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Lividi ed ematomi, perché si formano e come affrontarli

Lividi ed ematomi, perché si formano e come affrontarli
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Gite in montagna. Passeggiate in campagna. Corse sulla spiaggia. Jogging al parco in città. Magari un percorso in mountain-bike. Abbiamo bisogno di muoverci all’aria aperta e la stagione è quella giusta anche per rimettersi in forma e tonificare i muscoli. Ma c’è un nemico cui prestare attenzione: le cadute e i piccoli , con conseguente “botta”, magari sulle braccia o sulle . Cosa fare in questi casi? E perché compare un livido (scientificamente, ecchimosi) e, quando il trauma è stato particolarmente intenso, un ematoma?

Quale è la differenza tra livido ed ematoma

Come sappiamo per esperienza, quando, in seguito ad una caduta, prendiamo una “botta”, la parte colpita si gonfia e si arrossa, anche se non c’è lacerazione dell’ e quindi una ferita superficiale, e neppure i segni di una lieve abrasione. Un livido, e nei casi più seri, un ematoma, è infatti un rigonfiamento sottocutaneo che appare inizialmente rosso, poi di colore bluastro o giallognolo. Questa condizione, senza traumi evidenti sulla pelle, è dovuta alla fuoriuscita di sangue da vasi sanguigni che si ledono in seguito a un evento traumatico, come appunto accade in caso di contusione. Quando una parte del corpo subisce un trauma, i vasi sanguigni, soprattutto le vene che si trovano in quel punto, possono rompersi, facendo quindi fuoriuscire del sangue. Se lo stravaso ematico non è localizzato ma il liquido si diffonde in un’ampia zona (almeno due/tre centimetri di diametro) non si parla più di livido (o ecchimosi) ma di ematoma

Perchè i lividi cambiano colore? I sintomi più comuni

Come detto, la lesione tende a mutare il proprio colore nel tempo: nei giorni successivi all’evento il colorito passa dal rosso cupo iniziale al bluastro e al giallognolo. Questo mutamento cromatico non esprime l’aggravarsi della situazione ma, al contrario, è dovuto al riassorbimento dell’emoglobina presente nei globuli rossi del sangue uscito dai vasi. Sul fronte dei sintomi, l’ecchimosi può dare un lieve al tatto e una sensazione di indurimento nell’area interessata. In caso di ematoma il gonfiore dell’area colpita è maggiore e ad esso è  a volte associato dolore. Si tratta sempre e comunque di una lesione superficiale dei vasi, anche se, specie in caso di violenta contusione ed ematoma particolarmente esteso, va valutato il danno sottostante alla lesione, rivolgendosi dunque ad un . Infatti, il medico, nei casi più seri, accerta se dietro all’ematoma ci può essere una lesione di muscoli, articolazioni o addirittura ossa.

I per i lividi: freddo e  

Una volta accertato che non si ha una lesione importante all’apparato muscolo-scheletrico , e comunque in tutti i casi, la prima misura da prendere è applicare una sorgente di freddo sull’area colpita. Le basse temperature esercitano infatti una potente azione sulla circolazione riducendo il flusso ematico ai vasi lesionati e quindi evitando che lo stravaso di sangue assuma dimensioni maggiori. Nello stesso tempo è basilare mettere a riposo la parte lesa. I di automedicazione possono essere di grande aiuto, agendo su diverse componenti. In primo luogo l’uso di farmaci eparinoidi e composti ad azione protettiva dei capillari, possono accelerare il processo di riassorbimento del sangue fuoriuscito dai vasi. Per il dolore, che si accompagna alla lesione specie in caso di ematoma, sono indicati invece farmaci ad azione antidolorifica e antinfiammatoria che, applicati localmente o assunti per via generale se necessario, aiutano a gestire i sintomi e curare  i processi infiammatori eventualmente in atto. 

Per il resto, attenzione alla fotosensibilizzazione in caso di utilizzo di farmaci per : l’esposizione al può dar luogo a reazioni, per cui è importante proteggere dai raggi con i vestiti le zone trattate e leggere sempre il foglietto illustrativo per un uso corretto dei medicinali, chiedendo sempre consiglio al o al medico in caso di dubbio.