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Pidocchi dei capelli: come riconoscerli ed eliminarli

Pidocchi dei capelli: come riconoscerli ed eliminarli

Il rientro a scuola può fare si che i bambini tornino a casa con nuovi sgraditi compagni:  pidocchi! Possono essere tanti anche se non subito li vediamo e riconosciamo. Di solito, ci accorgiamo della loro sgradita presenza proprio quando il bambino comincia a lamentare un fastidioso prurito al capo.  Ma è solo quando passiamo le mani tra i suoi capelli che può capitare di notare i piccoli parassiti. Il pidocchio, e più in particolare il pediculus humanus capitis, ossia il pidocchio della testa, è lungo dai 2 ai 4 millimetri, di colore variabile dal bianco panna al grigio, ed è lui il responsabile delle invasione delle teste dei nostri bimbi.

Pidocchi: cosa sono e perché infestano i capelli dell’uomo

Come dice lo stesso nome il pediculus humanus capitis è un parassita obbligato dell’uomo. Cosa significa? Si può mantenere “vivo” esclusivamente nutrendosi di sangue umano, per cui ha bisogno di vivere vicino al cuoio capelluto. Lontano da questo ambiente riesce a sopravvivere poco più di una settimana. 

Come si sviluppano e si riproducono i pidocchi dei capelli?

In genere i pidocchi hanno un ciclo di replicazione ben definito. Quando si trova in un ambiente alla temperatura ideale per il suo sviluppo, intorno ai 35-36 gradi, la femmina del pidocchio si attacca alla base del capello e vi depone le uova. Queste uova, chiamate lendini, si fissano in prossimità della radice del pelo attraverso una speciale sostanza chiamata chitina. Le lendini vengono prodotte in grande quantità dalla femmina adulta, che può deporne anche cinque o sei al giorno. Sono di colore biancastro e quasi invisibili, perché il loro diametro si aggira intorno al mezzo millimetro. Nelle lendini il parassita cresce, raggiungendo lo stadio di ninfa. A questo punto la ninfa esce dall’uovo, che quindi rimane un contenitore vuoto sul capello, mentre la ninfa cresce e diventa adulta, riprendendo la via riproduttiva se femmina. 

Ogni femmina deposita fino a 300 uova nella sua vita, che dura da uno a due mesi. Bastano queste cifre per capire come la replicazione del parassita possa essere rapida e se aggiungete che i pidocchi si possono facilmente spostare da una persona all’altra, e che possono migrare dagli oggetti che entrano in contatto con i capelli infestati, come pettini, spazzole, lenzuola  o cuscini, fino al capo del malcapitato, ecco che la “frittata” è fatta ed è molto comune che nelle classi o in famiglia i pidocchi vadano di testa in testa.

Come riconoscere i pidocchi dei capelli? 

“Mi prude la testa”. Il bambino, all’asilo come a scuola, si accorge quasi sempre così dell’incontro ravvicinato tra l’epidermide del suo capo e i pidocchi. Il prurito, infatti, è il sintomo più classico dell’infestazione. Dove inizia il prurito derivante dai pidocchi? All’inizio quasi sempre il parassita si riproduce nei pressi della nuca e dietro le orecchie. Queste zone del cuoio capelluto sono anche quelle in cui le lendini vanno ricercate con maggior attenzione e dove  c’è il rischio che si creino lesioni causate dal continuo grattamento.

Ma come fare per essere certi  di essere in presenza di una infestazione di i pidocchi, condizione scientificamente definita pediculosi? Come fare ad avere una diagnosi certa quando ad esempio non vediamo i parassiti camminare tra i capelli? Riconoscendo le lendini (cioè le uova), che non vanno confuse con la forfora, sebbene esse la ricordino. Le lendini presentano, rispetto ad essa, un elemento che consente di riconoscerle senza difficoltà. Se si scuotono leggermente i capelli in cui si trovano le sottilissime scaglie biancastre, quando si tratta di forfora queste scivolano via senza difficoltà, mentre invece rimangono tenacemente attaccate ai capelli se si tratta di uova di pidocchi.  

Come si eliminano i pidocchi? Trattamenti e prevenzione 

La cura esiste e necessita di farmaci antiparassitari. Essa va iniziata solamente quando sono state identificate le lendini, e non ha alcun significato preventivo

Non bisogna cioè sottoporre un bambino alle terapie anti-pidocchi solamente perché il suo compagno di banco ha subito l’invasione dei parassiti. Infatti, i farmaci che vengono utilizzati per vincere queste forme infettive sono utili solo in presenza dell’infestazione poiché il trattamento, disponibile in diverse formulazioni, mira a bloccare i centri nervosi dei parassiti, facendoli morire.

Ad esso vanno associate alcune semplici misure di prevenzione generale per liberare completamente la testa dai pidocchi, prevenirne la ricomparsa o facilitare la loro eliminazione. È importante, infatti, eliminare tutte le lendini, e a questo scopo, si utilizza, in genere, un pettine a dentini fitti. Alla domanda se l’aceto può essere efficace, la risposta è affermativa: può essere utile sciacquare i capelli con aceto diluito in acqua per facilitare l’eliminazione delle uova. Particolare attenzione, infine, va prestata all’igiene: ricordate di lavare a 60 gradi in lavatrice lenzuola, federe e asciugamani, disinfettando anche spazzole e pettini.