Ciao, sono bollino!
7 Novembre 2019

Fumo di sigaretta e smog fanno rima con tosse

Ippocrate chiamava la “la voce del polmone”. Se vivesse oggi, probabilmente direbbe che questa voce subisce tante, troppe influenze esterne che rendono sempre più diffuso il colpo di , ad ogni ora della giornata. Ci si riferisce soprattutto all’ atmosferico. L’aria che si respira nel centro di una metropoli o in prossimità delle strade più trafficate infatti rischia di diventare un vero e proprio “aerosol” di sostanze inquinanti capaci di irritare le vie respiratorie.

A soffrire di più sono i bambini. Ma tra le cause ambientali da non sottovalutare c’è anche il fumo delle . Tra le oltre quattromila sostanze nocive presenti nel fumo, la in particolare è responsabile dell’immediata ostruzione bronchiale che provoca tosse o . E a causare problemi è sufficiente il cosiddetto fumo passivo o involontario. Anche in questo caso i danni maggiori si registrano in età pediatrica. L’incidenza della tosse in un bambino che ha anche un solo genitore che fuma aumenta del 20 per cento e sale al 40 per cento se a fumare sono entrambi i genitori.

Eppure, a ben vedere, il colpo di tosse, ovvero l’improvvisa e rumorosa espulsione d’aria delle vie aeree superiori per respingere sostanze estranee penetrate nell’albero respiratorio, è un meccanismo di difesa delle vie aeree che, in questo modo, riescono a drenare all’esterno impurità inspirate, polveri e sostanze nocive e irritanti, delle strade. In altre parole: tossendo, la persona ripulisce i bronchi e consente un regolare passaggio dell’aria inspirata. Di per sé, quindi, la tosse deve essere reputata utile, anche se fastidiosa. Il suo compito è infatti quello di segnalare che esistono difficoltà alla normale respirazione, che possono trovarsi lungo i vari punti di passaggio dell’aria all’interno delle vie respiratorie: lungo la laringe, in corrispondenza delle , sulla parete dei bronchi, all’interno della cassa toracica. Inoltre, pur se capita molto raramente, la tosse può anche essere il segnale di malattie di altri organi, come il cuore. Anche in questo caso l’accesso di tosse nasce, comunque, a difficoltà lungo le vie respiratorie, legate magari al fatto che un leggero edema polmonare, derivante dall’accumulo di liquido all’interno dei polmoni per l’insufficiente azione del cuore, rende necessario uno sforzo di “pulizia” delle vie respiratorie. E proprio il colpo di tosse è il tentativo che il corpo fa per recuperare una valida capacità respiratoria. Per questo si dice spesso la tosse non è una patologia, ma piuttosto un sintomo che indica difficolta respiratorie legate a fattori diversi. E proprio perché è un sintomo, quando di presenta occasionalmente, può essere trattato con i , che vanno scelti in base alle caratteristiche del disturbo, sempre ricordando che se il fastidio si mantiene nel tempo occorre parlarne con il medico per individuarne la cause.

Anche se il colpo di tosse sembra quasi sempre lo stesso in tutte le circostanze, in realtà non è così. Ad esempio ci sono le tossi secche, che nascono da una della o dal mal di gola e che quasi mai portano all’emissione di muco. Questo invece si produce nella cosiddetta tosse “grassa” che compare in presenza di infiammazioni o infezioni delle basse vie respiratorie. La tosse roca, invece, può segnalare un’ delle corde vocali. Per questo anche la scelta delle cure va fatta caso per caso. In alcune circostanze conviene puntare sui farmaci che aiutano a rendere più fluido il muco, mentre in altre circostanze bisogna soprattutto contrastare l’ o ancora favorire l’igiene delle vie respiratorie alte con collutori o composti ad azione antisettica mirata.