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Perché il sonno perso non si recupera più

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Fare le ore piccole, a qualunque età, non è mai una buona scelta e lo è ancora di meno se diventa un’abitudine. Dormire male e poco può avere un impatto significativo sullo stato di salute generale e sulla qualità della vita di una persona, portando a disturbi del sonno e in alcuni casi anche a un’insonnia cronica. Inoltre, a differenza di quanto si possa pensare, le ore di sonno perse non sono recuperabili, neanche dormendo per molte ore durante il giorno dopo o nel fine settimana. I benefici del sonno, infatti, non si recuperano mai al 100%, soprattutto se si dorme poco per abitudine.

Una buona qualità del sonno è fondamentale per diverse ragioni, prima fra tutte per il benessere fisiologico del , il quale, grazie al , riesce a ridurre le ansie e l’attività che lo pone sotto stress durante tutto il giorno. Perché il cervello possa quindi svolgere al meglio le funzioni necessarie a garantire l’efficienza delle attività cognitive nel corso delle ore di , è fondamentale dormire con regolarità e per la giusta durata ogni notte (la media è di otto ore, ma la durata può variare in relazione al tempo e all’età). Se dormire poco può generare problemi di concentrazione, stanchezza e irritabilità, anche dormire troppo può non essere salutare, con la conseguenza che, proprio quando vorremmo e dovremmo sentirci più riposati e rilassati, avvertiamo una sensazione di malessere fisico e mentale.

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