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Insonnia: tre effetti indesiderati che forse non sai

Insonnia: tre effetti indesiderati che forse non sai
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Siamo sempre più insonni. Se non per quantità di ore passate con le palpebre chiuse, almeno per qualità del tempo dedicato al .  Sempre più tablet e smartphone diventano compagni anche nelle ore notturne e con la loro luce può influire sulla produzione di , e alterare uno dei meccanismi che regola i ritmi sonno-veglia. Questo è solo un esempio di quanto ormai riposare abbastanza e bene sia difficile. L’organismo umano ha, al contrario, bisogno del sonno, che deve essere soddisfacente sia sotto l’aspetto quantitativo che qualitativo. Dormire poco e male ha ripercussioni sia sul corpo che sulla mente. Oggi, 18 marzo, si celebra la Giornata Mondiale del Sonno e Semplicemente Salute, in un mondo che sempre di più fa i conti con l’insufficiente quantità e qualità del sonno a tutte le età, in occasione di questo appuntamento, vuole segnalare tre aspetti negativi per il , correlati all’ e al cattivo riposo. 

  1. Sistema nervoso in tilt. Il riposo notturno è una sorta di “ricupero” per il cervello, che si realizza soprattutto quando compaiono le onde “lente”, classiche del sonno profondo. Se non si ottiene una sufficiente “ripresa” dei neuroni durante la notte, col tempo si accumula la “difficoltà” cerebrale che contribuisce a spiegare la comparsa dei problemi diurni come o scarsa concentrazione. La mancanza di sonno incide pesantemente anche sulla memoria: numerosi studi hanno evidenziato che il sonno facilita i processi di apprendimento e di consolidamento della memoria perché i ricordi sembrano fissarsi meglio in memoria durante il sonno. 
  2. in crisi. Esiste uno stretto rapporto tra metabolismo, regolazione del peso corporeo e insonnia. Diversi studi hanno mostrato che i soggetti che dormono di meno hanno una possibilità più alta di divenire obesi e, d’altra parte, i soggetti obesi – indipendentemente dalla presenza di apnee notturne – si lamentano più frequentemente di diurna. Spiegare questa correlazione non è semplice, tuttavia si è osservato che la restrizione di sonno può determinare alterazioni nella secrezione di che regolano il senso dell’appetito e la spesa energetica.  
  3. Difese carenti. Il sonno incide sull’attività del e sulla modulazione dell’infiammazione, fenomeno che entra in gioco non solo nella risposta alle infezioni ma anche nella genesi di patologie cardiovascolari come l’infarto del miocardio. A “gestire” il delicato rapporto tra sonno e sistema immunitario sarebbe in particolare una sostanza chiave nel processo dell’infiammazione, chiamata interleuchina-1, che è attiva anche sui neuroni che regolano il sonno e sui neurotrasmettitori – come la serotonina – usati dai neuroni per comunicare tra loro. Quando la mancanza di sonno diventa cornica questo incide sulla efficienza del sistema immunitario rendendo più vulnerabili. 

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