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Vaginite da candida, come riconoscerla e trattarla

Vaginite da candida, come riconoscerla e trattarla
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Si fa presto a dire candida. Dietro questa denominazione, che può ricordare un aggettivo che parla di limpidezza e bellezza, c’è infatti uno dei funghi più diffusi e responsabili di infezioni fungine o in diverse sedi del corpo. Infatti, la candida può aggredire la pelle e non solo. Gli organi genitali, infatti, possono diventare sede di infezione da candida albicans, il più noto di questi miceti, sia per lui che per lei. 

Prurito, bruciore e perdite: come riconoscere la vaginite

La vaginite, quindi, rappresenta uno dei fastidi più comuni sovente legata a  una infezione da candida ma non solo. In termini generali, la vaginite è un’infiammazione della mucosa della vagina che può avere origine diverse. In alcuni casi si tratta di una forma infettiva, legata al riprodursi di batteri, virus e, appunto, funghi.  In altri si origina in seguito ad un trauma, legato magari all’uso di pantaloni eccessivamente stretti, o ancora all’abuso di sostanze irritanti presenti in lavande impiegate in eccesso o derivante da una reazione allergica. Quando invece entrano in gioco infezioni batteriche il quadro si manifesta con perdite molto abbondanti dall’odore sgradevole e di colore grigiastro.Infine va ricordato che a volte il quadro può essere legato ad infezione da Trichomonas vaginalis, che provoca perdite giallastre, cremose e maleodoranti, oltre che un forte dolore.

Nella metà circa delle situazioni comunque la vaginite è conseguente ad un’infezione, legata molto spesso proprio ad una da candida. Questa forma provoca perdite bianche, prive di odore e molto vischiose, che si accompagnano a prurito, bruciore, arrossamenti e spesso comporta dolore durante la penetrazione. Per questo occorrerebbe sempre astenersi dai rapporti intimi nelle fasi in cui è in corso l’infiammazione. In caso di candida va sempre poi scongiurato il fenomeno del “ping-pong” che si verifica quando l’infezione si trasmette da un partner all’altro. Per evitare, quindi, che il disturbo si ripresenti interessando la coppia è sempre opportuno che le cure vengano fatte da entrambi. Ma come va affrontata la vaginite?

Farmaci, creme e rimedi per contrastare la vaginite

La diagnosi di vaginite va fatta sempre da un ginecologo, anche perché in alcuni casi può essere presente un’infezione delle vie urinarie concomitante. 

Tuttavia nell’attesa della visita dello specialista un sostegno sintomatologico alla donna può venire anche dai farmaci di automedicazione possono aiutare a contrastare il prurito e il bruciore. Esistono in questo senso creme anestetiche da applicare localmente e lavande contenenti antinfiammatori o soluzioni disinfettanti. Anche in caso di sospetta infezione, poi, la donna può applicare lavande che contengono medicinali ad azione antisettica.

Quando invece si ipotizza un’origine fungina del quadro infiammatorio, caso mai perché la si riconosce per pregressa esperienza, si può anche ricorrere ad una terapia con antimicotici locali. Sempre meglio comunque consultare lo specialista per una valutazione del quadro clinico e l’identificazione della terapia più opportuna. In generale, in caso di infezioni fungine, è sempre necessario seguire attentamente la terapia senza interromperla anche quando i sintomi sono regrediti al fine di evitare che l’infezione ricompaia. Può infatti succedere che, anche se apparentemente debellate, le vaginiti da candida tendano a ripresentarsi dopo qualche mese. Ci sono diverse ricerche condotte tra chi va spesso soggetto a infezioni fungine, e quindi si ritiene quasi “predestinato” a soffrirne ciclicamente, che dimostrano proprio come la mancanza di costanza sia il motivo primo delle recidive. È provato che se il trattamento non si protrae per il tempo necessario, a volte anche per alcune settimane, si ottiene solo una remissione dei sintomi ma non si arriva ad eliminare completamente le spore dei funghi, cioè i progenitori da cui nasceranno nuovi nemici responsabili di altre infezioni.

Come prevenire il rischio di vaginite?

Una valida igiene intima è la miglior arma preventiva per ridurre il rischio di andare incontro a vaginite. Oltre a questa semplice regola, tuttavia, ci sono altri elementi cui occorre prestare attenzione, ad esempio la scelta degli indumenti. Si sa che i pantaloni eccessivamente attillati possono rappresentare un potenziale problema per la donna soggetta a queste infezioni, specie se confezionati con stoffe particolarmente ruvide come accade per i jeans. Molto meglio quindi indossare indumenti non troppo stretti, magari di cotone, proprio per evitare “contatti” ravvicinati con tessuti che possono avere un’azione irritante sulle parti intime. Se possibile, anche quando si vive insieme ad altre persone, sarebbe poi fondamentale evitare l’impiego promiscuo degli asciugamani. 

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