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Mal di stomaco: i sintomi più frequenti e come comportarsi

Mal di stomaco: i sintomi più frequenti e come comportarsi

Spesso diciamo solo “mi fa male lo stomaco”. Ma se dovessimo fare l’elenco dei possibili disturbi legati allo stomaco, ci accorgeremmo di trovarci quasi ad affrontare una sorta di puzzle dai molteplici tasselli.

Quali sono i problemi più frequenti allo stomaco?

C’è chi soffre per l’eccesso di acidità, chi riferisce un fastidioso bruciore, chi lamenta una digestione lenta (quella che i medici chiamano dispepsia), chi sente la pancia gonfia d’aria con relativo meteorismo, chi associa ai disturbi gastrici anche problemi che riguardano l’intestino come la diarrea o la stitichezza. Insomma, l’elenco delle possibili manifestazioni che indicano che qualcosa non funziona al meglio a livello di apparato-gastrointestinale è lungo. E allora, proviamo a districarci insieme tra i tanti volti di un diffuso disturbo, il mal di stomaco. 

Quando il mal di stomaco nasce dalla cattiva digestione

La digestione lenta, che spesso definiamo “cattiva”, determina la comparsa di una serie di situazioni fastidiose quali senso di pesantezza, nausea, a volte vomito, sonnolenza, bruciore e talvolta acidità di stomaco. Si tratta di sintomi che derivano proprio dal rallentamento delle funzioni digestive e che possono presentarsi soprattutto dopo un pasto particolarmente ricco e abbondante.

Il quadro sintomatologico è legato all’attività della prima parte del tubo digerente. Normalmente il cibo, che dalla bocca scende verso lo stomaco masticato, subisce proprio nello stomaco diverse trasformazioni che lo rendono semiliquido, grazie a due azioni: da un lato gli alimenti vengono attaccati dai succhi gastrici che li “distruggono” e li rendono digeribili, dall’altro sono “agglomerati” tra loro e spinti in avanti dall’azione coordinata della muscolatura gastrica, che tende a mandare verso il piloro e il duodeno il contenuto di questo grande “sacco naturale”. Basta però che uno di questi due meccanismi non funzioni al meglio perché tutto il processo digestivo risulti rallentato e compaiano appunto i disturbi della cattiva digestione.

Le possibili cause della digestione lenta         

Un repentino calo di temperatura subito dopo mangiato, un pasto a base di intingoli e altri alimenti ricchi in grassi e quindi più “pesanti” oppure l’abuso di alcolici possono mandare in crisi lo stomaco. Anche altri elementi, come l’impiego protratto di farmaci “gastrolesivi” o lo stress intenso possono scatenare un quadro di dispepsia, che si può manifestare anche con nausea.

Nausea e vomito: tra i sintomi più comuni della cattiva digestione 

Se è vero che nausea e vomito spesso vanno insieme, tuttavia, è innegabile che si tratta di due condizioni diverse. Come molti sanno per esperienza, la nausea è una sensazione sgradevole caratterizzata da un generale senso di fastidio, inappetenza, sensazione di “stomaco sotto sopra” e desiderio di emettere all’esterno il contenuto dello stomaco. Il vomito vero e proprio è lo svuotamento incontrollato del contenuto gastrico attraverso la bocca.

La nausea può avere diverse cause. Senza fare riferimento a quadri clinici particolari, oltre ad essere legata al “semplice” eccesso nell’assunzione di alimenti, la nausea è un disturbo tipico della cinetosi (mal di mare o d’auto) e può essere inoltre stimolata da sensazioni emotive poco gradevoli (ad esempio uno spettacolo particolarmente truce).

Il vomito, invece, se non è di origine infettiva, si lega alla cinetosi (il caso tipico è quello dei bambini che dopo una forte nausea vomitano durante un viaggio), oppure è sempre derivante dall’insorgere di problemi gastrointestinali e, quasi sempre, è collegato a eccessi alimentari

Non solo cattiva digestione: mal di stomaco e gastroenteriti

Ricapitolando, il dolore di stomaco compare spesso dopo un pranzo e può essere dovuto a un’alterazione della mucosa o dei “movimenti” della prima porzione del tubo digerente. Nella maggior parte dei casi, quindi, in particolare nelle persone altrimenti sane, un leggero dolore di stomaco, unito sovente a pesantezza e nausea può essere solo il segnale di una cattiva digestione e risulta legato allo “stress” o alle libagioni eccessive.

