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Perché le orecchie si “tappano” e come comportarsi

Perché le orecchie si “tappano” e come comportarsi

“Non sento bene”. È questa la frase che ripetiamo quando ci troviamo con le orecchie chiuse e la sensazione di sentire suoni ovattati, come se avessimo un calo della percezione uditiva con la conseguente difficoltà di seguire un discorso a toni di voce normali. Si tratta di una situazione diffusa che sembra non avere alcuna causa che la giustifichi. Ebbene, quando si sente il bisogno di “stappare le orecchie”, è invece sempre meglio cercare di capire quali potrebbero esserne le cause anche per prendere, se necessario, le opportune contromisure.

Quali possono essere le cause delle orecchie tappate?

Avere le orecchie tappate è sicuramente una sensazione sgradevole che può accompagnare l’inizio della giornata. Soprattutto la mattina, può capitare di avere la sensazione che all’interno dell’orecchio ci sia una sorta di “perturbazione” che porta a percepire il muco che si addensa non solo nel naso ma anche all’interno di questo organo, magari perché soffriamo di un’infezione virale. Anche la presenza del classico tappo di cerume, – che non è legato, come erroneamente di potrebbe pensare, alla scarsa igiene ma al contrario può essere addirittura un meccanismo protettivo – può diventare uno ostacolo alla percezione dei suoni.

Le possibili ragioni dell’orecchio chiuso, con la sensazione fastidiosa di essere isolati dal mondo esterno anche se magari non si prova dolore, sono diverse. Il medico entra sicuramente in gioco per controllare la situazione quando questa si mantiene nel tempo, ma in molti casi i farmaci di automedicazione possono essere d’aiuto per limitare il fastidio. A patto, ovviamente, che se ne comprenda l’origine. Ed allora, proviamo a fare un viaggio nelle orecchie “tappate”, per scoprire le possibili cause del fenomeno.

Muco, raffreddore e la relazione con le orecchie tappate

L’orecchio chiuso dipende spesso da un’infezione virale. Magari abbiamo mal di gola, sensazione di naso ostruito e avvertiamo anche la sensazione che i suoni ci giungono ovattati, come se all’interno dell’orecchio ci fosse del liquido. La sensazione è simile a quella che proviamo quando usciamo dall’acqua, dopo un bagno, e sentiamo delle “bollicine” che per qualche secondo limitano la percezione uditiva. Quando abbiamo l’orecchio tappato esso è da mettere in correlazione alla presenza di naso chiuso e di muco, soprattutto se la mattina, il muco ci costringe a soffiarci ripetutamente il naso. Esiste, quindi, una stretta relazione tra i fastidi della mucosa nasale (e della gola) e i disturbi all’orecchio. Nell’apparato respiratorio esiste infatti un condotto naturale, le cosiddette tube di Eustachio, che collega le prime vie respiratorie con l’orecchio. Proprio in virtù della “comunicazione diretta” tra i due organi di senso, si comprende facilmente come sintomi che interessano il naso e che sono chiaramente derivanti da una rinite con congestione nasale e starnuti possano di riflesso dare fastidio anche alle orecchie, visto che il muco in eccesso può migrare verso l’organo dell’udito. È proprio il muco che, se arriva all’orecchio, è responsabile della sensazione di orecchio tappato con una sorta di “alterazione” nei normali processi di trasmissione degli stimoli uditivi. 

Il cerume: perché “tappa” le orecchie?

Il cerume è una secrezione naturale delle ghiandole sebacee e ha la funzione di lubrificare il canale uditivo (anche se magari esteticamente poco gradevole) e, soprattutto, di proteggere l’orecchio esterno dalle infezioni. Quindi è un meccanismo protettivo. Ma non è sempre uguale e, soprattutto, può dar luogo a veri e propri accumuli che determinano la formazione di un vero e proprio tappo. Il tappo di cerume diventa, quindi, una possibile causa dell’orecchio chiuso, soprattutto con l’avanzare dell’età.

Il cerume del bambino è, per definizione, “giovane” e un suo accumulo non comporta quasi mai deficit uditivo per quanto i bambini piccoli producano più cerume avendo delle ghiandole più attive. Gli anziani, invece, tendono generalmente a secernere un cerume più secco che più difficilmente viene eliminato in maniera naturale, soprattutto se ci sono protesi acustiche che portano a renderne più difficoltosa l’eliminazione. Il cerume può così formare nel tempo vere e proprie “concrezioni” solide – quello che gergalmente viene chiamato “tappo” – e che, se arrivano a determinare l’occlusione del condotto uditivo esterno, per una iperproduzione o semplicemente perché l’eliminazione non è avvenuta spontaneamente, debbono essere eliminate da un operatore sanitario, previa osservazione dell’interno del condotto uditivo da parte del medico.

In genere, l’accumulo di cerume è asintomatico ma la presenza del tappo può generare riduzione della capacità uditiva, sensazione di pienezza auricolare, ronzii, vertigini e mal d’orecchi.

Altre cause: ristagni d’acqua e scorretta pulizia

Fate anche attenzione all’acqua: se è presente in eccesso nelle orecchie, ad esempio dopo una nuotata, fa aumentare il volume del cerume e può favorire l’ostruzione del canale uditivo. Infine, anche la scorretta pulizia auricolare può favorire la formazione del tappo di cerume: se infatti si spinge il cerume verso l’interno dell’orecchio (per esempio tramite l’uso di corpi estranei come il cotton fioc) se ne favorisce la compattazione e l’accumulo.

Come stappare le orecchie chiuse?

In caso di muco e raffreddore una risposta alle orecchie tappate può venire dai medicinali sintomatici. I farmaci di automedicazione ad azione anti-decongestionante e mucolitica in questi casi, possono essere di grande aiuto favorendo in poco tempo una risoluzione del fastidio, correlata anche a un progressivo miglioramento dell’“ingombro” di muco all’interno delle vie aeree. Attenzione però: non bisogna mai dimenticare che se compare qualche linea di febbre, e questa non scompare e i sintomi peggiorano o non migliorano, occorre chiamare il medico. Il muco all’interno delle orecchie, infatti, può favorire l’ambiente ideale per lo sviluppo di sovra infezioni batteriche, e quindi portare ad un’otite causata da batteri che può essere trattata con antibiotici. Questi farmaci, tuttavia, devono essere prescritti solamente dal medico e assunti, dopo la diagnosi, su sua indicazione.

Per quanto riguarda il cerume in eccesso si può agire utilizzando farmaci che aiutano a scioglierlo, rendendolo più morbido e fluido e quindi facilitarne l’uscita. Inoltre, si può puntare su rimedi locali ad azione antisettica che aiutino a mantenere disinfiammata l’area. 

Orecchie tappate e bambini: fare attenzione

Soprattutto i bambini possono, proprio a causa del muco in accesso, andare incontro ad otiti che vanno sempre valutate dal pediatra per la diagnosi e la terapia. Se ci sono dolori all’orecchio, come può accadere proprio in caso di otite acuta, il cerume può inoltre diventare una “barriera” difficile da oltrepassare per lo sguardo del pediatra che non riesce a “vedere” la parte infiammata e arrossata. Anche in questi casi il cerume va rimosso dal medico.