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Il malocchio, mito o realtà?

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Ci sono giornate che nascono con il piede storto. E ci sono piccoli malanni, da una banale fino ad una cefalea o a un , che si sviluppano senza una causa apparente. Per questo, quando magari non tutto va per il verso giusto come accade anche in , siamo portati a pensare che esista qualcosa di “strano” che influisce sul nostro psicofisico.

Per questo chiamiamo in causa il malocchio, che tuttavia è frutto più della nostra psiche che di una realtà scientifica.

Per la scienza, infatti, il malocchio non esiste e resta confinato tra le credenze popolari e la superstizione.

Secondo cui alcuni mal ci colpiscono per il potere malefico dello sguardo di alcune persone (malocchio è infatti l’unione di “malo” e ” occhio “, cioè guardare con occhio cattivo).

Pure se parliamo di qualcosa che non ha alcun fondamento reale, chi è particolarmente superstizioso e crede al malocchio, può più facilmente essere soggetto ad e stress.

Inoltre, ci sono casi in cui il malocchio è, ancora oggi, talmente parte della vita quotidiana da condizionarla, come accaduto in Kenya quando, qualche anno fa, alcuni mullah islamici hanno lanciato una sorta di invettiva che metteva a rischio la salute di alcuni ladri che si sono affrettati a restituire il maltolto per non correre rischi.

Nei secoli, poi, in alcune culture, il malocchio con i suoi indimostrati influssi negativi sulla salute è stato individuato come la vera e propria causa di malattie, soprattutto per i , tanto da far sviluppare unguenti e rituali per “liberare” i più piccoli da , difficoltà a prendere e altri piccoli disturbi. Così si spiega perché capita ancora che in Maghreb si parli di “el ein”, in Nord America di “evil eye” e che “mal de ojo” in alcune zone dell’America latina siano parole ancora usate. Ma non pensateci. La scienza dice che non esiste, anche se a volte abbiamo bisogna di pensare a qualcosa di estraneo per spiegare sintomi e segni che non hanno una spiegazione chiara.

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