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Piede d’atleta: come affrontarlo, dal bicarbonato ai farmaci

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Un bel pediluvio è sempre una buona idea per rilassarsi facendo però attenzione ad asciugare bene i piedi, passando la pezza anche tra le dita per evitare che rimanga quell’umidità in grado di favorire la comparsa dei , ovvero i che possono provocare diverse della pelle tra cui quella del cosiddetto “piede d’atleta”.

Come riconoscere una micosi ai piedi

Il fastidioso disturbo è causato da una particolare famiglia di funghi che “amano” l’umidità, i dermatofiti. Esistono diversi tipi di dermatofiti, ognuno dei quali “specializzato” nell’attaccare una porzione di pelle.

Nel caso del piede d’atleta i responsabili sono soprattutto i tricofiti e tra questi soprattutto la tinea pedis. Il loro sviluppo coincide con la comparsa di leggere desquamazioni che interessano inizialmente il quarto e/o il terzo spazio interdigitale, di solito generando prurito.

A volte, se le lesioni non vengono individuate, la pelle può macerare e il processo patologico tende ad allargarsi anche agli altri spazi interdigitali. Si possono formare allora piccole bolle e macchie rossastre, che tendono a confluire a manifestarsi anche sui lati delle dita.

Non va sottovalutato infine il pericolo che la micosi del piede di atleta di estenda anche alle unghie. Quando ciò avviene l’unghia viene lentamente “rosicchiata” dall’attacco dei miceti e assume un colorito grigiastro. Il problema non crea dolore e quindi si rischia di sottovalutarlo, se non fosse per il prurito negli spazi tra le dita. Ma è importante invece fare attenzione. Se compaiono leggere desquamazioni cutanee tra le dita, i funghi sono in agguato!

Prevenzione

La prevenzione del piede d’atleta parte innanzitutto proprio dall’igiene e dall’attenzione all’umidità locale, fattore che agevola lo sviluppo delle micosi cutanee. Per questo, specie per chi fa (non per nulla, si chiama piede d’atleta) è importante fare attenzione se si frequentano gli ambienti caldi e umidi delle piscine e delle palestre.

Negli ambienti comuni, come docce o spogliatoi, è sempre necessario l’uso delle ciabatte e resta fondamentale una attenta asciugatura della cute dopo il contatto con l’acqua. E poi, soprattutto se si è tenuto a lungo le scarpe chiuse, favorendo la sudorazione del piede, soprattutto in questa stagione,… un bel pediluvio rappresenta una buona soluzione per i piedi stanchi magari fatto sfruttando l’azione lenitiva e rinfrescante di miscele di erbe.

e cure

Per il piede d’atleta, in particolare, tra i rimedi naturali ce n’è uno la cui validità pare aver trovato riscontro anche in pubblicazioni scientifiche.
È l’utilizzo del bicarbonato di sodio, che non serve solamente per aiutarci nella digestione quando abbiamo esagerato a tavola. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Mycopathologia, infatti, il bicarbonato di sodio avrebbe un’attività antifungina, quando applicato direttamente sulla pelle.

La preparazione è semplice: basta far sciogliere il bicarbonato in acqua calda e poi applicarlo sull’area interessata dal fenomeno.

Oltre al bicarbonato di sodio, ovviamente, esistono trattamenti farmacologici semplici ed efficaci per affrontare il problema. Il ricorso a principi attivi ad azione antimicotica può infatti aiutare ad affrontare le fungine. In genere, le lesioni dovute ai miceti non scompaiono da o, comunque, tendono a ripresentarsi, soprattutto se non curate adeguatamente. In tal senso va ricordato che non bastano pochissime applicazioni per risolvere in via definitiva il problema ma occorre tempo e un pizzico di pazienza.

A volte, quando il quadro clinico è più grave, occorre poi parlarne con il medico che può eventualmente indicare trattamenti da assumere per . L’arma migliore per ridurre i rischi, comunque, rimane la prevenzione. Soprattutto chi fa sport e dopo l’attività fisica si rilassa con una doccia deve abituarsi ad asciugare sempre bene la pelle e a calzare un paio di ciabatte, per evitare il contatto diretto con i basamenti dell’impianto igienico: spesso l’infezione nasce perché si cammina a piedi nudi dove già altre persone hanno “depositato” i microorganismi fungini.

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