Tuttavia, lo stomaco può far male perché è in atto un problema di altro tipo, ad esempio quando il sistema gastrointestinale va in sofferenza in caso di gastroenterite. Le gastroenteriti sono infezioni, spesso causate da virus (si parla di gastroenteriti virali) ma anche dall’assunzione di alimenti non propriamente ben conservati o comunque poco salutari, che possono manifestarsi proprio con crampi allo stomaco, nausea e vomito, dolori all’intestino e diarrea

Mal di stomaco e sintomi gastrointestinali ricorrenti

Attenzione però: quando il mal di stomaco, sia esso vero dolore o piuttosto un bruciore, non tende ad passare oppure quando si ripresenta costantemente in alcuni periodi dell’anno (primavera e autunno), non va sottovalutato. Potrebbe essere il segnale di un’ulcera, di una grave gastrite o magari di un importante disturbo della motilità gastrica. Quando lo stomaco “rallenta” rendendo spesso la digestione prolungata, con nausea frequente, alito cattivo aerofagia e tensione addominale ricorrenti o quando bruciore e rigurgito sono “la norma” sempre meglio parlarne con il proprio medico di fiducia.

Prevenire e curare  il mal di stomaco e gli altri disturbi intestinali più comuni 

1) La prevenzione e le buone abitudini

La prevenzione è fondamentale per ridurre il mal di stomaco e tutti gli altri  sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale. Chi va spesso incontro a uno o più dei vari sintomi che abbiamo sommariamente descritto dovrebbe puntare innanzitutto su un’alimentazione attenta, in particolare per quanto riguarda l’apporto di grassi alimentari che, proprio per le loro caratteristiche, richiedono una digestione particolarmente laboriosa. È importante evitare i condimenti troppo elaborati, lasciando più spazio a frutta e verdura, e rispettare l’orario dei pasti rifuggendo da vere e proprie “overdose” alimentari concentrate in un unico momento della giornata.

Importante, quando ovviamente esistano sintomi come l’eccesso di acidità e la risalita dell’acido stesso verso l’alto, adottare anche qualche semplice misura: ad esempio è importante mantenere la testa leggermente rialzata rispetto al resto del corpo quando si sta a letto, evitare indumenti eccessivamente stretti sull’addome, perché possono favorire il reflusso dell’acido verso l’alto, e rispettare l’orario dei pasti non andando a letto troppo a ridosso dell’orario del riposo. Oltre a cercare di ridurre lo stress, anche masticando lentamente e con cura gli alimenti, occorre, infine, prestare attenzione ad alcuni farmaci, magari assunti per periodi prolungati se si soffre di artrosi o altre patologie simili. La mucosa dello stomaco, col tempo, può sopportarli con difficoltà.

2) Usare correttamente i farmaci di automedicazione

In caso di disturbi legati al mal di stomaco e a problemi gastrointestinali il ricorso ai farmaci di automedicazione può essere un valido aiuto quando i vari sintomi si manifestano occasionalmente e hanno breve durata. Proprio in base al disturbo predominante, si può scegliere il tipo di approccio. 

L’acidità gastrica può essere agevolmente neutralizzata con i farmaci antiacidi che hanno il compito di “tamponare” l’eccesso di acido cloridrico o ridurne all’origine la produzione.

Quando invece il dolore si manifesta con pesantezza di stomaco e nausea si possono impiegare altri farmaci da banco – i cosiddetti procinetici – che aumentano la motilità della muscolatura dei visceri, accelerano i tempi di transito e favoriscono lo svuotamento dello stomaco. Si tratta solo di esempi. 

Ricordiamo però che occorre fare attenzione e, se i disturbi non passano o peggiorano e, ad esempio, si notano perdita di peso, difficoltà a deglutire, feci scure e sangue nel vomito, va sempre consultato il medico