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Perdita del senso del gusto: trattamento e cause

A volte, un semplice mal di gola o piuttosto un’infiammazione della bocca o della lingua, un raffreddore o una sinusite ci tolgono il piacere di assaporare quanto mangiamo. Purtroppo questo fenomeno non è infrequente ma nella maggior parte dei casi il trattamento con farmaci di automedicazione capaci di lenire dolore, bruciore e congestione nasale può aiutare a contrastare l’infiammazione della lingua, della bocca del naso o della gola ritrovando il gusto del cibo.

Tuttavia, esiste una condizione nella quale il senso del gusto smette di funzionare in modo ottimale. Il nome tecnico del fenomeno è ageusia che indica la perdita del senso del gusto. L’organo del gusto è la lingua e le papille gustative presenti sulla sua superficie, oltre che su faringe e laringe, hanno il compito di recepire i sapori dei cibi e delle bevande attraverso l’elaborazione di determinati segnali, che, attraverso specifiche vie nervose, vanno al cervello. La capacità di percepire i gusti è ridottissima nel neonato, cresce esponenzialmente quando si diventa bambini e adolescenti per raggiungere con l’età adulta un picco che si mantiene per diversi anni. Poi, col tempo, tende di nuovo a calare e per molte persone anziane la difficoltà a percepire i gusti è un problema reale.

L’ageusia può avere moltissime cause perché tanti sono gli elementi in grado di incidere sulla capacità di “sentire” il gusto. Ad esempio, può essere causata temporaneamente da infezioni alle alte vie respiratorie, come dicevamo all’inizio, oppure può essere determinata da alterazioni a carico del sistema nervoso, da tossinfezioni localizzate alla bocca o generalizzate, da carenze molto spiccate di vitamine o la presenza di determinate patologie. Insomma: il gusto è importante. E bisogna sempre capire cosa accade quando ci si accorge che, in assenza di una causa chiara e specifica come un mal di gola, ci si accorge che il senso del gusto è alterato in modo significativo. In questi casi è fondamentale parlarne con il proprio medico di fiducia.