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Ritorno all’ora solare, gli effetti sul nostro corpo

Ritorno all’ora solare, gli effetti sul nostro corpo

Ci siamo. Anche se si parla da un po’ di tempo del possibile mantenimento dell’ora legale per favorire i risparmi energetici, sta per ritornare, anche quest’autunno, l’ora solare. Si rimettono indietro gli orologi, le giornate si accorciano… i ritmi vanno riassestati, magari facendo attenzione all’ora del riposo, della sveglia e alle abitudini a tavola. L’importante è non forzare troppo la situazione. Soprattutto nei primi giorni, con le nuove abitudini, si possono creare, in persone più sensibili (ad esempio, anziani e bambini, ma non solo), le condizioni per sviluppare una leggera insonnia o sentirsi pervasi da una sensazione d’ansia. Come comportarsi? Ecco qualche semplice consiglio.

Gli effetti dell’ora solare sull’organismo

29 ottobre 2023: è la data del cambio all’ora solare. Le lancette dei nostri orologi stanno per essere spostate indietro di un’ora. Cosa cambia? Sostanzialmente, la mattina avremo più luce. Quindi magari la “sferzata” sull’organismo potrebbe arrivare prima, per chi è particolarmente sensibile ai mutamenti dell’illuminazione ambientale. Ma di certo, col tempo, le giornate tenderanno a farsi sempre più brevi. E quindi le ore di luce sono destinate ad autolimitarsi nel tempo. Per qualcuno tutti questi mutamenti possono passare senza alcun problema, ma ci sono persone particolarmente sensibili che, col passaggio all’ora solare, possono avere effetti sulla salute.

Stanchezza e insonnia passeggera o comunque un riposo poco soddisfacente sono i disturbi più frequentemente legati al passaggio all’ora solare. È necessario, infatti, che il corpo si sincronizzi con il cambiamento di orario, che incide inevitabilmente sul ciclo del sonno. Purtroppo, le conseguenze di queste alterazioni, avvertite in modo più o meno forte a seconda della predisposizione soggettiva, per alcuni possono essere più difficili da sopportare. Si va dalla sonnolenza fino al mal di testa e a una sensazione generale di malessere, passando per irritabilità, riduzione dell’appetito, problemi di concentrazione e di memoria. 

Chi è più sensibile al cambio dell’ora

Come avviene per le meteoropatie, le reazioni ai cambiamenti dell’ora in autunno tendono a interessare soprattutto alcune persone. Ovviamente gli organismi maggiormente esposti ai fastidi sono quelli che più possono avere difficoltà nell’adattamento, ovvero quelli degli anziani e dei bambini piccoli. Ma va detto che i mutamenti della luce possono influire significativamente sul benessere psicologico, ovviamente nei soggetti predisposti. Per questo chi deve fare i conti con l’umore non propriamente positivo e chi soffre di depressione o disturbi simili può avere difficoltà maggiori ad affrontare questa fase. Nelle forme più serie, ovviamente, deve essere il medico a offrire i necessari consigli sul da farsi. Ma per i sintomi occasionali, a partire dai disturbi del sonno per arrivare fino a mal di testa e ai problemi digestivi, i farmaci di automedicazione possono essere di grande aiuto per affrontare la situazione.

Cosa fare per affrontare il passaggio all’ora solare

Aprite “bene” e all’ora giusta per voi le porte. Attenzione, non stiamo parlando di modificare gli ambienti della casa. Le porte cui si fa riferimento sono quelle del sonno, legate alle abitudini dell’organismo. Il corpo si adatta a riposare sempre a una stessa ora, mentre a volte si fatica a prendere sonno quando si va a dormire più tardi. È, quindi, consigliabile mantenere un sonno normale il sabato sera, quando gli orologi saranno regolati indietro, e svegliarsi al mattino secondo il solito orario. Inoltre, bisogna ricordare che il sole sorge un’ora prima, meglio, quindi, “bloccare la luce” e tenere la zona notte buia per evitare di svegliarsi prima e di perdere sonno. Con le finestre aperte si rischia di essere invasi dalla luce prima. 

L’ambiente, infine, va considerato con grande attenzione: come accade per il rumore, anche una temperatura eccessivamente elevata – molto più che un clima freddo – rende difficile il riposo. L’ideale è mantenere la camera da letto intorno ai 20-22 gradi, ricordando che anche coperte e lenzuola contribuiscono a creare un microclima più o meno favorevole al riposo. Evitate poi di rimanere a letto senza chiudere gli occhi: se non si riesce a prendere sonno, conviene piuttosto alzarsi, magari per dare tempo all’organismo di prepararsi al riposo, sfruttando la lettura di un buon libro o l’ascolto di musica. 

Ultime raccomandazioni. A tavola evitate di mangiare troppo tardi la sera e state leggeri, soprattutto se si va a dormire poco dopo aver mangiato. E non allenatevi a tarda sera, almeno per qualche giorno.  L’attività fisica andrebbe fatta qualche ora prima di prendere sonno, altrimenti c’è il rischio di avere un’eccessiva stimolazione dell’organismo che rilascia sostanze legate allo sforzo e può, quindi, avere effetti “eccitanti”.