatenare l’insorgenza di allergie. Per prevenire il problema bisogna eliminare regolarmente i residui alimentari in cucina e conservare gli alimenti in contenitori ermetici.