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Tonno, attenti all’istamina

Tonno, attenti all’istamina
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Fa parte, e a buon diritto, dell’alimentazione mediterranea. Ed è un pesce sano che può aiutare il nostro benessere. Stiamo parlando del tonno, di cui si celebra la Giornata Mondiale il 2 maggio. Sia al naturale che conservato sott’olio o fresco, contiene proteine e grassi buoni. Ma, seppur rarissimamente, il consumo del tonno fresco può dar luogo a quadri che ricordano quelli dell’allergia. In alcuni casi, per le persone predisposte, in presenza di allergia ad altri pesci o molluschi si può sviluppare una sorta di allergia crociata. Questo significa che l’organismo diventa sensibile a componenti della carne di pesci simili a quelli ai quali si sa di essere allergici. A determinare le reazioni allergiche nelle persone predisposte sono, infatti, i tessuti muscolari del pesce, cioè le carni che mangiamo. In pratica, il sistema immunitario trova una sorta di “similitudine” tra le componenti antigeniche di pesci cui si è allergici e la carne del tonno. Di conseguenza, il sistema immunitario, dopo l’assunzione del tonno, può dare il via ad una reazione allergica simile a quella che si avrebbe avuto se si fosse ingerita la carne di un altro pesce a cui, appunto, si è allergici. 

Tale reazione, potrebbe essere determinata, dal meccanismo biologico delle allergie, con la liberazione di citochine infiammatorie, tra cui l’istamina, che sono alla base dei disturbi tipici di una manifestazione allergica. Ma non si tratta dell’unica ipotesi possibile. Si sa, infatti, che il tonno stesso può liberare istamina, cioè la sostanza che entra in gioco in queste reazioni. Quindi può anche accadere che mangiando la carne di tonno, nei soggetti predisposti si abbia una liberazione massiccia di istamina: questa condizione può portare, nelle forme gravi, a un drammatico calo della pressione arteriosa. L’istamina che viene liberata nel sangue, infatti, induce una spiccata vasodilatazione, cioè fa allargare di molto il calibro dei vasi sanguigni. Questo evento porta, ovviamente, ad un calo brusco della pressione arteriosa con insufficiente irrorazione di sangue e ossigeno degli organi più importanti come il cervello ed il cuore. Per cui si può verificare una perdita di coscienza e un vero e proprio collasso.

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