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Il diabete: ruolo degli stili di vita per prevenirne l’insorgenza 

Il diabete: ruolo degli stili di vita per prevenirne l’insorgenza
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“Acqua che passa”. Forse non ci avete mai pensato, ma sarebbe questo il primo significato della parola diabete. Risale al terzo secolo Avanti Cristo, quando Demetrio di Apameia e Apollonio di Menfi definirono così la malattia, probabilmente pensando, in particolare, ai problemi renali ad essa connessi. 

Dal punto di vista epidemiologico, infatti, la parola deriva dal greco diabḗtēs, “passare attraverso” che fa proprio riferimento all’emissione sovrabbondante di urina provocata dalla malattia.

Ma cosa è il diabete? Come scrive l’Istituto Superiore di Sanita, il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina. l’ormone, prodotto dal pancreas, che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. 

Infatti, in condizioni normali, l’organismo mantiene la glicemia a livelli compresi tra i 55 e i 110 milligrammi per decilitro di sangue, con valori che tendono a salire dopo i pasti e ad abbassarsi a distanza da essi. 

L’equilibrio della glicemia è mantenuto grazie a diversi sistemi, ma fondamentalmente è legato all’azione opposta di due ormoni prodotti dal pancreas: il glucagone e, appunto, l’insulina. La produzione del primo viene sollecitata quando la glicemia si abbassa eccessivamente. Il glucagone induce la mobilizzazione del glucosio dai depositi presenti nell’organismo, aumentandone i livelli nel sangue.  L’insulina è sintetizzata dalle cellule beta presenti nelle isole pancreatiche e porta a un abbassamento della glicemia attraverso vari meccanismi: favorisce la captazione del glucosio da parte delle cellule, favorisce la trasformazione del glucosio nel glicogeno che viene depositato nel fegato e nei muscoli, stimola la glicolisi e incrementa la sintesi dei grassi e delle proteine. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno generando appunto diabete.

Diabete di tipo 1 e 2

Ad oggi, nell’ambito della classificazione del diabete, due sono le forme maggiormente diffuse: il diabete di tipo 1, o insulinodipendente, e il diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 1 si verifica per lo squilibrio del sistema difensivo dell’organismo. Per questo questa forma può essere considerata una malattia autoimmune: le cellule beta del pancreas deputate alla produzione di insulina, l’ormone che ha il compito di controllare il tasso del glucosio nel sangue, vengono, infatti, attaccate e distrutte dai propri anticorpi. Con l’avanzare del processo le cellule attive calano progressivamente e l’insulina diventa insufficiente fino a non essere prodotta del tutto, per cui diventa necessaria la somministrazione di insulina per compensarne la carenza. Questa forma di diabete interessa insorge in giovane età, interessando bambini e adolescenti.

Il diabete di tipo 2, invece, colpisce classicamente gli adulti e rappresenta la stragrande maggioranza dei casi di malattia. In caso di diabete di tipo 2, pur se esiste una predisposizione genetica, la malattia è legata, soprattutto, a un’eccessiva alimentazione e alla scarsa attività fisica, con conseguente sovrappeso. Nel tempo si realizza un deficit progressivo di insulina legato all’esaurimento funzionale delle cellule beta del pancreas o questo determina un progressivo aumento della glicemia. 

Il rapporto tra sovrappeso/obesità e diabete è molto stretto: infatti, l’insulina deve “tamponare” il glucosio già nelle cellule, e un incremento del numero delle cellule adipose può condurre ad una carenza di insulina, dapprima relativa poi assoluta. La malattia viene spesso scoperta per caso nel corso di un esame del sangue. Per questo, soprattutto se si ha familiarità e i classici fattori di rischio (sovrappeso e sedentarietà) è molto importante verificare la glicemia ed ancor più l’emoglobina glicata, parametro molto utile per capire le modificazioni dei valori del glucosio nel sangue nel tempo. 

Scoprire per tempo il diabete ed affrontarlo di conseguenza, in base ai consigli e alle indicazioni del medico, con stili di vita adeguati e se necessario con farmaci, significa tenere sotto controllo i rischi di complicazioni legati alla presenza di questa malattia. 

Al fine però di evitarne o ritardarne l’insorgenza, va ricordato, proprio oggi che si celebra la giornata mondiale per la lotta al diabete quanto uno stile di vita sano che prevede una regolare attività fisica e una alimentazione bilanciata che consenta anche di controllare il peso, rappresentino armi formidabili per restare in salute più a lungo.

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